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giovedì 4 dicembre 2014

NICHI VENDOLA PERDE PURE LA SUA PUGLIA: FINE DI UN LEADER MAI NATO

ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA PER LE PROSSIME REGIONALI, IL SUO CANDIDATO HA PERSO CON 20 PUNTI DI DISTACCO RISPETTO A MICHELE EMILIANO

Quattro anni fa lo definii “l’Eyjafjöll della sinistra italiana”, proprio perché, come il vulcano islandese scombussolò i cieli di tutta Europa, così lui si apprestava a scombussolare quella parte politica. Ma negli anni, più che un vulcano, si è rivelato un camino. Parlo di Nichi Vendola, leader  e fondatore di Sinistra ecologia e libertà, partito che ha fondato uscendo nel 2009 da Rifondazione comunista avendo perso l’elezione a Segretario al cospetto di Paolo Ferrero. Governatore della Puglia dal 2005, anche con buoni risultati, Vendola ha cercato di porsi come leader di tutto il centrosinistra; ma a parte la riconferma come Presidente della Regione nel 2010 (battendo alle primarie Boccia del Pd e il potente Fitto alle elezioni) e l’elezione nel 2011 di due Sindaci del suo partito in due città importanti (Pisapia a Milano e Zedda a Cagliari), la sua figura si è via via afflosciata e con essa il suo partito. Che ormai si è stabilizzato su un misero tre per cento. Un segnale di questa discesa sono state le Primarie del centrosinistra nel 2012, che lo videro attestarsi su un misero 15%. Non a caso tanti parlamentari di Sel hanno già lasciato il partito. Ed ora perde pure la sua Puglia, l’unica fetta d’Italia a dargli qualche soddisfazione.

martedì 10 giugno 2014

LA LISTA TSIPRAS E’ GIA’ AI FERRI CORTI: CAMBIA I SIMBOLI, MA E’ LA SOLITA SINISTRA MASSIMALISTA

BARBARA SPINELLI NON VORREBBE RINUNCIARE AL SEGGIO, COME INVECE DETTO PRIMA DELLE ELEZIONI. A VOLERLA PROPRIO IL LEADER GRECO

Prima venne la Sinistra arcobaleno, poi la Federazione di sinistra, poi ancora Rivoluzione civile, infine la lista L’altra Europa con Tsipras. Ma il risultato è sempre lo stesso. La sinistra massimalista cambia simboli e nomi, ma non riesce a “curare” i propri atavici mali: riciclati in cerca di un’ennesima occasione e discussioni interne estenuanti e avvitanti. In una sola parola: autolesionismo. E così, a meno di due settimane dal voto alle europee, la lista L’altra Europa con Tsipras sembra già essere ai ferri corti, complice l’esplosione della grana Barbara Spinelli. In realtà, già prima delle elezioni c’erano stati problemi e discussioni.

martedì 6 maggio 2014

SEL SEMPRE PIU’ RIDIMENSIONATO: MOLTI PARLAMENTARI PRONTI A LASCIARE

A MOLTI ONOREVOLI NON PIACE L’ISOLAZIONISMO IMPOSTO DA VENDOLA IN PARLAMENTO, NONCHE’ L’APPOGGIO ALLA LISTA TZIPRAS PER LE EUROPEE

Sinistra, ecologia e libertà destinato a diventare un partitino come Rifondazione? Può darsi. Già i risultati alle Primarie del centrosinistra del leader Nichi Vendola prima, e il misero 3% incassato nelle ultime elezioni politiche poi, sono state due spie importanti del ridimensionamento in corso. A ciò poi occorre aggiungere che diversi parlamentari pensano di lasciare il partito, sostenendo i famosi 80 euro promessi da Renzi in busta paga, pronti a creare una formazione interna al Pd alleandosi con Civati.

venerdì 17 gennaio 2014

RIFONDAZIONE COMUNISTA CONFERMA FERRERO SEGRETARIO, MA ORMAI VA VERSO LA SCOMPARSA

IL PARTITO, GIA’ RIDOTTO ALL’OSSO, ESCE DAL CONGRESSO PURE SPACCATO

In un post di quattro anni fa avevo già previsto quale fine avrebbe fatto Rifondazione comunista, fresca di nomina del nuovo Segretario nella persona di Paolo Ferrero. Titolo proverbiale (in tutti i sensi): Una noce nel sacco non fa rumore. Ora il partito riconferma Ferrero e con lui, quello spirito di scissione e isolamento che in questi anni ha portato il partito alla quasi sparizione. Certo, ne va apprezzata la coerenza di non aver più cercato alleanze col Partito democratico, almeno a livello nazionale. Che in passato, quando esistevano ancora Ds e Margherita, in effetti sono durate il giro di qualche mese. Alle ultime elezioni politiche, non è andata bene l’avventura di Rivoluzione civile, accozzaglia di partitini capitanata dal poco entusiasmante ex Pm Ingroia. Un po’ come avvenne nel 2008 con la Sinistra arcobaleno; progetto solo apparentemente nuovo, ma che presentava un radical chic di vecchio stampo quale leader: Fausto Bertinotti e tanti esponenti politici in giro da un bel po’. La conferma di Ferrero spacca ulteriormente ciò che resta di Rifondazione, come già fece a fine 2008 con l’uscita di Nichi Vendola che formò Sel.

sabato 30 marzo 2013

VENDOLA E EMILIANO SI OPPONGONO ALLA TAV IN VAL DI SUSA, MA LA VOGLIONO IN CASA PROPRIA


SI SONO FATTI PROMOTORI DELLA TAV NAPOLI-BARI, CHE E’ PURE PIU’ INVASIVA DELLA TORINO-LIONE CHE LORO OSTEGGIANO

Dalla doppia morale alla doppia velocità. Alcuni esponenti della sinistra italiana si oppongono alla Tav Torino-Lione - partecipando anche alle manifestazioni, forse più per arruffianarsi i grillini - ma poi sono favorevoli affinchè si realizzi in casa propria. Il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, e il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, si sono fatti perfino promotori del «Comitato Sì Tav Napoli-Bari». Cosa cambia rispetto a quella che sarebbe realizzata in Val di Susa? La Tav che sarebbe realizzata lì, si dice, è inutile perché ormai le merci non viaggiano più in treno, un po’ per la crisi un po’ perché si predilige il traffico su gomma. Eppure, non ci sembra che il sud stia molto meglio per quanto concerne il commercio. Tutt’altro. Inoltre la Napoli-Bari sarebbe perfino più invasiva.

sabato 23 febbraio 2013

PUGLIA REGIONE ALL’AVANGUARDIA SULLE RINNOVABILI


E’ LEADER ITALIANA NEGLI INVESTIMENTI SULL’EOLICO E SUL FOTOVOLTAICO

Sebbene gas e petrolio facciano ancora gola e siano preferiti ancora di gran lunga dalle superpotenze, le energie rinnovabili restano comunque il futuro. Per le risorse naturali a disposizione, l’Italia potrebbe (e dovrebbe) essere tra i Paesi a sfruttarle maggiormente; ma, manco a dirlo, si mostra ancora molto in ritardo in questo campo. Non mancano comunque eccezioni, come la Regione Puglia, che grazie alle politiche messe in piedi dalla Giunta Vendola in questi due mandati, ha investito al meglio i fondi europei messi a disposizione dal Programma Operativo Interregionale delle Energie Rinnovabili 2007-2013. Si tratta di 1,6 miliardi di euro a cui queste regioni possono attingere per migliorare la produzione di energia pulita e garantire l’efficienza energetica. Per i traguardi raggiunti, Nichi Vendola ha anche ricevuto un premio in Germania, Paese all’avanguardia in questo settore.

giovedì 7 febbraio 2013

SCARICARE VENDOLA E ALLEARSI CON MONTI, IL PROGETTO POST-VOTO DI BERSANI


IL SEGRETARIO DEL PD PIU’ VOLTE HA LASCIATO INTENDERE LE SUE REALI INTENZIONI

L’Unione fa la forza. Tranne in politica a quanto pare. Eppure c’è chi è pronto a perseverare, non pago delle lezioni del passato. Bersani apre e chiude a Monti come facevano con le finestre le donne nella pubblicità del profumo Egoiste. In cuor suo vorrebbe costruire un’alleanza larga, a mo’ di Unione del 2006 appunto, che vada da Monti a Vendola. E allora lascia carpire dalle sue parole che dopo il voto è disponibile a collaborare col Professore e i suoi alleati per le riforme, indispettendo però Vendola.  

giovedì 6 dicembre 2012

NICHI VENDOLA, IL GRANDE SCONFITTO DI QUESTE PRIMARIE


HA OTTENUTO POCO PIU’ DEL 15,6%, USCENDONE RIDIMENSIONATO. CI E’ COMUNQUE ARRIVATO STANCO E MENO PUBBLICIZZATO DEGLI ALTRI

Le Primarie del centro-sinistra hanno avuto tre vincitori: la democrazia, visto che a votare ci sono andati oltre quattro milioni di italiani, alla faccia dell’anti-politica; Bersani, che ha voluto queste primarie e l’eventuale ballottaggio, nonostante già di diritto sarebbe stato lui il candidato Premier del Pd; Renzi, che ha stimolato un dibattito interno al partito, scuotendo molti elettori di sinistra ormai intorpiditi e suscitando l’interesse anche di qualche elettore di destra ormai stufo del berlusconismo.
Ma c’è stato anche un grande sconfitto: Nichi Vendola.

martedì 16 ottobre 2012

ECCO I CANDIDATI ALLE PRIMARIE DEL PD


OLTRE AD ESPONENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO CI SONO ANCHE NICHI VENDOLA E BRUNO TABACCI

Dopo il pressapochismo e la bagarre della passata edizione, il Partito democratico ci riprova con le Primarie. Lontana versione delle più famose e spettacolari che si tengono in America. Allora si scelse per Bersani come Segretario e si disse che in caso di elezioni sarebbe stato lui il candidato. Stiamo parlando del 2009, dunque abbastanza recenti. Ma si vede che i democratici ci hanno preso gusto.
Questa volta sono sei i candidati, tra cui un outsider non di poco conto: Nichi Vendola. Il Governatore pugliese si contrappone dunque ai due principali avversari, Bersani e Renzi.
Le Primarie sono aperte anche ai non tesserati al partito; una scelta scellerata che non fa altro che falsarle e consentire anche agli elettori di centro-destra di parteciparvi e avere un peso di non poco conto sul risultato finale (anche creando una minoranza forte che spacchi il partito ancor di più di quanto non sia già). Non a caso questa opportunità piace a Matteo Renzi, che nutre simpatie anche (e forse soprattutto) da destra.
Vediamo dunque i candidati e le regole.

giovedì 5 luglio 2012

ANCHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA TIENE FAMIGLIA, ECCO COSA FANNO FIGLIO E NIPOTE


I RAMPOLLI DI RE GIORGIO PURE NON HANNO SUDATO PER TROVARE UN’OCCUPAZIONE

Mentre la disoccupazione giovanile sfora il 30% e si avvia a raggiungere quota 40, ci giungono certe notizie dalla Casta che fanno rabbia e stimolano indignazione. Ma che, al contempo, ormai purtroppo non meravigliano neppure. Il Presidente della Repubblica è la punta di un tempio diventato negli ultimi anni sempre più alto e dorato e ovviamente la strada per la carriera dei suoi familiari più stretti non può essere meno difficile e in salita di tanti altri parenti, amici e amanti legati alla politica italiana. Ecco la storia del figlio Giulio e della nipote Susanna.

venerdì 8 giugno 2012

I PARTITI CHE SOSTENGONO MONTI SI SPARTISCONO LE AUTHORITY


LA SOLITA TRISTE PRASSI TRA I PARTITI DI MAGGIORANZA

Pdl, Pd e Udc – come noto i partiti maggiori che sostengono il Governo Monti - si dividono la torta delle Authority, ignorando ben 90 curriculum giunti in Parlamento. Questa tradizionale quanto triste spartizione, insieme al salvataggio del Senatore De Gregorio da un imminente arresto, ha caratterizzato la giornata politica di mercoledì. La quale ha dimostrato che la mazzata generale inflitta alla Casta nelle recenti amministrative non è servita a nulla. Frutto, denunciano Idv, Grillo, sinistra e molti parlamentari delusi del Pd, di logiche spartitorie in purissimo stile prima Repubblica.
Vediamo questi indegni incarichi assegnati.

giovedì 7 giugno 2012

LA TRISTE STORIA DI LUIGI PIO MENEO, BIMBO DI 3 ANNI AFFETTO DA UNA GRAVE MALATTIA


AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE FAMILIARE ANCHE LA DISOCCUPAZIONE DEL PADRE

Dopo il caso di Luca Mongelli, La vita in diretta ha portato all’attenzione nazionale un’altra storia molto triste riguardante un minorenne. Quella di Luigi Pio Meneo, di soli 3 anni, affetto fin dalla nascita da una rarissima malattia della pelle che si screpola continuamente essendo molto secca, dunque necessita di continue pomate e medicine. Vediamo il suo caso, spiegato dal padre Francesco in un’intervista ad Affaritaliani.

mercoledì 16 maggio 2012

MASSIMO ZEDDA, QUEL GIOVANE SINDACO CHE DICE E FA QUALCOSA DI SINISTRA


SINDACO PIU’ GIOVANE DI UN CAPOLUOGO DI PROVINCIA, CAGLIARI, STA ATTUANDO UN PROGRAMMA IN FAVORE DEI MENO ABBIENTI 

Lo hanno definito “il Renzi cagliaritano”, ma in fondo è un’offesa. Lui ha vinto la sua battaglia politica senza passare continuamente per le Tv, senza avvalersi di forti apparati di partito né della collaborazione di ex dipendenti Mediaset. Parlo di Massimo Zedda, il piu’ giovane Sindaco di un Capoluogo di provincia, Cagliari, che a 35 anni ha vinto le elezioni contro ogni pronostico e a un anno dall’insediamento ha gia’ dimostrato il proprio valore.

mercoledì 7 gennaio 2009

UNA NOCE IN UN SACCO NON FA RUMORE


Le ultime elezioni politiche dello scorso aprile hanno spazzato via dal Parlamento i partiti della sinistra massimalista, o, come ama definirla la maggior parte dei media, della sinistra radicale.

Il mio primo commento in merito fu la definizione di questo evento “effetto livella di Totò” per quei partiti, ossia una messa sullo stesso piano, o se volete, sulla stessa barca, di essi, e quindi una necessità da parte loro di mettersi a dialogare, e cercare un’unità, per dar vita ad un soggetto unitario che abbia un minimo peso numerico. Mi riferivo anche alla rimozione di vecchi e ormai inutili divisioni tra socialisti e comunisti, o tra trotzkisti e leninisti all’interno dei partiti comunisti stessi.

Ma a quanto pare ciò non sta accadendo; anzi, stanno nascendo anche nuove spaccature; come se fossero in palio alte percentuali di voti da contendersi. Il tutto, soprattutto come conseguenza delle scelte di Rifondazione comunista, la quale, in seguito all’elezione a Segretario nazionale di Paolo Ferrero, non solo ha ripreso le distanze dai Comunisti italiani dopo la fallimentare esperienza della “Sinistra arcobaleno” (insieme a Verdi e Sinistra democratica), e non ha ricucito lo strappo con altri partitini tipo Sinistra critica o il Partito comunista dei lavoratori, ma addirittura sta creando una spaccatura al suo interno, con la nascita di correnti minoritarie. E stiamo parlando di un partito che a livello nazionale, oggi a mala pena supera il 2%, ed ha visto emigrare i suoi voti verso la Lega o l’Italia dei valori.

Un segnale evidente di questo malessere interno a Rifondazione, è la ormai ufficiale rimozione di Sansonetti come direttore del quotidiano organo di partito, Liberazione, sostituito molto probabilmente da Dino Greco, ex segretario della Camera del lavoro di Brescia, uno dei militanti più stimati della sinistra della Cgil. Ma oltre ad un direttore politico, si sta pensando anche ad uno giornalistico, come richiesto dall'editore Luca Bonaccorsi intenzionato a rilevare la testata. Si fa il nome di Guido Caldiron, redattore dello spazio sul giornale dedicato alla cultura, che per due anni aveva lasciato ''Liberazione'' per fare l'addetto stampa di Ferrero quando quest'ultimo era Ministro del welfare.

Certo, stiamo parlando sempre di un partito che ha come simbolo quello di un partito importante e storico della sinistra italiana, quale il PCI. Quindi è giusto parlarne con rispetto e senza superficialità. Però, sinceramente, mi viene quasi da ridere nel pensare che un partito oggi dato a poco più del 2% a livello nazionale, dia vita a certe discussioni scissioniste interne, anziché aprirsi all’esterno e cercare di costruire qualcosa con altri partiti. Lo stesso progetto della “Sinistra arcobaleno” non era male, se però, non avrebbe posto come personaggi chiave gente che di fatto poi oggi è sparita, tipo Diliberto e Pecoraro Scanio, o proporre come leader uno che non certo può rappresentare la nuova sinistra che emerge, ossia Bertinotti; il tutto, di fatto, non poteva certo dare una parvenza di rinnovamento. Meglio magari dare spazio già un anno fa (quando la SA stava nascendo), a personaggi ben visti a sinistra, e diciamolo pure, preparati, come Niky Vendola.

Ma con l’elezione del “conservatore” Ferrero, anziché dello stesso Vendola, sicuramente molto più progressista, come segretario del partito, che già da Ministro del Governo Prodi aveva dimostrato le sue idee da “Mister No”, ci si doveva aspettare una gestione del genere del partito, anche perché è stato voluto a maggioranza; quindi Rifondazione nei prossimi anni punterà alla sua autoconservazione e sopravvivenza. Mentre i lavoratori, sempre più precari ed economicamente umiliati, avrebbero bisogno di ben altra rappresentanza. Tant’è che stanno scegliendo altro…