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venerdì 13 febbraio 2015

UN PO’ CON SALVINI E UN PO’ CON ALFANO: LE ALLEANZE AMBIGUE DI BERLUSCONI PER RISORGERE ALLE REGIONALI

DIFFICILE VEDERE IL CENTRODESTRA UNITO IN UNA SOLA COALIZIONE, DATA LA PRESENZA DI NCD NEL GOVERNO RENZI. ECCO LE ALLEANZE A “MACCHIA DI LEOPARDO”

Se il Patto del Nazareno del mostro Renzusconi è ormai morto, Berlusconi vuole risorgere per l’ennesima volta. Come già fatto nel 2001 dopo la breve esperienza di governo nel ’94, come fece nel 2008 dopo la caduta del Governo Prodi e come ha fatto alle ultime politiche del 2013 quando veniva dato per spacciato. Furbescamente, ha già fatto venire meno il suo appoggio per le riforme in vista delle elezioni, come fatto con Monti prima delle ultime politiche. Ma alla regionali sarà difficile riproporre la vecchia coalizione di centrodestra, visto che Alfano viene criticato tanto dalla Meloni quanto da Salvini. E se la prima non è tanto un problema visto che Fratelli d’Italia conta un po’ ovunque su un misero 3%, il problema si presenta con il secondo, che viene dato in volata dai sondaggi. E allora possibile un doppio tipo di alleanze, al Nord con Salvini e al Sud con Alfano, dove Nuovo centrodestra e Udc raccolgono ancora consensi. Vediamo la mappa delle alleanze.

martedì 9 dicembre 2014

SONO GIA’ 155 I PARLAMENTARI CHE HANNO CAMBIATO PARTITO, PER UN TOTALE DI 187 CAMBI

PEGGIO ANCORA DELLA SCORSA LEGISLATURA, QUANDO FURONO IN TOTALE 160

L’attuale legislatura ha appena poco più di un anno e mezzo di vita, eppure sono già 155 i parlamentari che hanno cambiato partito, alcuni dei quali anche più di una volta, considerando che i cambi totali, per ora, sono ben 187. Numeri ancora più vergognosi dello scorso anno, quando i parlamentari che hanno cambiato gruppo sono stati 160, 120 alla Camera e 40 al Senato; cifre dovute soprattutto all’uscita dei finiani dal Pdl. I voltagabbana in questa legislatura sono distribuiti quasi equamente tra le due Camere: 76 alla Camera e 79 al Senato. Vediamo i partiti che ne contano di più.

martedì 19 agosto 2014

DALLA SHALABAYEVA AI VU CUMPRA’: LE TROPPE GAFFE DEL MINISTRO ALFANO

IN UN ANNO E MEZZO DI MANDATO TANTI I CASI IMBARAZZANTI PER IL FONDATORE DEL NCD

Sarà che deve recuperare un po’ di voti, dato che la sua nuova creatura politica, il Nuovo centrodestra - nuova solo nel nome perché ospita vari fuggiaschi da Forza Italia – ha solo il 2% dei voti, e dunque si da’ ad allegre conferenze stampa o dichiarazioni per attrarre simpatie e consensi. Fatto sta che Angelino Alfano, da Ministro degli interni, ha commesso già un bel po’ di gaffe, alcune imbarazzanti, altre gravi. Pur ricoprendo quell’incarico da appena un anno e mezzo, a partire dall’insediamento del Governo Letta nel febbraio 2013, con la successiva riconferma dopo un anno nell’attuale Governo Renzi. La prima situazione imbarazzante si verificò col caso Shalabayeva, ad appena tre mesi dall’investitura. L’ultima con l’offesa ai venditori ambulanti sulle spiagge, chiamati Vu cumprà, termine ormai ritenuto diffusamente offensivo. Senza dimenticare che nel ’96 il giovane Alfano partecipò al matrimonio della figlia di un Boss…

giovedì 12 giugno 2014

IL CENTRODESTRA NON ESISTE PIU’, SPAZZATO VIA DALLE AMMINISTRATIVE

HA VINTO SOLO IN 41 COMUNI, POCO PIU’ DEL 10% DEGLI ENTI IN PALIO

Dal risultato delle europee e delle amministrative si evince che il centrodestra italiano non esiste più. Certo, ci sono singole realtà che cercano di sopravvivere: Forza Italia che punta ancora, nonostante tutto, su Silvio Berlusconi; il Nuovo centrodestra, che si propone come la novità ma nei fatti sta accogliendo tutti i transfughi del primo; la Lega Nord, che archiviato il Senatur Bossi sta vivendo una nuova stagione con Matteo Salvini; Fratelli d’Italia, che ha ripristinato il vecchio simbolo di AN ma non scalda i cuori dell’elettorato destrorso; l’Udc ormai viaggia su cifre da prefisso telefonico. Messi insieme supererebbero il 40%, ma una convivenza sarebbe assai problematica e paradossale. Peraltro, l’elettorato ha già bocciato pesantemente questa ipotesi alle ultime amministrative.

domenica 1 giugno 2014

SPESSO RITORNANO: GIANFRANCO FINI PENSA DI RIFONDARE UNA NUOVA DESTRA

LO HA FATTO CAPIRE TRA LE RIGHE DURANTE UN INTERVENTO in un dibattito sulle figure di Domenico Mennitti e Tatarella. HA CRITICATO FRATELLI D’ITALIA MA ANCHE ALFANO

In politica spesso ritornano, anche quelli che hanno miseramente fallito la propria missione e cercano ancora propri spazi nel marasma generale. Come Gianfranco Fini, ex Presidente della Camera, che raccolse l’eredità della Destra sociale di Almirante per poi svenderla a Berlusconi fondando il Popolo della libertà. Per poi uscirne, accorgendosi, o forse è meglio dire volendosi accorgere, dopo appena 15 anni, delle reali intenzioni del Cavaliere in politica, fondando un suo partito: Futuro e libertà. Ma venendo punito alle elezioni politiche dello scorso anno con un umiliante 0,4%. Pare che voglia riprovarci, non contento delle attuali realtà di destra oggi in campo.

lunedì 19 maggio 2014

PERFINO CESARE PREVITI HA LASCIATO BERLUSCONI?

VIENE DATO ANCH’EGLI VICINO AL NUOVO CENTRODESTRA. COMUNQUE E’ DA TEMPO CHE NON VEDE BERLUSCONI

Potrebbe allungarsi ulteriormente la già lunga lista dei fedelissimi di Silvio Berlusconi che lasciano Forza Italia. Personaggi vicini al Cavaliere da sempre, i quali, anche per salvare la poltrona, oltre che per mere questioni “ideologiche” si sono defilati dal ritorno del partito tricolore. A loro si potrebbe annoverare anche Cesare Previti, il quale non interviene più alle riunioni forziste. Tantomeno si fa vivo ad Arcore o a Palazzo Grazioli. E non solo «Cesarone» latita, ma l’intero mondo previtiano brilla per la propria assenza dalle adunanze forziste. L’altro ieri, ad esempio, Tajani ha riempito l’Hotel Parco dei Principi con signore inguainate e attempati esponenti del «generone» romano per la gioia di Berlusconi, che non si aspettava tutta quella gente disposta a sorbirsi le sue disgrazie. Ma dell’ex ministro, ras della Roma «pariola», nemmeno l’ombra.

lunedì 14 aprile 2014

ANCHE BONAIUTI LASCIA BERLUSCONI: SI ALLUNGA LA LISTA DEGLI IRRICONOSCENTI COL CAVALIERE

PASSERA’ AL NUOVO CENTRODESTRA, COME GIA’ FATTO DA QUAGLIARIELLO, CICCHITTO, SCHIFANI, FORMIGONI E ALFANO

Un vecchio detto dice: quando la nave sta affondando, i topi sono i primi ad abbandonarla. Ma a parte Schettino, potrebbero essere annoverati altri casi di persone che, come i ratti, si defilano quando le cose iniziano ad andare male. In politica poi ciò accade sovente, nel tentativo di restare disperatamente a galla. Lo sa bene Silvio Berlusconi, negli ultimi mesi alle prese con condanne imbarazzanti, alle quali non è riuscito a sottrarsi nonostante le varie leggi “ad personam” che i suoi governi hanno cercato di promulgare. Certo, i sondaggi lo danno ancora intorno al 20% e lui ha già dimostrato più volte di risorgere. Ma alcuni suoi storici collaboratori e lacchè lo ritengono finito; o quanto meno, sono riluttanti nel rinunciare a poltrone da Ministro, e così non accettano la politica isolazionista di Forza Italia e cercano di trovare posto in altri partiti propensi alle “larghe intese”. E Ed ecco che, dopo Quagliariello, Schifani, Cicchitto e Formigoni, anche Paolo Bonaiuti lascia Forza Italia per approdare al Nuovo centrodestra. E chissà cosa sta pensando Silvio Berlusconi, che vent’anni fa li colse dalla tempesta di Mani pulite e gli diede una seconda chance, durata appunto ben due decenni.

lunedì 3 marzo 2014

LA FARSA RENZI CONTINUA: ANCHE TRA I SOTTOSEGRETARI CI SONO DEGLI IMPRESENTABILI

TRA I NOMI CHE HANNO SCATENATO INDIGNAZIONI QUELLI DI SIMONA VICARI, FRANCESCA BARRACCIU, COSIMO FERRI, Umberto Del Basso De Caro, RICCARDO NENCINI E SOPRATTUTTO ANTONIO GENTILE, COSTRETTO A DIMETTERSI LUNEDI'

Sulla squadra del neonato Governo Renzi ho già detto tanto, lasciando in sospeso la nomina dei Sottosegretari e Vice Ministri che in quell’occasione aveva da venire dopo qualche giorno. Bene, anche quella è arrivata, confermando quanto già detto in precedenza; e cioè che anche l’esecutivo di colui che si professa come il rottamatore e l’innovatore è stato costruito col solito sistema italiano basato su parentopoli, amicopoli e spartitopoli. Il Governo Renzi è stato chiamato anche Napolitano III, ma potrebbe essere definito pure Monti bis o Letta bis. E perché no, anche Governo Benjamin Button,  per il suo essere nato già vecchio, senza però neppure avere la dote di ringiovanire come il personaggio interpretato da Brad Pitt. Comunque, vediamo chi sono i nuovi Sottosegretari e Vice Ministri; o più precisamente, quelli che hanno scatenato maggiori indignazioni. Tra loro, uno ha dovuto dimettersi subito: Antonio Gentile, senatore e coordinatore del Nuovo Centrodestra in Calabria, noto alle cronache come l'uomo che due settimane fa, per evitare la pubblicazione sul quotidiano L'Ora di un articolo sul coinvolgimento del figlio Andrea nell'inchiesta sulle consulenze d'oro elargite dall'Asl di Cosenza, attraverso un intermediario, avrebbe fatto pressioni su editore e direttore del giornale.
Che poi, misteriosamente, l'indomani in edicola non arrivò neppure, bloccato da un guasto notturno alle rotative seguìto (casualmente?) al rifiuto di togliere dalla prima pagina il pezzo del disonore. Gentile si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. 

martedì 4 febbraio 2014

PIER FERDINANDO CASINI TORNA IN GINOCCHIO DAL CAVALIERE PER NON SPARIRE

DOPO IL FLOP ELETTORALE DEL TERZO POLO LO SCORSO ANNO E IL VARO DI UNA LEGGE ELETTORALE CHE PUNTA AL BIPOLARISMO, ALL’EX PRESIDENTE DELLA CAMERA NON RESTA CHE RITORNARE ALLA CORTE DEL CAVALIERE

“Meglio non fare la fine di Fini” avrà pensato Pier Ferdinando Casini. E allora meglio ritornare laddove è iniziata la sua ascesa politica: nel centrodestra guidato dall’indiscutibile Silvio Berlusconi. Una decina di anni fa il leader dell’Udc, quando era già Presidente della Camera, veniva considerato un personaggio dalle grandi prospettive: futuro leader di un centrodestra moderato ed europeo e papabile Presidente della Repubblica. E invece nel 2006 si allontanò dal Cavaliere, cercando di costruire quel tanto agognato Terzo Polo o Grande centro (come lo sfotteva pure Neri Marcorè in una delle tante sue riuscite imitazioni) mai realizzato nei fatti. Nemmeno sfruttando lo scorso anno un personaggio di spicco quale Mario Monti. La sua Udc ha beccato a malapena un imbarazzante 1,4%, riuscendo comunque, complice il Porcellum, ad avere qualche seggio alla Camera e perfino un Ministero (nella persona di D’Alia) nell’attuale Governo Letta. E così, in vista di una legge elettorale che spinge verso il Bipolarismo, non resta che schierarsi e tornare dieci anni indietro. Un po’ come tutto il centrodestra del resto, come già dimostra il ritorno di Forza Italia e Alleanza Nazionale.

lunedì 20 gennaio 2014

IL PAVENTATO MOSTRO RENZUSCONI DIVENTA REALTA’, E PROPONE UNA LEGGE ELETTORALE CHE METTE IN DIFFICOLTA’ TUTTI GLI ALTRI

NELL’INCONTRO TENUTOSI SABATO POMERIGGIO NELLA SEDE DEL PD, TRA RENZI E BERLUSCONI C’E’ STATA IMMEDIATA SINTONIA. LA LEGGE ELETTORALE SPINGE AL BIPOLARISMO E ALLA STABILITA’ DI GOVERNO. INOLTRE PENALIZZA I PICCOLI PARTITI E NON REINTRODUCE IL VOTO DI PREFERENZA

Silvio Berlusconi dimostra ancora una volta di essere un’eterna Fenice che risorge dalle proprie ceneri. E’ stato dato per finito più volte in vent’anni di attività politica: nel ’95, nel 2006 e nel 2012, ma si è sempre ripreso; soprattutto per le sue indubbie doti strategiche, ma anche per demerito degli avversari, risultando sempre fortemente influente. L’ultima risurrezione risale a un anno fa, quando ormai in tanti lo ritenevano al capolinea, e invece la partecipazione alla puntata di Annozero –memorabile lo sketch con Travaglio – lo ha rimesso in piedi, al punto da trascinare il Pdl quasi alla pari di Pd e Movimento cinque stelle, e da riproporre Forza Italia. Perfino l’uscita di Alfano e co. non sembra scalfirlo più di tanto. Anzi, gli da’ ancora maggiori pieni poteri sul da farsi, mentre il partito di quest’ultimo rischia già di essere un progetto morto in partenza. A riprova di tutto ciò la scelta di recarsi in casa del nemico (o presunto tale). Proprio da quel Matteo Renzi che qualche anno fa gli fece visita ad Arcore beccandosi un bel po’ di critiche. Perché il Cavaliere sa bene che se il nemico è più forte di luie, occorre farselo amico (con ogni mezzo). Così, dopo essersi recato da Santoro, si è recato nella sede del Partito democratico. Non solo. Con lui ha trovato immediata (e “profonda”, per dirla come il Sindaco di Firenze) sintonia sulla riforma elettorale, soprattutto perché è una legge che mette in difficoltà tutti i potenziali alleati di Pd e Forza Italia. Di par suo, il Sindaco di Firenze ha messo all’angolo la minoranza del suo partito e a tacere chi a destra parla ancora di antiberlusconismo e di odio. Ma ha dimenticato un particolare: Berlusconi è stato condannato in via definitiva per corruzione.

mercoledì 15 gennaio 2014

PRIMA MASTELLA, POI VIESPOLI, ORA DE GIROLAMO: LA TRANQUILLA BENEVENTO CHE PORTA SCOMPIGLIO A ROMA

ESPONENTI POLITICI DI ORIGINE SANNITICA CHE HANNO PROCURATO GRATTACAPI ALLA MAGGIORANZA DI CUI FACEVANO PARTE

Benevento, Comune della Campania dal passato remoto molto glorioso, ma frammentato e oggi trascurato. Pare che sia stata fondata da Diomede, sbarcato in Italia dopo la distruzione e l'incendio di Troia; qui avrebbe anche incontrato Enea. I sanniti la urbanizzarono per primi, mentre i romani ne fecero un punto nevralgico per il trasporto. Poi arrivò il dominio dei longobardi prima e della Chiesa poi, che perpetuarono la sua valorizzazione. Non a caso si contano ben 7 Papi di origine beneventana. Poi arrivò l’Italia unita, che, come fatto con altre importanti città del Sud, la emarginò; lasciando ai monumenti il ruolo di testimoni di ciò che non potrà più essere. Tra essi spicca l’Arco di Traiano e la Chiesa di Santa Sofia. Ma forse, proprio per questo, alcuni politici originari di qui una volta finiti a Roma, ci tengono a dire la propria. Lo ha fatto Clemente Mastella, nel decennio tra la seconda metà degli anni ’90 e la seconda metà degli anni 2000. Poi Pasquale Viespoli, qualche anno fa. Ora Nunzia De Girolamo, che imbarazza il Governo Letta.

lunedì 18 novembre 2013

PRIMA GRANA PER ALFANO: IL MARCHIO NUOVO CENTRODESTRA E’ GIA’ STATO DEPOSITATO DA BOCCHINO

all'Ufficio marchi e brevetti del ministero dello Sviluppo economico IN DATA 8 marzo 2011. L’EX VICEPRESIDENTE DI FLI DICE DI NON ESSERE STATO CONTATTATO DA NESSUNO

Sorprendendo un po’ tutti, il figlioccio politico di Silvio Berlusconi, definito anche “l’eterno delfino” visto che ne doveva prendere il posto già da qualche anno, ossia Angelino Alfano, non ha aderito alla clamorosa quanto pirandelliana rinascita di Forza Italia. E a seguirlo saranno in tanti, anche sessantenni fedelissimi al Cavaliere da una vita: vedi Schifani e Cicchitto. Certo, in caso di elezioni, si riavvicineranno tutti allegramente alla corte del redivivo di Arcore, anche i Fratelli d’Italia o l’altrettanto risorta (almeno nei sogni diStorace) Alleanza Nazionale. Comunque, la scelta di Alfano segna la definitiva conclusione dell’esperienza del Popolo della libertà; un partito nato più come risposta obbligata e frettolosa alla creazione del Partito democratico, con An che confluì in Forza Italia, che come reale progetto politico. Tuttavia, per il discolo Angelino la strada si mostra già in salita, almeno per quanto concerne il nome scelto per la sua nuova creatura politica: Il Nuovo centrodestra è infatti un marchio già depositato da Italo Bocchino nel 2011, anche se mai utilizzato.