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giovedì 22 gennaio 2015

IL PRINCIPE DI CEPPALONI ANCORA IN CAMPO: MASTELLA SI PRESENTA ALLE REGIONALI CON QUINTO PARTITO IN VENT’ANNI

SABATO SCORSO PRESENTATO IL NUOVO SOGGETTO POLITICO POPOLARI PER IL SUD. SI ALLEERA’ COL CENTRODESTRA, SALVO ENNESIMI CAMBI DI COALIZIONE

Clemente Mastella, l’uomo per tutte le stagioni. Passano le Repubbliche, crollano i muri, cambiano i partiti, cadono i Governi, ma lui è sempre lì, pronto a inventarsene una nuova e scendere ancora in campo. La mancata rielezione al Parlamento europeo, il risvolto positivo (per lui) delle inchieste condotte da de Magistris e le imminenti elezioni regionali in Campania (il prossimo maggio), sono fattori troppo invitanti per non riprovarci con un nuovo soggetto politico. Il quinto in vent’anni. Sabato scorso a ripresentato il suo nuovo partito: Popolari per il sud. Che molti danno come nuovo, ma che lui già presentò nel luglio 2010. Nonostante la sua manciata di voti, presi soprattutto a Benevento e provincia (lui è originario di Ceppaloni), dove è molto attiva anche la moglie Sandra Lonardo, ha segnato molte stagioni della Seconda Repubblica italiana, risultando decisivo per la formazione o la caduta dei governi.

mercoledì 15 gennaio 2014

PRIMA MASTELLA, POI VIESPOLI, ORA DE GIROLAMO: LA TRANQUILLA BENEVENTO CHE PORTA SCOMPIGLIO A ROMA

ESPONENTI POLITICI DI ORIGINE SANNITICA CHE HANNO PROCURATO GRATTACAPI ALLA MAGGIORANZA DI CUI FACEVANO PARTE

Benevento, Comune della Campania dal passato remoto molto glorioso, ma frammentato e oggi trascurato. Pare che sia stata fondata da Diomede, sbarcato in Italia dopo la distruzione e l'incendio di Troia; qui avrebbe anche incontrato Enea. I sanniti la urbanizzarono per primi, mentre i romani ne fecero un punto nevralgico per il trasporto. Poi arrivò il dominio dei longobardi prima e della Chiesa poi, che perpetuarono la sua valorizzazione. Non a caso si contano ben 7 Papi di origine beneventana. Poi arrivò l’Italia unita, che, come fatto con altre importanti città del Sud, la emarginò; lasciando ai monumenti il ruolo di testimoni di ciò che non potrà più essere. Tra essi spicca l’Arco di Traiano e la Chiesa di Santa Sofia. Ma forse, proprio per questo, alcuni politici originari di qui una volta finiti a Roma, ci tengono a dire la propria. Lo ha fatto Clemente Mastella, nel decennio tra la seconda metà degli anni ’90 e la seconda metà degli anni 2000. Poi Pasquale Viespoli, qualche anno fa. Ora Nunzia De Girolamo, che imbarazza il Governo Letta.