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mercoledì 20 gennaio 2016

Il Governo Renzi elimina disoccupazione e morti sul lavoro: ma nascondendoli dalle statistiche

IL JOB ACT PREVEDE DEI MECCANISMI BUROCRATICI DIVERSI CHE NASCONDONO IL PROBLEMA

Il Job Act ha risolto due problemi drammatici che riguardano il mondo del lavoro in Italia: la disoccupazione e le morti per incidenti. Ma lo fa nel modo meno ortodosso e più furbo possibile. Ovvero facendo leva sulla burocrazia e nascondendo i veri dati statistici. A rivelarlo Contropiano, portale sempre molto sensibile al problema.

mercoledì 15 aprile 2015

La balla dei 79mila nuovi posti di lavoro: i numeri dell’INPS smentiscono Boeri e Renzi

IL GOVERNO AVEVA GIA’ FATTO SUOI QUESTI DATI, FRESCO DI ENTRATA IN VIGORE DEL JOB ACT. MA LA REALTA’ E’ DIVERSA

La settimana scorsa sono emersi dei dati che hanno fatto illuminare il Premier Renzi e il Ministro del lavoro Poletti, convinti che tutti i meriti fossero propri. Ai due si è aggiunto pure il Presidente dell’Inps Tito Boeri. Tra gennaio e febbraio si sarebbero avuti "79.000 nuovi posti di lavoro" e il Governo voleva propinarceli come un primo grande risultato del Job Act. Ma è una balla colossale. Intanto perché nei primi due mesi dell’anno la riforma del lavoro non era ancora entrata in vigore, ma soprattutto, perché a smentirli è proprio l'Inps; quindi, indirettamente, lo stesso Boeri. L’Osservatorio sul precariato dell’Inps, infatti, ha reso noti ieri i dati elaborati in base alle modificazioni occupazionali dei primi due mesi dell'anno. Il saldo finale è zero.

mercoledì 21 gennaio 2015

RENZI COME BERLUSCONI TRADISCE IL POPOLO DELLE PARTITE IVA, TASSE ADDIRITTURA AUMENTATE

LO STESSO PREMIER HA FATTO AUTOCRITICA PARLANDO DI AUTOGOL CLAMOROSO

Negli ultimi vent’anni il popolo delle Partite Iva è cresciuto notevolmente, soprattutto per la crisi del mondo del lavoro tradizionale, che ha costretto molti ex dipendenti di aziende fallite a mettersi in proprio o persone in cerca di lavoro ad intraprendere un’avventura da liberi professionisti. Poi ci sono quelli che hanno sempre creduto nel lavoro autonomo, non volendo alcun capo al quale tener conto. Tra costretti e volontari, oggi i possessori di Partita Iva sono circa 8 milioni. Un numero di persone cospicuo che è anche un ottimo bacino elettorale da cui attingere e lo sapeva bene il centrodestra, che tramite l’affabulatore Berlusconi, che ha sempre millantato una rivoluzione liberale, li ha riempiti di belle promesse. Anzi, diciamocelo pure, in tanti hanno aperto una Partita Iva ispirandosi proprio a lui, sperando di diventare tutti “piccoli Berlusconi”. Ma il centrodestra al Governo non ha mai fatto nulla per loro, né tanto meno i recenti Governi Monti e Letta. Renzi, da Liberal quale dice di essere, pure non ha lesinato promesse ai liberi professionisti. Ma non solo non le ha mantenute, bensì ha pure clamorosamente aumentato le tasse. Parlando egli stesso di “clamoroso autogol”.

lunedì 17 marzo 2014

ARRIVA IL TANTO SBANDIERATO JOB ACT: RENZI E POLETTI FANNO IL CONTRARIO DI QUANTO ANNUNCIATO

LA NOVITA’ PIU’ IMPORTANTE E’ CHE UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO POTRA’ ESSERE PROROGATO PER UN MASSIMO DI 8 VOLTE IN 36 MESI. CRITICHE DALLA CAMUSSO, APPLAUSI DA BONANNI

Il tanto sbandierato Job Act, che introduce nuove normative in materia di lavoro dipendente, è stato approvato mercoledì scorso dal Consiglio dei Ministri e oggi sarà in Gazzetta ufficiale. Se Renzi da oltre un anno parla di centralità del lavoro e di necessità di renderlo più stabile e duraturo al fine di dare una maggiore dignità ai lavoratori, e se il Ministro del lavoro Giuliano Poletti quando guidava la Legacoop diceva che, in piena crisi, bisognava assumere a tempo indeterminato, entrambi andati al Governo hanno fatto tutt’altro. Ovvero introdotto contratti a termine senza causale e svalorizzato l’apprendistato. Sindacati divisi: positivo per Bonanni, negativo per la Camusso.

lunedì 24 febbraio 2014

L’ARRIVISTA RENZI RAGGIUNGE IL SUO SCOPO, MA I MINISTERI CHIAVE LI HANNO DECISI D’ALEMA E BERLUSCONI

QUELLI DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO SONO AFFIDATI A DUE PERSONAGGI VICINI AL PRIMO. MENTRE SUL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SONO STATE FATTE PRESSIONO DAL SECONDO, PER NON PARLARE DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO A LUI GRADITO E SU CUI PENDE UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI

E così il Governo Renzi è nato ufficialmente. Anche se qualcuno malignamente lo ha chiamato il Governo Napolitano III. L’ormai ex Sindaco di Firenze, ambizioso e arrivista fino al midollo, ha silurato Enrico Letta, il quale, nella formale consegna dei campanelli a stento gli ha dato la mano. Segno questo di un malumore interno al Partito democratico, dove domina il Renzismo certo, ma sia l’ala sinistra (quella composta soprattutto dai rottamati), sia una parte di quella centrista, mugugnano nei confronti del nuovo Segretario. Sebbene diversi tra quanti lo contestavano fino a poche ore dalla sua investitura a leader del Pd, sono saliti sul carro dei vincitori. Non a caso qualcuno tra loro è stato premiato con la carica di Ministro. Ma guardando la sua squadra di Ministri, ci si rende conto che la sua rivoluzione è già annacquata. Del resto la riunione decisiva con Giorgio Napolitano è durata 2 ore e mezza; indice ciò che più di un nome è stato respinto dal Presidente della Repubblica. Certo, ci sono “solo” 16 Ministri, di cui la metà donne, e lui è il Presidente del Consiglio più giovane della storia della Repubblica italiana. Ma a parte questi dati demografici e statistici, non si va oltre. I Ministeri chiave per una svolta concreta del nostro Paese sono stati imposti da Re Giorgio, alias l’establishment della vecchia politica, alias dalla Borsa e dall’Unione Europea. Non manca neanche lo zampino del Cavaliere su due Ministeri. Ma quest’ultima, in casa Renzi, non è una novità. Dulcis in fundo, è già emerso un conflitto di interessi…