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venerdì 13 giugno 2014

CHI CI RITROVIAMO ALL’AMBIENTE: UN COMMERCIALISTA AMANTE DEL NUCLEARE E DELLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

E’ GIANLUCA GALLETTI, IN QUOTA UDC. NEL SUO CURRICULUM NON C’E’ ALCUNA REFERENZA RIGUARDO L’AMBIENTE, MA ANCHE PAROLE POSSIBILISTE SUL NUCLEARE E CONTRO IL REFERENDUM SULL’ACQUA

Com’è costume della politica italiana, alcuni Ministeri delicati non sono mai assegnati a persone competenti della materia. Pensiamo a quello per i Beni culturali, della Giustizia, della Sanità, dell’Istruzione e dell’Ambiente. In fondo, volutamente, affinché i partiti possano controllarli ed essi non avanzino richieste troppo esagerate ma in realtà utili per risolvere i problemi atavici dei rispettivi settori. Soffermandoci proprio sull’ultimo, si è passati da Andrea Orlando del Governo Letta a Gianluca Galletti. La competenza in materia è la stessa, pari a zero. A cambiare sono solo i partiti cui fanno riferimento: il primo del Pd (passato con Renzi alla Giustizia, per la gioia di Berlusconi) e il secondo dell’Udc. Un commercialista che con l’ecologia non ha mai avuto a che fare. Anzi, ha anche lanciato in passato dichiarazioni poco confortanti.

lunedì 24 febbraio 2014

L’ARRIVISTA RENZI RAGGIUNGE IL SUO SCOPO, MA I MINISTERI CHIAVE LI HANNO DECISI D’ALEMA E BERLUSCONI

QUELLI DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO SONO AFFIDATI A DUE PERSONAGGI VICINI AL PRIMO. MENTRE SUL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SONO STATE FATTE PRESSIONO DAL SECONDO, PER NON PARLARE DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO A LUI GRADITO E SU CUI PENDE UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI

E così il Governo Renzi è nato ufficialmente. Anche se qualcuno malignamente lo ha chiamato il Governo Napolitano III. L’ormai ex Sindaco di Firenze, ambizioso e arrivista fino al midollo, ha silurato Enrico Letta, il quale, nella formale consegna dei campanelli a stento gli ha dato la mano. Segno questo di un malumore interno al Partito democratico, dove domina il Renzismo certo, ma sia l’ala sinistra (quella composta soprattutto dai rottamati), sia una parte di quella centrista, mugugnano nei confronti del nuovo Segretario. Sebbene diversi tra quanti lo contestavano fino a poche ore dalla sua investitura a leader del Pd, sono saliti sul carro dei vincitori. Non a caso qualcuno tra loro è stato premiato con la carica di Ministro. Ma guardando la sua squadra di Ministri, ci si rende conto che la sua rivoluzione è già annacquata. Del resto la riunione decisiva con Giorgio Napolitano è durata 2 ore e mezza; indice ciò che più di un nome è stato respinto dal Presidente della Repubblica. Certo, ci sono “solo” 16 Ministri, di cui la metà donne, e lui è il Presidente del Consiglio più giovane della storia della Repubblica italiana. Ma a parte questi dati demografici e statistici, non si va oltre. I Ministeri chiave per una svolta concreta del nostro Paese sono stati imposti da Re Giorgio, alias l’establishment della vecchia politica, alias dalla Borsa e dall’Unione Europea. Non manca neanche lo zampino del Cavaliere su due Ministeri. Ma quest’ultima, in casa Renzi, non è una novità. Dulcis in fundo, è già emerso un conflitto di interessi…