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venerdì 27 febbraio 2015

RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI, COSA CAMBIA E QUALI RISCHI CI SONO PER LA LORO AUTONOMIA

Il testo è stato approvato ALLA CAMERA con 265 sì, 51 no e 63 astenuti

E così Renzi ha sottratto al centrodestra pure l’introduzione della responsabilità civile dei Magistrati. Quella riforma da loro tanto inseguita da anni ma mai approvata, anche quando avevano maggioranze tali da poterlo fare senza problemi. Forse perché ogni volta c’era una levata di scudi da parte dei Giudici stessi, delle opposizioni e di buona parte dei media, che ogni volta parlavano di attentato all’indipendenza della Giustizia, se non pure alla Democrazia. Ma ora che vige “il pensiero unico renziano” certe cose passano e pure velocemente. Certo, è vero che i Magistrati sono esseri umani e in quanto tali possono sbagliare, come è vero che il loro è un ruolo delicato, ma è anche vero che molte sentenze hanno rovinato per sempre la vita di tante persone. Dunque qualcosa in tal senso andava pur fatta, ma fa specie che ora a farlo sia un Governo di centro(e poca)sinistra. Vediamo cosa contiene il disegno di legge, approvato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti alla Camera (La Lega Nord, Forza Italia, Sel, Fdi e Alternativa Libera si sono astenuti, il Movimento Cinque Stelle ha votato contro, specie per la soppressione del filtro).

lunedì 24 febbraio 2014

L’ARRIVISTA RENZI RAGGIUNGE IL SUO SCOPO, MA I MINISTERI CHIAVE LI HANNO DECISI D’ALEMA E BERLUSCONI

QUELLI DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO SONO AFFIDATI A DUE PERSONAGGI VICINI AL PRIMO. MENTRE SUL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SONO STATE FATTE PRESSIONO DAL SECONDO, PER NON PARLARE DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO A LUI GRADITO E SU CUI PENDE UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI

E così il Governo Renzi è nato ufficialmente. Anche se qualcuno malignamente lo ha chiamato il Governo Napolitano III. L’ormai ex Sindaco di Firenze, ambizioso e arrivista fino al midollo, ha silurato Enrico Letta, il quale, nella formale consegna dei campanelli a stento gli ha dato la mano. Segno questo di un malumore interno al Partito democratico, dove domina il Renzismo certo, ma sia l’ala sinistra (quella composta soprattutto dai rottamati), sia una parte di quella centrista, mugugnano nei confronti del nuovo Segretario. Sebbene diversi tra quanti lo contestavano fino a poche ore dalla sua investitura a leader del Pd, sono saliti sul carro dei vincitori. Non a caso qualcuno tra loro è stato premiato con la carica di Ministro. Ma guardando la sua squadra di Ministri, ci si rende conto che la sua rivoluzione è già annacquata. Del resto la riunione decisiva con Giorgio Napolitano è durata 2 ore e mezza; indice ciò che più di un nome è stato respinto dal Presidente della Repubblica. Certo, ci sono “solo” 16 Ministri, di cui la metà donne, e lui è il Presidente del Consiglio più giovane della storia della Repubblica italiana. Ma a parte questi dati demografici e statistici, non si va oltre. I Ministeri chiave per una svolta concreta del nostro Paese sono stati imposti da Re Giorgio, alias l’establishment della vecchia politica, alias dalla Borsa e dall’Unione Europea. Non manca neanche lo zampino del Cavaliere su due Ministeri. Ma quest’ultima, in casa Renzi, non è una novità. Dulcis in fundo, è già emerso un conflitto di interessi…

lunedì 13 maggio 2013

IL GOVERNO LETTA E’ UNA MINACCIA PER L’AMBIENTE


A POCHI GIORNI DAL SUO INSEDIAMENTO, GIA’ SONO DUE I PROVVEDIMENTI CHE NON LASCIANO PRESAGIRE NULLA DI BUONO. INOLTRE IL DICASTERO NON E’ STATO CONSEGNATO, COME AL SOLITO, A UN TECNICO

Nonostante il fatto che il 75% del territorio italiano sia a rischio idrogeologico e la stessa percentuale di edifici pubblici (tra cui, dunque, scuole e ospedali) non sia a norma con le direttive antisismiche, i Governi susseguitisi negli ultimi vent’anni continuano a non far nulla per mitigare questi problemi. Probabilmente, dobbiamo aspettarci poco pure dall’attuale Governo Letta, almeno alla luce di queste prime settimane di vita. Nella fattispecie, per tre motivi: le parole del Ministro dello sviluppo Zanonato sul nucleare; il condono edilizio in Campania voluto dal presidente della commissione Giustizia del Senato, Nitto Palma; la nomina di Andrea Orlando come nuovo Ministro dell’Ambiente.