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lunedì 8 aprile 2013

CINQUE ANNI DI FIGURACCE NON SONO BASTATE, ALEMANNO SI RICANDIDA A SINDACO DI ROMA


LE ELEZIONI SI TERRANNO IL 26 E IL 27 MAGGIO

Parafrasando un film di Woody Allen potremmo dire: Provaci ancora Gianni. Alemanno si ricandida a Sindaco di Roma per le prossime elezioni amministrative che si disputeranno il 26 e 27 maggio. Ad annunciarlo lui stesso su Twitter: ”Come promesso, non mi sono candidato al Parlamento. Senza paracadute mi ricandido a sindaco per aiutare #Roma ad uscire dalla crisi”. E un follower ha subito approfittato per sfotterlo: “Speriamo che non nevichi…”. Una battuta ispirata alla situazione paradossale venutasi a creare nella Capitale nell’inverno del 2012, quando una modesta nevicata mise in ginocchio la città e il Sindaco inscenò un siparietto con la Protezione civile su tutte le reti nazionali nel tentativo di giustificarsi. Ma quella vicenda non è certo l’unica che ha contraddistinto il mandato di Gianni Alemanno come Primo cittadino di Roma. 

martedì 29 gennaio 2013

IL QUARTIERE TIBURTINA E’ L’EMBLEMA DI COME IL GIOCO D’AZZARDO STIA DILAGANDO PERICOLOSAMENTE


AL POSTO DELLE VECCHIE FABBRICHE STANNO APRENDO SALE DA GIOCO

Il gioco d’azzardo è diventato la terza industria italiana, dopo Eni e Fiat e pesa per il 2% sul PIL. Con le liberalizzazioni varate nell’agosto 2011 dal Governo Berlusconi, aprire slot machine e luoghi di perdizione è ancora più facile; ma, di contro, le vincite sono anche maggiormente tassate. Ciò in parole povere vuol dire che lo Stato incassa molto di più dall’illusione degli italiani, che buttano ogni giorno fior fior di euro in macchinette e “gratta e vinci” vari ed eventuali. In pratica, li tenta di più e al contempo preleva anche di più dalle loro vincite. In realtà si sta sviluppando anche il fenomeno del gioco d’azzardo in nero, con macchinette illegali non registrate per mezzo delle quali lo Stato non percepisce neppure un euro.
Inevitabile dunque che sale da gioco, segnalate con insegne luminose e colorate per attirare l’attenzione dei disperati, proliferino in tutto il Paese, con quartieri abbandonati che si stanno trasformando in piccole Las Vegas. Un esempio lampante è la zona ex industriale a est di Roma, il quartiere Tiburtina, dove gli edifici delle ex fabbriche sono sostituiti da illuminati luoghi di perdizione.

giovedì 31 maggio 2012

QUANDO FORLANI ANNULLO’ LA PARATA MILITARE DEL 2 GIUGNO PER RISPETTO DEI TERREMOTATI IN FRIULI


TORNATA IN AUGE QUELLA SCELTA DELL’ALLORA MINISTRO DELLA DIFESA, CORREVA L’ANNO 1976. CONTESTATA INVECE LA SCELTA DI NAPOLITANO

Le commemorazioni in Italia sono da sempre destinate a dividere il popolo anziché unirlo. Rigurgiti neofascisti contestano il 25 aprile; nostalgie monarchiche e istanze leghiste contestano puntualmente il 2 giugno. Quest’anno poi la Festa della Repubblica, che commemora la vittoria, al Referendum del 1946, della Repubblica sulla Monarchia per quasi 2 milioni di voti, è perculata da un’altra protesta: la conferma della parata militare a Roma, nonostante quanto stia accadendo in Emilia e limitrofi causa terremoto. Una scelta che sta indignando non solo per i lutti in corso, ma anche per i danni economici, visto che la parata costerà quasi 3 milioni di euro.
Eppure tale scelta ha già un precedente, quello di Forlani del 1976.

giovedì 3 maggio 2012

CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO, TRA FLOP TELEVISIVO E TANTI ARRESTI


SOLO UN MILIONE E MEZZO DI SPETTATORI HANNO GUARDATO LA TRADIZIONALE DIRETTA SU RAITRE. INOLTRE, VI SONO STATI 60 ARRESTI PER POSSESSO DI DROGA O FURTI

Sarà pure un bel momento di aggregazione giovanile che ormai si ripete da 22 anni in quel di Porta San Giovanni a Roma per festeggiare il Primo maggio, organizzato dai tre principali sindacati italiani: CGIL, CISL e UIL. Eppure da anni ormai viene snobbato da molti artisti italiani e internazionali di un certo livello, oltre ad aver perso attrattiva televisiva; forse complice la lunghissima e costosissima diretta televisiva di circa 8 ore che nessuno pare più intenzionato a sorbirsi. Inoltre quest’anno il Concertone è stato anche “macchiato” da ben 60 arresti.

lunedì 9 gennaio 2012

ROMA, CAPITALE DELLA VIOLENZA


ULTIMO EPISODIO L’UCCISIONE DI UN CINESE DI 31 ANNI E DELLA FIGLIA DI 6 MESI. NEL 2011 BEN 35 MORTI

Gianni Alemanno la poltrona di sindaco l’ha conquistata promettendo sicurezza e legalità. Pochi mesi prima delle elezioni svoltesi nella primavera del 2008, moriva Giovanna Reggiani, aggredita in una stazione periferica del treno regionale da Romulus Mailat, cittadino romeno. Il colonnello dell’allora Alleanza Nazionale intuì che bisognava soffiare sul fuoco della paura dei cittadini; in particolare, della paura degli extracomunitari. Lo stesso fuoco sul quale soffiò tutto il centro-destra a livello nazionale.
Mai però una parola sulle mafie in campagna elettorale, nulla sull’assedio delle cosche alla capitale, terra di conquista e di investimenti. L’allora prefetto di Roma Carlo Mosca – sostituito pochi mesi dopo le elezioni di Alemanno – provò a ridimensionare quella formula sostenuta dalla destra romana: “L’equazione stranieri uguale delinquenti è sbagliata”, spiegò ai cronisti.
Eppure Gianni Alemanno era convinto della sua tesi, tanto da sostenerla con forza anche nelle interviste rilasciate ai giornali internazionali: “Nel sud dell’Italia il problema è la mafia. A Roma il problema è l’immigrazione”, al Sunday Times l’11 maggio del 2008, meno di un mese dopo le elezioni. Poi è iniziata l’escalation, che in tanti temevano.
Intanto però sono stati trentacinque gli omicidi nel 2011, quattro solo a dicembre. L’ultimo episodio dello scorso anno appena due giorni prima del cenone di San Silvestro. Il 2012 non è iniziato certo meglio. Quarantotto ore dopo capodanno, la gambizzazione a Tivoli di Francesco Bianco, estremista di destra ex appartenente ai Nar che si divertiva a promettere cannonate sugli studenti ed insultare la comunità ebraica dai computer dell’Atac, la municipalizzata romana dove era entrato grazie al vento di parentopoli. Mercoledì scorso le armi sono tornate in azione, con una rapina feroce a Tor Pignattara, quartiere multietnico. Uccisi un piccolo imprenditore cinese di 31 anni e sua figlia di 6 mesi, in una scena di sangue che da tempo nella Capitale non si vedeva.

mercoledì 19 ottobre 2011

SINDACI, GOVERNATORI E LEADER A TEMPO PERSO


VARI SONO GLI ESEMPI DA DESTRA A SINISTRA

Essere amministratori locali, oggi come oggi, non è cosa facile, dati i continui tagli imposti dal Governo centrale. Dover affrontare con scarse risorse le varie vertenze del territorio che sono chiamati ad amministrare, è complicato, arduo, in taluni casi anche impossibile. Ma sia a destra che a sinistra, vari sono i Sindaci e i Governatori che si interessano delle problematiche nazionali, formano movimenti, si propongono come leader del proprio partito o perfino del Paese. Vediamo di seguito qualche esempio.