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domenica 20 settembre 2015

Altro smacco a Pompei, rubinetto incastrato in fontana di duemila anni fa: la foto choc

IL SITO CONTINUA AD ESSERE OGGETTO DI ASSURDE DECISIONI

Era da un po’ che non si sentivano notizie di crolli riguardanti l'inestimabile sito archeologico di Pompei. E invece, è arrivata con la solita cadenza periodica qualche giorno fa. Crolli intervallati da decisioni assurde, come la riunione sindacale indetta qualche settimana fa di domenica, con tanti turisti rimasti increduli fuori ai cancelli. E ora una fontana risalente a duemila anni fa viene sfregiata con un rubinetto moderno.

lunedì 14 luglio 2014

LA STORIA DI NAPOLI E POMPEI VA IN FRANTUMI, TRA MONUMENTI CHE CROLLANO E LIBRI SFRATTATI

DOPO IL CASO CLAMOROSO DELLA GALLERIA UMBERTO E QUELLO ORMAI STRANOTO DI POMPEI, NUOVI CROLLI HANNO RIGUARDATO LA GALLERIA PRINCIPE DI NAPOLI E IL PALAZZO REALE. MENTRE A PORT’ALBA VENGONO SFRATTATE LE BANCARELLE DELLE STORICHE LIBRERIE E A POMPEI SI SFRATTANO QUELLI DELL’ARCHEOLOGO AMEDEO MAIURI

Negli ultimi giorni Napoli e Pompei stanno vivendo negativamente in simbiosi. Entrambe le città si stanno rendendo protagoniste al negativo per due fenomeni identici: il crollo dei monumenti e lo sfratto dei libri. Ai problemi atavici degli Scavi di Pompei e alla triste vicenda del crollo dei calcinacci della Galleria Umberto I di Napoli, che hanno ucciso un 14enne, si sono aggiunti altri crolli a Napoli, ma anche lo sfratto dei libri, sia nella città partenopea (a via Port’Alba, caratteristica proprio per quello), sia all’interno del Comune pompeiano, dove sono stati sfrattati appunti preziosissimi dell’archeologo Amedeo Maiuri. Oltre ovviamente a nuovi crolli nel sito archeologico pompeiano.

venerdì 6 dicembre 2013

MENTRE IL MINISTRO BRAY FA LE GITE, CROLLA ANCHE LA REGGIA DI CASERTA

OLTRE A POMPEI, ANCHE LA REGGIA DI CASERTA COMINCIA A PERDERE PEZZI. IL SUO CV E’ DI CHIARA IMPRONTA POLITICA

La pioggia copiosa di qualche giorno fa ha fatto cadere l’ennesimo pezzo di Pompei. Una sorta di benvenuto al nuovo Ambasciatore Emanuele Filiberto. Ma questa, purtroppo ormai non è più una notizia. Lo è invece la chiusura del parco della Reggia di Caserta, mentre il Palazzo reale voluto da Carlo di Borbone nel 1765 è mortificato da impalcature e calcinacci. Le promesse del Ministro della cultura Massimo Bray, durante alcuni blitz nelle vesti di semplice turista, sono rimaste tali. Un galoppino di D’Alema beneficiario di varie prebende politiche.

venerdì 22 novembre 2013

SU POMPEI CADE L’ULTIMA SCIAGURA: EMANUELE FILIBERTO NE DIVENTA AMBASCIATORE

IL DISCENDENTE DI CASA SAVOIA NON HA NE’ RESIDENZA, NE’ CAPITALI IN ITALIA. IN GENERALE, NON POSSIEDE ALCUN LEGAME CON IL SITO

Sugli Scavi di Pompei ho parlato spesso, e purtroppo quasi mai per notizie positive: per gli allagamenti quando piove, per la cattiva gestione della politica, per la fine all’asta di una sua parte. Ora gli capita l’ultima sciagura: Emanuele Filiberto di Savoia ne è stato nominato oggi Ambasciatore nel Mondo. A conferirgli l'incarico nel corso di una cerimonia svoltasi al Comune è stato il sindaco Claudio D'Alessio. Quali riferimenti ha lui con quel sito archeologico? Lui che non ha neppure la residenza in Italia ma in Svizzera (a Ginevra dove è nato), e ovviamente qui non ci ha portato neppure il suo ingente Capitale. Lui che appartiene a una dinastia messa fuori legge fino a dieci anni fa per aver consegnato l’Italia novant’anni fa a una dittatura, e aver promulgato le infami leggi razziali. Su Pompei si continua a fare niente, con continui Commissariamenti utili solo a propinare incarichi onerosi e il Ministro per i beni culturali Bray che se ne va in giro a fare gite promettendo interventi a destra e manca. Intanto il sito continua a crollare, come sta crollando tutta la cultura italiana.

sabato 28 settembre 2013

UNA PARTE DI POMPEI FINIRA’ AI PRIVATI

IL TAR DELLA CAMPANIA HA RIDATO LA PROPRIETA’ DI UN AGRUMETO A UN’ANZIANA DONNA, CHE SORGE PROPRIO IN UN’ANTICA NECROPOLI

Pompei, vergogna senza fine. Specchio di un’Italia che non sa valorizzare le proprie inestimabili risorse culturali. Oltre a cadere continuamente a pezzi, con tante guide turistiche non autorizzate, ora il sito rischia di perdere una parte che potrebbe finire all’asta, e dunque, a privati, anche stranieri. Trattasi della Necropoli che sorge proprio fuori le mura della Porta Stabia, uno degli ingressi all'antica Pompei. Da anni è al centro di una battaglia che, senza esclusione di colpi, va avanti nelle aule di giustizia, fra la proprietaria del terreno e la Soprintendenza Speciale dei Beni archeologici di Napoli e Pompei.

domenica 27 gennaio 2013

VILLE ROMANE A NAPOLI SEPPELLITE DAL VESUVIO PRIMA E DALL’UOMO POI


A BOSCOREALE E CASTELLAMMARE VERSANO IN UNO STATO DI DEGRADO

Avevo già parlato di come l’incuria umana stia distruggendo alcuni pregiati reperti storici più di quanto abbia fatto a suo tempo il Vesuvio. Purtroppo non è solo il caso di Pompei (di cui potete leggere qui) ma anche di altri resti romani situati a Boscoreale e Castellammare di Stabia (oggi visitabili con un biglietto unico di 5,50 euro). Ecco di seguito la triste carrellata.

lunedì 10 settembre 2012

POMPEI DISTRUTTA DAL VESUVIO PRIMA E DALL’INCOMPETENZA POI


ENNESIMO CROLLO NEL SECONDO SITO PIU’ VISITATO D’ITALIA

Vergogna senza fine quella degli Scavi di Pompei, secondo sito culturale più visitato d’Italia dopo il Colosseo ma in continuo crollo complice la totale assenza di una degna manutenzione che la salvi dall’inevitabile incedere del tempo. Ultima a crollare una trave in legno di circa 4 metri del peristilio di Villa dei Misteri, che sorreggeva il tetto in tegole comunque non a rischio. E’ bastato qualche giorno di pioggia, la stessa che lo scorso anno allagò gli Scavi rendendola molto simile ad Atlantide.
Tanti i crolli dal 2003 ad oggi, specie nel 2011. Non è bastato iscriverli al Patrimonio Unesco, la Soprintendenza del Ministero, il Commissariamento, i fondi sbloccati dall’Ue nel dicembre 2011 (105 milioni di euro), ancora inutilizzati e per molti pure insufficienti. Negli ultimi dieci anni il personale è stato dimezzato (portato da più di 700 unità a poco più di 300). Assente come dicevo la manutenzione, e laddove operata, è pure inadeguata, come mostra il crollo di questa trave in legno, posta lì negli anni ’70.

mercoledì 9 novembre 2011

POMPEI COME ATLANTIDE


ALLAGATA DALLA PIOGGIA, RIEVOCA LA LEGGENDARIA ISOLA

Il destino sembra accanirsi ripetutamente su Pompei. Dopo essere stata distrutta da ceneri e lapilli sparate dal Vesuvio nel 79 d.c., ed essere oggetto di ripetuti crolli nel tempo - vuoi per la naturale fatiscenza dovuta al passar del tempo, vuoi per l’incuria di chi è preposto alla sua preservazione - ora i suoi scavi sono sottoposti ad un’ulteriore mortificazione. Ossia un allagamento dovuto alla pioggia.

giovedì 26 agosto 2010

GLI SCAVI DI POMPEI SECONDI SOLO AL COLOSSEO


Secondo la Camera di Commercio di Milano, su dati relativi al progetto Eri (Economic Reputation Index)il valore del marchio “Scavi di Pompei” supera i 20 miliardi di euro, attestandosi di fatto al secondo posto in termini di valore economico e culturale tra i siti monumentali italiani.
Il dato è calcolato sulla base di 10 parametri di vivacità economica, socio culturale e imprenditoriale. Il “marchio” Pompei supera così la Basilica di San Marco di Venezia, il cui valore si aggira intorno ai 16 miliardi di euro, e gli Uffizi di Firenze, il cui valore è invece stimato intorno ai 12 miliardi di euro. Pertanto, a superare gli Scavi vi riesce solo il Colosseo di Roma, il cui valore supera i 91 miliardi di euro, ed è pertanto inarrivabile.
Dunque, una bella notizia per la Campania, che dimostra come, quando si ha cura dei siti archeologici e dei monumenti, migliorando altresì i servizi ad essi legati e quindi creando un indotto attorno ad essi, i risultati si ottengono. Nella mia Regione troppi sono i monumenti abbandonati a sé stessi che potrebbero invece fruttare; penso ad esempio agli scavi archeologici dell’area flegrea, o alle tante chiesette risalenti all’anno Mille se non prima, abbandonate nel centro storico di Napoli o sparse per la Campania.
Per le risorse naturali di cui gode (mare, laghi, fiumi, montagne, colline), capaci di soddisfare ogni esigenza dei turisti, e i tanti reperti archeologici, questa Regione potrebbe vivere quasi di solo Turismo e cultura. Ma i soldi stanziati e ad essi destinati, finiscono nelle tasche dei responsabili su vari livelli o sprecati per opere discutibili (vedi i soldi inghiottiti dal Museo Madre che oggi piange pure miseria per i tagli).


(Fonte: Caffenews.it)