Visualizzazione post con etichetta fiom. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fiom. Mostra tutti i post

giovedì 8 maggio 2014

LA BORSA BOCCIA I SOGNI DI GLORIA DI MARCHIONNE PER ALFA E CHRYSLER

IL GIORNO DOPO LA PRESENTAZIONE DEL PIANO FINO AL 2018, IL TITOLO FIAT E’ CROLLATO DI OLTRE L’11%. SCETTICISMO ANCHE DI LANDINI

Aveva chiuso con una citazione di Tolstoj sui sogni la sua presentazione del piano quadriennale per il rilancio dell’Alfa Romeo e per il marchio americano Chrysler. Ma le Borse non gli hanno creduto minimamente, sarà anche per i bilanci poco incoraggianti dell’azienda. E così Sergio Marchionne incassa subito una bocciatura, a cui vanno aggiunte quelle di Cgil e Fiom. Insomma, i fuochi d’artificio di Marchionne non hanno impressionato gli attori che sperava.

martedì 27 marzo 2012

GIORGIO SQUINZI ELETTO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA PER POCHI VOTI, MA HA L’APPOGGIO DEI PIU’ IMPORTANTI IMPRENDITORI ITALIANI


HA SCONFITTO ALBERTO BOMBASSEI CON 11 VOTI IN PIU’, CONTANDO SULL’APPOGGIO DI MOLTE PERSONALITA’ DI SPICCO

Giorgio Squinzi è il nuovo Presidente di Confindustria, eletto in una fase non facile per l’economia italiana, tanto per la recessione economica che sta mettendo da anni un cappio alla gola agli imprenditori nostrani, quanto per le riforme che i Professori stanno mettendo in piedi. Ha battuto per soli 11 voti Alberto Bombassei, patron di Brembo, contando sull’appoggio di tutte le personalità di spicco dell’imprenditoria italiana: Fedele Confalonieri per il gruppo Mediaset, Emma Marcegaglia presidente uscente, Ivano Lo Bello, Paolo Scaroni (Eni, Enel), Del Vecchio (numero uno di Luxottica), Montezemolo e Della Valle (suoi soci nel Nuovo Trasporti Viaggiatori), Riccardo Illy e Sergio Marchionne.

martedì 28 febbraio 2012

FIAT, DA ORGOGLIO NAZIONALE A VERGOGNA ITALIANA


DALLA CAUSA A CORRADO FORMIGLI ALL’INVITO A STARSENE A CASA RIVOLTO AGLI OPERAI TESSERATI ALLA FIOM, FINO ALL’UNITA’ ABOLITA NELLE SEDI DELLA MAGNETI MARELLI. LA COMPAGNIA DI BANDIERA SI STA RENDENDO PROTAGONISTA DI RIPETUTI ATTEGGIAMENTI INDEGNI

Chissà cosa stanno pensando da lassù quei 9 magnate che nel 1899 fondarono a Torino la FIAT dei sogni globalizzati di Marchionne, dei modelli poco appetibili, delle lettere minatorie agli operai, delle sbandate di Lapo Elkann, dei piagnistei calcistici di Andrea Agnelli, della onerosa causa per diffamazione a un giornalista per un servizio televisivo e chi più ne ha, più ne metta.
La Fiat per quasi un secolo è stata certo coccolata e viziata dalla politica, ma in cambio ha prodotto auto a basso costo accessibili a tutti e ha dato lavoro da Nord a Sud a milioni di operai e impiegati. Uno scambio sociale ed economico che ha retto fino all’avvento del Mondo globalizzato. Ma i tempi sono cambiati e sono ben incarnati dall’attuale Amministratore delegato Sergio Marchionne, il quale sogna un American capitalism anche in casa nostra e non accetta servizi televisivi scomodi o operai troppo chiassosi.