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lunedì 12 gennaio 2015

DA ALITALIA A MERIDIANA, LA DISASTROSA FINE DELLE NUMEROSE COMPAGNIE AEREE ITALIANE

TANTE HANNO CHIUSO I BATTENTI O SONO PASSATE IN MANO STRANIERE. SI SALVA SOLO NEOS, DEL GRUPPO ALPITOUR

Il fallimento gestionale di Alitalia è solo la punta di un grosso Iceberg. Il Governo Berlusconi, in nome dell’italianità, decise qualche anno fa di non cederla ad Air France, preferendo una fantomatica cordata tutta italiana chiamata Alicai. Un salvataggio sulla pelle dei cittadini italiani, che servì solo a ingrassare le tasche di qualche imprenditore nostrano, ma rinviò il problema. Infatti oggi la compagnia di bandiera del nostro Paese è finita nelle mani della compagnia araba Ethiad, la quale sta piano piano rilevando uno dei club italiani più prestigiosi: il Milan. Come primo effetto della nuova gestione, abbiamo avuto la cancellazione di alcune tratte verso il Sud. Poi c’è la vertenza Meridiana, compagnia aerea sarda, che presto sarà ridimensionata alle origini, ritornando vettore regionale a colpi di licenziamenti definiti “volontari”. Ma questi sono solo i casi più famosi, i fallimenti sono tanti e si salva solo una compagnia: Neos, del gruppo Alpitour.

venerdì 12 settembre 2014

ENNESIMO SMACCO AI MERIDIONALI: ALITALIA CANCELLA TUTTI I VOLI DA TORINO VERSO SUD

UNICO RIMASTO ATTIVO QUELLO PER NAPOLI, UN SOLO VOLO AL GIORNO

Dopo le Ferrovie dello Stato, anche Alitalia cancella il Sud dalle proprie priorità: la compagnia di bandiera, o quello che ne rimane, ha infatti annunciato il taglio a partire dal 1 ottobre delle rotte da Torino Caselle verso Alghero, Bari, Catania, Lamezia, Reggio Calabria e Palermo. Rimarranno un volo al giorno per Napoli e gli attuali collegamenti per Roma e Tirana. La compagnia giustifica la scelta con l’esigenza di risparmiare e parla di «rotte economicamente poco sostenibili». Ma l’aeroporto di Torino, annuncia in una nota la Sagat, società che gestisce lo scalo di Caselle, è al lavoro per garantire i collegamenti con il Sud. Non mancano critiche da più parti.

giovedì 11 settembre 2014

MONTEZEMOLO SI CONSOLERA’ CON 27 MILIONI DI LIQUIDAZIONE E LA PRESIDENZA DI ALITALIA

LE CIFRE BALLAVANO MOLTO, POI LA NOTA DELLA FERRARI. PIU’ VOCI LO DANNO COME PRESIDENTE DELLA NUOVA CORDATA DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA. INTANTO DEVE ANCHE RISOLVERE I GUAI CON NTV

Dopo 41 anni (non continui) di onorato servizio, prima al fianco del grande Enzo Ferrari, poi come Amministratore delegato e infine come Presidente (gli ultimi 23, dal 1991), Luca Cordero di Montezemolo ha lasciato la Presidenza della Ferrari. Una decisione che forse andava presa un po’ prima, visto che il Cavallino rampante non vince più dal 2008 (anno in cui vinse il Titolo Costruttori) e ha collezionato una serie di figuracce. In concomitanza, non casuale, con l’addio del duo Michael Schumacher-Jean Todt. Due grandi personaggi voluti proprio da lui. La brutta sconfitta della “rossa” proprio a Monza ha dato il colpo di grazia a una situazione già barcollante da tempo, con l’Ad di Fiat, Sergio Marchionne, che già da tempo tirava frecciatine in tal senso. Montezemolo se ne andrà ufficialmente a ottobre, il 13, quando saranno festeggiati i 60 anni della Ferrari in America e sarà anche presentata la nuova Spider Ferrari. Sotto la sua Presidenza, la Ferrari ha vinto sei campionati piloti e sette campionati costruttori. A consolarlo una lauta liquidazione e una probabile poltrona da Presidente nella neonata Alitalia Etihad. Ma deve anche affrontare i problemi di Ntv.

mercoledì 5 febbraio 2014

CESSIONE DI MEZZA ALITALIA E UN MUSEO ISLAMICO SUL CANAL GRANDE: IL RISULTATO DI LETTA NEI PAESI MEDIORIENTALI

GLI EMIRATI ARABI RILEVERANNO IL 49% DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA, MENTRE IL QATAR POTREBBE INVESTIRE A VENEZIA. MA LUFTHANSA E LA LEGA SONO SUL PIEDE DI GUERRA

Per Alitalia novità giungono sul fronte mediorientale (su un possibile ingresso di Poste italiane e sul fallimento del finto salvataggio del 2009 per opera dell’allora Governo Berlusconi, presentato in pompa magna per la conservata italianità della società, ho già detto qui). Saranno gli Sceicchi a rilevarne quasi la metà, il 49%, nella persona di Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario degli Emirati Arabi. Un accordo che non è andato giù alla tedesca Lufthansa che invoca l’intervento dell’Ue. Intanto, fa anche discutere un progetto che riguarda il finanziamento di un museo sul Canal Grande da parte del Qatar.

lunedì 14 ottobre 2013

POSTE ITALIANE PER SALVARE ALITALIA: UN NUOVO PACCO RECAPITATO AGLI ITALIANI

La società pubblica IMMETTERA’ 75 MILIONI, RITROVANDOSI con una quota azionaria del 10-15 per cento. IL SALVATAGGIO DEL 2009 SI E’ RIVELATO UN FALLIMENTO

Alitalia rischia di nuovo di precipitare. L’Enac aveva addirittura minacciato che ci sarebbe stata la sospensione di tutti i voli entro sabato scorso. Una situazione che dimostra quanto il salvataggio messo in atto tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 sia stato un fallimento. Una pezza che col tempo si è riscucita. In questi anni le strategie messe in campo sono state completamente errate, con l’ex compagnia di bandiera mai diventata competitiva a tutti gli effetti, tanto in ambito nazionale che in quello internazionale. E a tamponare la situazione ci dobbiamo pensare nuovamente noi contribuenti, visto che si farà entrare in società Poste italiane, società dalla golden share pubblica. Ma non doveva essere già privatizzata?

lunedì 30 settembre 2013

DOPO TELECOM L’ITALIA RISCHIA DI PERDERE PURE L’ENEL

LA GAZPROM STA NEGOZIANDO VARIE STRUTTURE

Dopo i tanti storici marchi passati agli stranieri e Telecom controllata dagli spagnoli, l’Italia rischia di perdere altre compagnie di bandiera: Alitalia (che dipende molto dalle scelte di Air France), le tre ditte Ansaldo (vedi qui) e ora pure l’Enel, attenzionata dal colosso russo Gazprom.

giovedì 18 ottobre 2012

ALITALIA CI RISIAMO, IN ARRIVO NUOVI TAGLI


LA CREAZIONE DELLA SOCIETA’ CAI 4 ANNI FA, NON HA RISOLTO I PROBLEMI DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA

Alitalia rischia di nuovo di precipitare e minaccia nuovi tagli al personale, quantificati in ben 690 unità. La nuova riduzione del personale, secondo quanto riportano fonti sindacali, colpirà  300 assistenti di volo, 300 dipendenti di terra e 90 addetti alla manutenzione. Alcuni tagli furono già eseguiti nel 2008 (Piano Fenice), con la promessa di un riassorbimento o un accompagnamento alla pensione mai verificatisi. A questi tagli vanno aggiunti quelli previsti dal 2011, ben 4200.