PROTAGONISTI IL GOVERNATORE DEL FRIULI DEBORA SERRACCHIANI E
IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO FLAVIO ZANONATO, CON LA PRIMA CHE ACCUSA
IL SECONDO DI PARZIALITA’ NEL TRATTARE IL CASO
La multinazionale svedese Electrolux ha annunciato il taglio
di 2mila posti di lavoro, ovvero oltre il 3% della propria forza lavoro
complessiva, a causa dei risultati deludenti dello scorso anno. Al terzo
trimestre del 2013, si è registrato un calo del 29% dell'utile a 75 milioni di
euro. Electrolux impiega in totale oltre 60mila dipendenti e ha motivato la
decisione dei tagli con il fatto che sebbene la domanda in America del Nord e
sui mercati emergenti sia in crescita, resta in calo nei principali mercati di
sbocco dell'azienda in Europa. Il gruppo svedese ha quindi deciso la chiusura
di una fabbrica in Australia, che dà lavoro a 500 persone, e la riduzione degli
organici in Europa, Medio Oriente e Africa. In Italia Electrolux ha quattro stabilimenti
produttivi: in Friuli, in Veneto, in Emilia Romagna e in Lombardia. Una situazione
in bilico evidenziata da uno scontro tra il presidente della Regione Friuli
Venezia Giulia, Debora Serracchiani – anche Responsabile nazionale Trasporti e
Infrastrutture nella Segreteria del nuovo segretario Matteo Renzi -, e il
ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato.