IL GOVERNO RENZI HA
RAGGIUNTO ACCORDI CON SVIZZERA, LIECHTENSTEIN E PRINCIPATO DI MONACO PER LA
SOPPRESSIONE DEL SEGRETO BANCARIO. MA NE RESTANO ANCORA TANTI DOVE I PAPERONI POSSONO
PORTARE I PROPRI CAPITALI
Destinazione
paradiso…fiscale. Parafrasando una bella canzone di Gianluca Grignani, possiamo
dire che oltre i cervelli, e i terroristi negli anni ’70, dall’Italia scappano
pure i capitali. Verso i cosiddetti Paradisi fiscali, ossia quei Paesi le cui
banche non sono tenute a fornire i dati dei propri clienti e prevedono una
tassazione molto bassa. Il Governo Renzi ha stretto accordi con alcuni di essi
affinché possa sgamare Paperoni nostrani che hanno portato i propri quattrini
lì, per sottrarsi alle tasse italiane. Il Governo Berlusconi aveva previsto un
rientro dei capitali senza
alcun reato previsto e con una sovrattassa ridicola del 5%, la quale è
apparsa subito irrisoria giacché viene surclassata dagli interessi che negli
anni quei soldi hanno maturato nelle Banche paradisiache (ma sappiamo bene che
il Governo Berlusconi è stato sempre morbido con gli evasori). E così, dopo la
Svizzera, il Ministro dell’economia Padoan ha annunciato accordi anche con il Liechtenstein
e dal Principato di Monaco fanno sapere la stessa cosa. Ma i Paradisi fiscali
sono ancora tanti. Di seguito la lunga lista…