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lunedì 21 marzo 2016

Hillary Clinton, l'antidoto a Trump è quasi peggio del male

SARA' LEI A SFIDARE IL MILIONARIO REPUBBLICANO, MA NON CONVINCE

Le Primarie per decidere i due candidati che si contenderanno la Casa Bianca il prossimo novembre, sono state questa volta alquanto chiare fin da subito. Gli elettori repubblicani hanno scelto come proprio rappresentante Donald Trump, contrapponendosi anche all'establishment del partito che invece non lo vuole e tifava per il più giovane e moderato Marco Rubio. I democratici invece si sono proiettati su Hillary Clinton, moglie di Bill. La quale non ha trovato sulla sua strada particolare concorrenza. A parte quella timida del più anziano e socialista Bernie Sanders, che è andato avanti anche oltre le sue più rosee aspettative. Chissà come sarebbe stato ritrovarsi un socialista alla guida degli Stati Uniti.  La Clinton però non mi convince affatto e probabilmente, non convince gli americani stessi. I quali forse la sceglieranno per non dare la guida del proprio Paese in mano a uno xenofobo e populista come Trump. Il quale, peraltro, anche come imprenditore è stato più che discutibile. La Clinton appare priva di leadership, di carisma, e per un Paese che cerca da tempo di riconquistarla a livello mondiale, non è certo la persona giusta.

sabato 5 settembre 2015

L'ennesimo ritorno di Walter Veltroni: si occuperà di calcio

L'ex segretario del Partito democratico si è dedicato anche al Cinema

Walter Veltroni una ne pensa e cento ne fa. In politica da quasi cinquant'anni, è stato Sindaco di Roma e segretario di Ds e Pd . Oltre alla politica, altre sue passioni sono la scrittura, il giornalismo e il Cinema. Ha pubblicato una marea di libri, è stato anche direttore dell'Unità e ha realizzato due docufilm: l'ipocrita Quando c'era Berlinguer e I bambini sanno. Per non farsi mancare niente e nel timore che qualcuno dimentichi per un attimo il suo nome, ora ha deciso di dedicarsi a un'altra sua passione: il calcio.

venerdì 15 maggio 2015

Vergogna in Molise, maggioranza in Regione del Partito democratico vota contro la riduzione delle indennità: i numeri dello scandalo

Dopo una seduta notturna il consiglio regionale ha votato contro una proposta di legge di riduzione delle indennità dei consiglieri. Pd contrario, centrodestra e M5S votano a favore

regioni, ancora fonte di scandali e sperperi. Il Molise sperava di aver cambiato rotta dopo gli anni politicamente sgangherati del Governatore di centrodestra Michele Iorio, Presidente della Regione dal 2001 al 2012. Una dinastia interrotta solo dal TAR, che ha annullato le elezioni del 2011 in data 17 maggio 2012, poi confermato dal Consiglio di Stato in data 29 ottobre 2012. Col centrosinistra la Regione non sembra passarsela meglio. "Taglierò un miliardo di costi della politica" aveva annunciato Matteo Renzi quando era ancora solo un candidato alle primarie del Pd. Poi, da presidente del Consiglio aveva promesso di raddoppiare i tagli, promettendo 2,5 miliardi in meno. Era il piano Cottarelli, che immaginava di risparmiare circa 900 milioni dalle riduzioni di indennità e emolumenti vari alla politica di Regioni, Comuni e partiti politici. Ma evidentemente i suoi non sono d'accordo, almeno in quel di Molise. Martedì sera, intorno alle 23, l'organo assembleare della Regione Molise ha bocciato una proposta di legge di iniziativa popolare che chiedeva il dimezzamento delle indennità. A votare contro la riduzione proprio la maggioranza di centrosinistra, in cui il Pd è il gruppo più rappresentativo. Favorevoli, invece, centrodestra e Movimento Cinque Stelle.

giovedì 6 novembre 2014

NO, HE CAN’T: OBAMA PERDE LA MAGGIORANZA ANCHE AL SENATO

DOPO IL MID-TERM DI IERI ANCHE IL SENATO PASSA AI REPUBBLICANI, CHE AUMENTANO I PROPRI SEGGI ANCHE ALLA CAMERA

Le elezioni del Mid-term (con le quali si rinnovano le due Camere a metà mandato) a questo giro sono state ancora più severe con il Presidente americano Barack Obama, rispetto a quelle già disastrose di quattro anni fa. Se nel 2010 il Presidente afroamericano perse la Camera e si vide assottigliare drasticamente i seggi al Senato (all’epoca nei repubblicani soffiava forte il vento del Tea party), adesso addirittura perde entrambe le camere. Quella dei deputati non è mai stata democratica e dunque Obama è stato fin dalla sua seconda investitura “un’anatra zoppa” – come viene definito il Presidente in carica che può contare solo sull’appoggio di una Camera – ma ora perde anche il Senato, coi repubblicani che conquistano otto seggi, diventando maggioranza visto che ne avevano solo sei in meno. Una bocciatura non solo per Obama, ma anche per tutto l’establishment del Partito democratico. In particolare per Hillary Clinton, che nonostante abbia partecipato a 45 eventi elettorali negli ultimi 54 giorni, non è riuscita ad avere un grande impatto. Eppure dovrebbe essere proprio lei la futura candidata tra due anni.

venerdì 8 novembre 2013

PRIMARIE PARTITO DEMOCRATICO: LE SOLITE FIGURACCE

RISSE NELLE SEZIONI, BROGLI NEI TESSERAMENTI, ASSEMBLEE FANTASMA. LA STORIA SI RIPETE

Il Partito democratico nuovamente alle prese con le primarie. E con tutto il caos che ne consegue: risse nelle sezioni, accuse reciproche tra i candidati, tesseramenti gonfiati la fanno. Eppure il partito ne organizza da sei anni, cercando di emulare buffamente quelle indette dal più famoso omologo americano. Una brutta, bruttissima copia, che sfocia nello squallore.

mercoledì 16 ottobre 2013

PRIMARIE PD: ECCO I CANDIDATI, VITTORIA DI RENZI SCONTATA

IL SINDACO DI FIRENZE CI RIPROVERA’ QUESTA VOLTA CONTRO Gianni Cuperlo, Pippo Civati E Gianni Pittella

Il giorno in cui si festeggia l’Immacolata concezione, l’8 dicembre, il Partito democratico riunirà il suo popolo (e chi vorrà visto che non ci sono limiti per partecipare) per decidere chi sarà il prossimo segretario del partito. Il nome più noto e quotato è quello di Matteo Renzi, dato da tanti come sicuro vincitore, tanto che nel partito in molti che lo avversavano oggi lo sostengono; per la solita cattiva abitudine tutta italiana di salire sul carro dei vincitori. Ma come dice lui: sui carri non si sale, ma li si spinge. A sfidarlo altri tre candidati che suonano più come sparring partner, tutti provenienti dai Democratici di sinistra.

martedì 16 ottobre 2012

ECCO I CANDIDATI ALLE PRIMARIE DEL PD


OLTRE AD ESPONENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO CI SONO ANCHE NICHI VENDOLA E BRUNO TABACCI

Dopo il pressapochismo e la bagarre della passata edizione, il Partito democratico ci riprova con le Primarie. Lontana versione delle più famose e spettacolari che si tengono in America. Allora si scelse per Bersani come Segretario e si disse che in caso di elezioni sarebbe stato lui il candidato. Stiamo parlando del 2009, dunque abbastanza recenti. Ma si vede che i democratici ci hanno preso gusto.
Questa volta sono sei i candidati, tra cui un outsider non di poco conto: Nichi Vendola. Il Governatore pugliese si contrappone dunque ai due principali avversari, Bersani e Renzi.
Le Primarie sono aperte anche ai non tesserati al partito; una scelta scellerata che non fa altro che falsarle e consentire anche agli elettori di centro-destra di parteciparvi e avere un peso di non poco conto sul risultato finale (anche creando una minoranza forte che spacchi il partito ancor di più di quanto non sia già). Non a caso questa opportunità piace a Matteo Renzi, che nutre simpatie anche (e forse soprattutto) da destra.
Vediamo dunque i candidati e le regole.

lunedì 15 ottobre 2007

PARTITO DEMOCRATICO...CONSIDERAZIONI

E' stato un plebiscito ancor più grande di quello che mi aspettavo per Walter Veltroni, che ha ottenuto il 75,4% dei voti, mentre io gli avevo pronosticato un 50-60%. Per i fittizzi oppositori solo le briciole quindi, visto che i due margheritini hanno avuto il 14% la Bindi e il 10% Letta; uno striminzito, ma lo si sapeva, 0,06% per Garownski e 0,14% per Adinolfi. Forse anche la stessa Margherita non ha voluto opporsi più di tanto al candidato DS Veltroni, proponendo sia personaggi non proprio forti (visto che non si trattava certo di un Rutelli, un Franceschini, un Marini o un Parisi) e non dando ai due (che dovevano rispettivamente rappresentare in apparenza le donne una e i giovani l'altro) nemmeno un particolare appoggio; così da rendere forte e unanime la scelta per Veltroni.
L'evento democratico è andato comunque bene, visto che sono andati a votare più di 3 milioni di persone, anche se i dati sono interni allo stesso partito e non riscontrabili...ma viste le file apparse nei TG, ci crediamo.
Ci sono stati anche dei fuori programma. Seri come le accuse di brogli lanciate dal candidato per Letta in Campania, Mazzarella, che ha parlato di schede truccate e seggi allestiti in modo improvvisato, addirittura nelle auto; o quelli divertenti, come Prodi che ha sbagliato seggio, accorgendosene solo dopo 10 minuti di fila o la Bindi che si è fatta prestare 1 euro perchè aveva dimenticato il porta monete a casa.
Il voto, pur se scontato, è in realtà servito a livello locale per stabilire i pesi dei rispettivi gruppi nell'Assemblea Costituente e per la spartizione dei vari incarichi.
Le reazioni sono state quelle da copione, con i membri dei DS e Margherita entusiasti; il resto del centro-sinistra contento ma comunque freddo; l'ironia del centro-destra, con AN contento che abbia vinto Veltroni così si dimetta da Sindaco di Roma, visto che AN da 14 anni cerca di vincere le elezioni lì.
Il PD quindi è ufficialmente nato. Ma viste le sembianze che assume mi sembra già vecchio. Ci sono ad esempio molte facce vecchie ex democristiane ed ex comuniste; l'arroganza è sempre quella, con i leader del PD che ad esempio hanno snobbato l'invito di Di Pietro durante la festa dell'Italia dei valori, forse perchè ha aderito al V-Day di Grillo e quindi hanno paura del confronto...E poi ci sono sempre quei punti interrogativi che mi rimangono, e non credo solo a me...Ma loro risposte chiare non ne hanno fornito. In particolare sono 3: