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giovedì 30 luglio 2015

Pannella attacca la Bonino: fine tragicomica di un partito che ha cambiato l'Italia

Lo storico leader dei Radicali ha attaccato la sua storica compagna di partito domenica pomeriggio

Sì, lo ammetto. Il Partito radicale è il primo che ho votato, a 18 anni, in occasione delle regionali in Campania, nell'ormai lontano 2000. Ne apprezzavo la coerenza politica, le idee liberali, anticonformiste, riformiste, il mancato inseguimento alla poltrona. Poi le nostre strade si sono divise poco dopo, anche perché sono gradualmente spariti, alleandosi ora a destra ora a sinistra per non sparire. In realtà lo facevano già da qualche anno, con l'arrivo del Bipolarismo. Ma ero appena maggiorenne e la politica non la capivo ancora bene (bei tempi). I Radicali ormai sono un lontano ricordo della politica italiana, qualcosa che appartiene alla storia e soprattutto agli anni '70. Quando, grazie alle loro battaglie, riuscirono ad introdurre in Italia leggi libertarie quali divorzio, aborto, obiezione di coscienza. Opzioni di scelta che imbarazzavano pure socialisti e comunisti, presi dalle loro solite discussioni interne e che agivano più per conservare i propri consensi che per cambiare davvero l'Italia. Da qualche anno i Radicali stanno concentrando il loro impegno politico soprattutto in favore dei carcerati e dell'eutanasia. Ma ormai in Parlamento sono spariti e gli scioperi della fame e della sete di Marco Pannella appaiono stanche ripetizioni svuotate di efficacia, quasi patetiche. Oltre che sempre più pericolose, avendo superato gli ottant'anni. Se poi i due leader storici litigano pure, allora siamo alla fine tragicomica. In una domenica pomeriggio noiosa senza partite della Serie A, nella quale i monologhi di Pannella appaiono buoni per appisolarsi, Marco ha attaccato Emma Bonino. La quale ha poi controrisposto.

domenica 25 maggio 2014

PER LA PRIMA VOLTA ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE NON CI SARANNO COMUNISTI E RADICALI

IL LORO SIMBOLO NON SARA’ PRESENTE SULLA SCHEDA ELETTORALE, COME INVECE SUCCESSO FIN DALLE PRIME ELEZIONI DEL 1979

Manca poco ormai alle elezioni europee (un test può aiutarti a scegliere per chi votare), che finalmente porranno fine a una campagna elettorale al veleno nella quale Renzi, Grillo e Berlusconi si sono accusati (in taluni casi anche violentemente) a vicenda. Tra i pochi spunti interessanti di questa tornata elettorale ce n’è sicuramente uno storico: per la prima volta dalle prime elezioni tenutesi nel giugno 1979, non ci sono simboli legati ai comunisti, né i Radicali. Ormai spariti anche dalla scena nazionale italiana.

mercoledì 8 maggio 2013

EMMA BONINO, LA GUERRAFONDAIA CHE PRENDE INCARICHI A DESTRA E SINISTRA


NOMINATA MINISTRO DEGLI ESTERI, HA VISTO SFUMARE PER LA TERZA VOLTA IL SOGNO QUIRINALE. NEGLI ULTIMI VENT’ANNI E’ STATA SIA COL CENTRODESTRA CHE COL CENTROSINISTRA

Sarà che per stare a galla col sistema Bipolare della Seconda Repubblica occorreva (parlo al passato, perché siamo tornati a una politica frammentata) stare da una parte o dall’altra. E così anche i Radicali si sono ben adeguati a questo gioco, barcollando, dopo le battaglie in materia di diritti civili negli anni ’70, ora a destra, ora a sinistra. Dal ’94 al 2005 hanno fatto parte del centrodestra, dal 2006 ad oggi del centrosinistra. A beneficiare di questo passaggio bipartisan la leader storica - insieme a Marco Pannella - Emma Bonino; la quale negli ultimi vent’anni si è vista assegnare varie poltrone. Non quella del Presidente della Repubblica, nonostante il suo nome venga accostato al Quirinale dal 1999. La delusione è comunque sempre stata mitigata con altri incarichi: oggi quello di Ministro degli esteri. E date le sue posizioni guerrafondaie espresse in tutti i conflitti degli ultimi 14 anni – benché si professi una “non violenta” – aspettiamoci nuove proposte pro-belliche. Perché come cantava qualcuno: “la guerra è bella, anche se fa male”.

lunedì 2 luglio 2012

ECCO I PARLAMENTARI CON PIU’ LEGISLATURE ALLE SPALLE


A VINCERE LA GARA UNA SENATRICE CON 8 MANDATI E DUE DEPUTATI CON 7. ECCO CHI SONO

“Largo ai giovani” diceva un vecchio motto fascista, diventato solo retorica con l’arrivo della Repubblica. La politica italiana non sa nemmeno cosa significhi “ricambio generazionale”, specie nel centro-sinistra, tra le cui fila ci sono 36 onorevoli del Pd che siedono in Aula da più di tre mandati, nonostante lo statuto del partito ponga un limite a tre legislature. Ma si sa, gli Statuti sono carta straccia, buoni soprattutto per arricchire i Notai. Ecco di seguito tutti i parlamentari di lunga durata: molti con 4-5 mandati alle spalle, mentre i vincitori ne hanno addirittura 7 e 8.