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sabato 1 agosto 2015

Fiumicino, incendi e black out solo ultimi eventi: la storia tragicomica di un aeroporto mai decollato

L'AEROPORTO SORSE SU DELLE PALUDI E FU GIA' CRITICATO DA INDRO MONTANELLI NEL 1961

«Il caso dell’aeroporto di Fiumicino è molto peggio di un furto, di una rapina a mano armata o di una incursione di briganti. Chissà quanti altri Fiumicini ci aspettano»

Con queste parole il grande Indro Montanelli, nel lontano 1961, commentava l'inaugurazione dell'aeroporto di Fiumicino. Oggi tornato agli onori delle cronache per due incendi (uno a maggio, il secondo mercoledì) e un black out giovedì, con tanto di disorganizzazione ai danni dei poveri passeggeri costretti per ore (o addirittura qualche giorno) ad aspettare che qualcuno gli dicesse qualcosa. Si sono così innescate veementi proteste, con una hostess che ha perfino messo le mani addosso a uno dei protestatori. Un'altra chicca che il nostro Paese porge ai turisti che ancora coraggiosamente vengono a visitare il nostro Paese, nonostante cancelli chiusi, siti in decadenza e microcriminalità. Tornando a Fiumicino, Montanelli commentava il modo col quale fu realizzato. Nel 1949 si scelsero i paludosi (e inadatti) terreni della duchessa Torlonia nella bonifica di Porto. Si partì nel 1950, ma dopo otto anni e 24 miliardi di lire spesi, a Fiumicino non c’era nulla. Dopo, per asciugare l’acqua si presero tonnellate di terra scavate da una valle vicina: la futura discarica di Malagrotta. I primi aeroplani decollarono finalmente il 15 gennaio del 1961. Ma neanche tre mesi dopo l’inaugurazione il fondo della pista cominciò a sgretolarsi. Nulla trovarono né una Commissione d’inchiesta parlamentare né la Procura di Roma. Gli anni successivi non sono andati meglio…

mercoledì 25 marzo 2015

Il mistero dell'Airbus Germanwings, tutte le ipotesi dell'incidente

Trattasi del primo caso di aereo low cost che precipita nel vecchio continente, mentre per la Francia si tratta del secondo Airbus A320 che precipita sul proprio suolo. Il primo caso si consumò tragicamente il 20 gennaio del 1992, nei pressi di Mont Sainte-Odile. Non mancano misteri e perplessità.

lunedì 23 marzo 2015

Brutte notizie per chi viaggia in aereo o nave: in arrivo tassa di 2 euro

L'ultima trovata dell'ANCI - acronimo di Associazione Nazionale Comuni Italiani - presieduta attualmente dal piddino Sindaco di Torino Piero Fassino, è una tassa di due euro per chi viaggia in aereo o in nave partendo dalle neonate città metropolitane. La proposta è stata inserita nella bozza del decreto enti locali proposta al governo Renzi. A svelarlo Libero, che indica anche nel dettaglio quando, dove e per chi scatterebbe la sovrattassa.

sabato 3 gennaio 2015

DA AOSTA A CATANIA: TUTTI GLI AEROPORTI ITALIANI INUTILI A RISCHIO CHIUSURA

DIVERSI AEROPORTI ITALIANI CONTANO POCHI PASSEGGERI A SETTIMANA. LA CORTE DEI CONTI EUROPEA HA SEGNALATO LA NECESSITA’ DI SOPPRIMERLI

Ogni grande città sogna il proprio aeroporto, per far approdare e partire con tutta comodità i propri cittadini, senza che questi debbano percorrere chilometri per poter effettuare un volo. Eppure un aeroporto comporta costi pubblici elevati, soprattutto se conta pochi passeggeri. E il più delle volte serve più a parlamentari e a politici locali. In Italia ce ne sono pure tanti. Vediamo la lunga lista…

mercoledì 1 ottobre 2014

I MALATI DEL TELEFONO HANNO VINTO: POTRANNO USARLO ANCHE IN AEREO

L'Agenzia Europera per la Sicurezza Aerea (EASA) ha dato il via libera sull'utilizzo dei cellulari durante TUTTE LE FASI DEL volo, COMPRESI decollo e atterraggio

E così l'Agenzia Europera per la Sicurezza Aerea (EASA) ci ha sottratto pure quelle uniche ore durante le quali non assistevamo a gente che parla a telefono o è connessa a internet tramite smartphone. Ossia su un aereo. Grazie a questa nuova disposizione, non sarà così più necessario spegnere i dispositivi elettronici durante tutte le fasi, dal decollo alla fase di atterraggio e ovviamente durante il volo. Tecnicamente parlando, si potrebbe sfruttare queste possibilità da subito; in realtà sarà necessario attendere che le compagnie aeree si dotino delle apparecchiature necessarie per veicolare il segnale a terra. Per gestire le chiamate di un volo verso terra e ricevere poi il segnale di risposta, il velivolo dovrà essere dotato di opportune apparecchiature per gestire il flusso di dati in entrate e uscita. Un problema non del tutto facile da affrontare.