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sabato 11 aprile 2015

Perchè il sesso orale provoca tumori alla gola

Questa forma tumorale colpisce maggiormente una fascia di età compresa tra i cinquanta e i sessant'anni, sebbene negli ultimi anni una fetta del tre percento sta riguardando anche quanti hanno meno di quarant'anni. Dunque, è in aumento pure tra i giovani. E tra le principali cause di questi vi è il sesso orale, che provoca infezioni, le quali possono accelerare l'insorgere di patologie tumorali.
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mercoledì 27 novembre 2013

KIWI ALL’ARSENICO: I CASALESI HANNO INQUINATO ANCHE IL LAZIO

DAI RILEVAMENTI DELL’ARPA RISULTANO TRACCE DI ARSENICO E METALLI NEI FRUTTI, CONSEGUENZA DI DISCARICHE POSTE VICINO AI CAMPI

Tra le Province di Roma e Latina c’è una zona definita “Valle dell’oro” poiché molto prolifera di colture quali insalata, pomodori, uva da tavola, venduta; un campo che si estende per circa mille ettari. Ma il vero fiore all’occhiello dell’area è il Kiwi, trapiantato qui dalla Nuova Zelanda circa trent’anni fa. Peccato però che nella sua versione originaria non prevedesse anche l’arsenico e i metalli rilevati da Arpa Lazio. Il motivo è sempre lo stesso: una discarica posta nei paraggi, giunta quasi insieme al Kiwi.

sabato 2 novembre 2013

RIFIUTI TOSSICI IN CAMPANIA, E’ STRAGE DI STATO : SCHIAVONE RACCONTO’ TUTTO GIA’ NEL ’97, MA IL PARLAMENTO SEGRETO’ LE SUE DICHIARAZIONI

SONO STATE RESE PUBBLICHE SOLO ORA GRAZIE A UN’OPERAZIONE VERITA’ VOLUTA DALLA PRESIDENTE DELLA CAMERA BOLDRINI

«Entro venti anni gli abitanti di numerosi comuni del Casertano rischiano di morire tutti di cancro». Non è la profezia di qualche cartomante da quattro soldi, ma quanto affermava nel 1997 Carmine Schiavone, cugino di Francesco «Sandokan» Schiavone, personaggi di spicco del clan dei Casalesi che ha trasformato la Campania in una Cernobyl italiana e in una terra del malaffare sporca di sangue. Carmine Schiavone, pentitosi, raccontò tutto alla Commissione parlamentare sulle Ecomafie. Disse dove e cosa avevano sotterrato i tanti fusti tossici, perfino rifiuti radioattivi provenienti dalla Germania. Ma le sue dichiarazioni furono segretate dal Parlamento. Dunque la politica ha compiuto un duplice omicidio di Stato. Collaborando a livello locale con classe imprenditoriale e malavitosi, e occultando la verità a livello nazionale. Avendo così sulla coscienza le centinaia di morti per cancro. Solo ora, grazie all’impegno del Presidente della Camera Laura Boldrini, se ne sa qualcosa.

sabato 21 settembre 2013

IL SESSO ORALE PROVOCA TUMORI, A DIRLO UN NUOVO STUDIO

Lo assicura l’andrologo ed endocrinologo dell’Universita’ di Padova Carlo Foresta

Dopo le parole di Michael Douglas, secondo il quale il suo cancro alla gola sarebbe stato causato dal Papillomavirus umano (Hpv) contratto attraverso il sesso orale, è tornata in auge la tanto discussa relazione tra sesso orale e tumori alla gola. Un nuovo studio – condotto dall’andrologo ed endocrinologo dell’Universita’ di Padova Carlo Foresta - la confermerebbe.

mercoledì 1 agosto 2012

LA NAPOLI PERBENE PIANGE OTTAVIO ORO


TENENTE COLONNELLO SCOMPARSO A SOLI 41 ANNI. HA COMBATTUTO L’ALA STRAGISTA DEI CASALESI

Qualche giorno fa ci ha lasciati Ottavio Oro, Tenente Colonnello dei Carabinieri in servizio alla Dia di Napoli. Aveva solo 41 anni. Ad ucciderlo un tumore al cervello, che credeva di aver guarito dopo un’operazione.

mercoledì 27 giugno 2012

FINALMENTE ARRIVA IL REGISTRO TUMORI IN CAMPANIA, MA SENZA L’ISDE


ESCLUSO, ANCHE A TITOLO GRATUITO, IL COINVOLGIMENTO DELL’Associazione Italiana Medici per l'Ambiente

Finalmente il Registro dei tumori della Campania è legge. Assurdo che in una Regione nella quale le malattie tumorali sono impennate negli ultimi vent’anni, causa i noti sversamenti tossici nei terreni e in mare, non ci fosse un apposito centro di raccolta dati. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità un provvedimento che garantisce finanziamenti certi e non stornabili alle Asl per istituire un registro che metta in rete i dati sull’incidenza delle patologie tumorali e copra tutta la regione, senza fermarsi alla quarantina di comuni finora raggiunti. Il registro consentirà di poter mettere in relazione eventuali impennate dei casi di cancro con l’esposizione di ipotetici fattori di rischio, come la presenza di discariche illecite o lo smaltimento di liquidi tossici. Passaggio fondamentale per poi definire politiche di prevenzione e di bonifica. Il tutto sotto il coordinamento delle Asl e dell’Istituto Tumori Pascale, un centro oncologico di spessore nazionale.
Eppure, come al solito, qualcosa non va…

lunedì 12 marzo 2012

L’ILVA DI TARANTO MIETE 81 MORTI L’ANNO, A BRINDISI INVECE SCONGIURATA LA NASCITA DI UN RIGASSIFICATORE


E’ IL TRISTE RISULTATO DI UNO STUDIO VOLUTO DAL GIP

Che causi ricoveri, malattie e mortalità lo si sa da anni, sebbene nulla di concreto sia mai stato fatto. Quando però le conferme arrivano da studi scientifici dettagliati, fa sempre tutt’altro effetto. Perché a certe cifre e a una realtà così drammatica, non si è mai preparati. Parlo dell’Ilva di Taranto e dello studio voluto dal gip Patrizia Todisco nella perizia epidemiologica al fine di comprendere lo stato di salute dei tarantini in relazione agli inquinanti emessi dallo stabilimento siderurgico.
Nelle 282 pagine che compongono il documento depositato, Annibale Biggeri, Maria Triassi e Francesco Forastiere, hanno risposto ai tre quesiti posti dal giudice. Su richiesta del pool di inquirenti, il gip ha infatti chiesto ai tre esperti di individuare le patologie derivanti dall’esposizione agli inquinati emessi dallo stabilimento industriale, il numero dei morti e degli ammalati attribuibili all’inquinamento prodotto dagli impianti di proprietà del gruppo Riva. Il risultato è sconvolgente.

sabato 3 marzo 2012

LE ECOMAFIE HANNO TRASFORMATO NAPOLI E CASERTA IN UNA NUOVA CERNOBYL


I CASI DI TUMORE SONO AUMENTATI IN MODO VERTIGINOSO NEGLI ULTIMI 10 ANNI

Napoli e Caserta come Cernobyl, o se preferite paragoni più attuali, come Fukushima. Anzi molto peggio, visto che i giapponesi hanno limitato i danni ai minimi termini.
Uno studio realizzato dall’Istituto Pascale da Aldo Vecchione, direttore scientifico, Maurizio Montella, direttore della struttura di epidemiologia e Anna Crispo, ricercatrice della struttura di epidemiologia confermano i timori di quanti vivono nelle zone di Napoli e Caserta: in queste due province si muore di più di tumore rispetto al resto di Italia. Il report è stato realizzato attraverso un’analisi dei dati Istat relativi alle schede di morte individuale con diagnosi di tumore dal 1998 al 2008. Quello che emerge è che “In Italia – si legge nel dossier – negli anni ottanta la mortalità per tumore era più alta al nord rispetto al sud. Nell’ultimo ventennio questo divario è diminuito per il risultato combinato di stabilizzazione nel nord ed un incremento nel Sud”. Questa volta nessuna previsione, parlano i dati e raccontano del disastro campano.