Come la regione meridionale, anche quella adriatica è stata
oggetto di traffici illegali e di silenzi lunghi anni
Da “Campania felix” a “Terra dei fuochi”. E’ questo il
triste presente che spetta alla Campania, il cui territorio, specie tra Napoli
e Caserta, è stato stuprato per anni da affaristi senza scrupoli, che hanno
portato lì rifiuti tossici dal Nord. Carmine Schiavone, boss pentitosi a metà
anni ’90 scomparso qualche settimana fa, aveva
svelato già tutto nel 1997 alla Commissione Parlamentare Bicamerale
“d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse”.
Ma le sue rivelazioni sono sempre rimaste secretate, fino a qualche mese fa
grazie a un intervento del Presidente della Camera Laura Boldrini. Del resto,
se fossero state rese note, quelle pagine sarebbero state una bomba sulla
politica italiana, visto che nel traffico vi erano implicate giunte di
centrosinistra e centrodestra. Nel frattempo, in
quei territori si è continuato a morire e si muore ancora. Ma non solo la
Campania è stato oggetto di questa devastazione ecologica. Si pensi
all’Abruzzo, anch’essa custode, suo malgrado, di bombe ecologiche nel proprio
sottosuolo.