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lunedì 27 gennaio 2014

MENTRE ELECTROLUX MINACCIA DI LASCIARE L’ITALIA, I POLITICI FANNO I SOLITI TEATRINI

PROTAGONISTI IL GOVERNATORE DEL FRIULI DEBORA SERRACCHIANI E IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO FLAVIO ZANONATO, CON LA PRIMA CHE ACCUSA IL SECONDO DI PARZIALITA’ NEL TRATTARE IL CASO

La multinazionale svedese Electrolux ha annunciato il taglio di 2mila posti di lavoro, ovvero oltre il 3% della propria forza lavoro complessiva, a causa dei risultati deludenti dello scorso anno. Al terzo trimestre del 2013, si è registrato un calo del 29% dell'utile a 75 milioni di euro. Electrolux impiega in totale oltre 60mila dipendenti e ha motivato la decisione dei tagli con il fatto che sebbene la domanda in America del Nord e sui mercati emergenti sia in crescita, resta in calo nei principali mercati di sbocco dell'azienda in Europa. Il gruppo svedese ha quindi deciso la chiusura di una fabbrica in Australia, che dà lavoro a 500 persone, e la riduzione degli organici in Europa, Medio Oriente e Africa. In Italia Electrolux ha quattro stabilimenti produttivi: in Friuli, in Veneto, in Emilia Romagna e in Lombardia. Una situazione in bilico evidenziata da uno scontro tra il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani – anche Responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture nella Segreteria del nuovo segretario Matteo Renzi -, e il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato.

lunedì 7 ottobre 2013

ANCHE IL VATICANO IN CRISI MEDITA LICENZIAMENTI

PRIMO CASO A BRINDISI, MA UN PO’ IN TUTTE LE CITTA’ SI TENDE AL RISPARMIO

Se la crisi della fede sembra essere un minimo alleviata dal nuovo Papa Francesco, con le sue iniziative anticonvenzionali e a tratti folcloristiche, ora per il Vaticano ne sta arrivando un’altra da affrontare: quella economica. Finiti dunque i tempi degli scialacquamenti, anche perché lo stesso Pontefice ha deciso di rendere trasparenti i conti della Banca vaticana, lo IOR. Il campanello d'allarme è scattato a Brindisi: nel cuore dell'estate l'arcivescovo Domenico Caliandro aveva firmato la risoluzione di diversi contratti di lavoro a tempo indeterminato: via l'addetto stampa e con lui pure un operaio, un centralinista e altri cinque operatori. A settembre la misura è diventata esecutiva, sfatando un mito: anche la Chiesa licenzia. «Riorganizzazione interna», minimizzano ambienti curiali. Nei fatti, però, sembra la riproposizione di ciò che accade a migliaia di imprese, che per rimanere a galla alleggeriscono i costi.

mercoledì 11 luglio 2012

LE INGIUSTIZIE DELLA GIUSTIZIA ITALIANA


NELLA RUBRICA “GIUSTIZIATI” LIBERO RACCOGLIE I TANTI CASI DI MALFUNZIONAMENTO DEL NOSTRO SISTEMA GIUDIZIARIO

Come noto la Giustizia italiana, oltre ad essere molto lenta, è anche molto ingiusta. Tanti i casi di cittadini che, avendo ragione, si sono visti sentenziare contro, passando al torto. O che non hanno ottenuto risarcimenti, o almeno non nelle dovute proporzioni. Il sistema giudiziario italiano è una macchina burocratica lenta e farraginosa, resa ancora più ingiusta dai Governi Berlusconi che hanno mirato solo a salvare il Cavaliere e i suoi seguaci dai propri guai giudiziari e che rischia di diventare ancor più inefficiente con i tagli previsti dallo Spending review voluto dal Governo Monti.
Libero ha aperto un’apposita rubrica dove raccoglie segnalazioni relative a casi di malagiustizia, chiamata non a caso “Giustiziati”. Di seguito ne riporto qualcuna.

martedì 10 luglio 2012

QUANDO A LICENZIARE E’ LA CGIL


LA STORIA, TRA LE TANTE, DI Simona Micieli e Romina Licciardi

Scendono in Piazza per difendere i diritti dei lavoratori, ma poi sono i primi a non rispettarli. Licenziati dalla Cgil è un blog fondato dal comitato siciliano dei licenziati dal sindacato confederale. Dimitri Buffa racconta, attraverso due interviste, le storie di due donne: Simona Micieli e Romina Licciardi, ex dipendenti rispettivamente della Cgil di Cosenza e di Ragusa.
A contestualizzare in parte la situazione è Italo Tripi, segretario regionale in Sicilia dal 2005 al 2009 , ora in pensione. La Cgil nazionale, invece, contattata per una replica, preferisce mantenere il silenzio stampa e lasciare che siano i giudice a dirimere la questione. Ecco la loro storia.

giovedì 12 aprile 2012

ANCHE GLI INFORMATICI PIANGONO, YAHOO ANNUNCIA UN NUOVO TAGLIO DEL PERSONALE



STIMATO IN CIRCA DUE MILA DIPENDENTI

Anche Internet genera licenziamenti. Dopo un decennio di continua espansione, anche il comparto lavorativo legato al web comincia a patire la crisi ed esubero di personale. Ciò vale tanto per le piccole aziende che subappaltano lavoro da quelle più grosse, quanto per le grandi multinazionali. Ultima Yahoo!, una delle principali concorrenti di Google: il piano-choc di licenziamenti, dal quale sono attesi risparmi annuali per 375 milioni di dollari circa, è firmato dal nuovo amministratore delegato Scott Thompson, già a capo del servizio di pagamenti online PayPal.