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martedì 2 giugno 2015

Regionali 2015, come sono andate davvero le cose

A VINCERE E' STATO ANCORA L'ASTENSIONISMO CON L'AFFLUENZA INTORNO AL 52%, IN CALO DI 9 PUNTI RISPETTO A 5 ANNI FA. IL CENTROSINISTRA SI AGGIUDICA BEN 5 REGIONI SU 7, MA PERDE LA ROCCAFORTE LIGURIA

Le Regionali disputatesi domenica sono andate come ci si aspettava: a vincere è stato l'astensionismo, dato che a votare ci è andato solo un elettore su due. Cinque anni fa erano stati sei elettori su dieci. Un dato che senza la presenza del Movimento cinque stelle, sarebbe stato ancora peggiore. Quanto ai risultati politici, il centro-sinistra ha vinto in 5 Regioni su 7. Quasi tutte scontate in realtà, mentre dove serviva l'impresa ha puntualmente perso. Il M5S torna ai fasti di due anni fa, mentre i numeri di Forza Italia confermano che Berlusconi non attira più le folle, lasciando alla Lega di Salvini il primato nel centro-destra. Decisivi in alcuni contesti Ncd e Fratelli d'Italia. Ma vediamo come è andata Regione per Regione.

lunedì 18 maggio 2015

Emiliano come De Luca: in Puglia recluta di tutto e di più

COME PER IL CANDIDATO PD AL GOVERNO DELLA REGIONE CAMPANIA, ANCHE L'ALTRO ALLA REGIONE PUGLIA VEDE NELLA SUA COALIZIONE PERFINO EX MISSINI

Le regionali sono ormai alle porte, come ve ne sarete accorti dai manifesti che stanno tappezzando le vostre città (qui una carrellata dei più buffi). E dopo aver visto quanti stanno salendo sul carrozzone di Vincenzo De Luca, candidato Pd in Campania, qui ci occupiamo di quanti sta reclutando Michele Emiliano. Altro candidato Pd ma in quel di Puglia, dato per vincitore certo. Sia perché è stato un buon sindaco di Bari, sia perché il centrodestra si presenterà spaccato per la nota rottura Berlusconi-Fitto.

giovedì 4 dicembre 2014

NICHI VENDOLA PERDE PURE LA SUA PUGLIA: FINE DI UN LEADER MAI NATO

ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA PER LE PROSSIME REGIONALI, IL SUO CANDIDATO HA PERSO CON 20 PUNTI DI DISTACCO RISPETTO A MICHELE EMILIANO

Quattro anni fa lo definii “l’Eyjafjöll della sinistra italiana”, proprio perché, come il vulcano islandese scombussolò i cieli di tutta Europa, così lui si apprestava a scombussolare quella parte politica. Ma negli anni, più che un vulcano, si è rivelato un camino. Parlo di Nichi Vendola, leader  e fondatore di Sinistra ecologia e libertà, partito che ha fondato uscendo nel 2009 da Rifondazione comunista avendo perso l’elezione a Segretario al cospetto di Paolo Ferrero. Governatore della Puglia dal 2005, anche con buoni risultati, Vendola ha cercato di porsi come leader di tutto il centrosinistra; ma a parte la riconferma come Presidente della Regione nel 2010 (battendo alle primarie Boccia del Pd e il potente Fitto alle elezioni) e l’elezione nel 2011 di due Sindaci del suo partito in due città importanti (Pisapia a Milano e Zedda a Cagliari), la sua figura si è via via afflosciata e con essa il suo partito. Che ormai si è stabilizzato su un misero tre per cento. Un segnale di questa discesa sono state le Primarie del centrosinistra nel 2012, che lo videro attestarsi su un misero 15%. Non a caso tanti parlamentari di Sel hanno già lasciato il partito. Ed ora perde pure la sua Puglia, l’unica fetta d’Italia a dargli qualche soddisfazione.

martedì 28 ottobre 2014

COME EVITARE DI ARRIVARE AL DOPPIO BUS DI BORGARO PER I ROM: GLI ESEMPI DI CONVIVENZA A BARI E TRENTO

NEL PAESE A EST DI TORINO IL SINDACO PD VUOLE INTRODURRE UN BUS SOLO PER LORO. MA ALTRE SOLUZIONI PIU’ CIVILI SONO POSSIBILI

Proposta razzista o giusta risposta al problema? L’opinione pubblica italiana è divisa sulla proposta del Sindaco di Borgaro torinese, periferia est di Torino, di introdurre un bus solo per i Rom. Motivo? Questi ultimi sono accusati di compiere atti incivili nei confronti dei passeggeri, tra minacce, violenze, puzza e danni al mezzo stesso. Il tutto senza ovviamente pagare il biglietto. Quel “69” che, come tanti altri autobus, trasporta i residenti a casa, lavoro, scuola o università. Anziani, donne, bambini, adulti. Tutti prede di quanti credono che vivere in libertà, tra cielo e spazzatura, significhi anche poter invadere la tranquillità altrui. La proposta però non è di un Primo cittadino leghista, bensì di un Sindaco Pd e di un Assessore di Sel; quelli che dovrebbero essere “di sinistra” e, almeno sulla carta, più propensi all’accoglienza e all’inserimento sociale. Il primo è Claudio Gambino, il secondo Luigi Spinelli. Certo, prima di fare certi discorsi buonisti, è giusto anche provare a mettersi nei panni di chi vive in certi contesti; come accade anche ad un paese non lontano da qui: Pescopagano, un lembo di terra dove la convivenza tra residenti e neri è complicata. Le alternative però ci sono, magari meno immediate e facili di un autobus alternativo solo per Rom, ma anche meno drastiche e che ricordano l’Apartheid vissuto in America fino agli anni ’60 o in Sudafrica fino agli anni ’90. E sarebbe giusto tentarle. Esempi validi di convivenza e integrazione ci vengono da Bari e da Trento.

martedì 14 gennaio 2014

INDICE DI GRADIMENTO TRA I SINDACI: AFFONDANO QUELLI DI SINISTRA, MA LO SCONTENTO E’ GENERALIZZATO

NEL Sondaggio Ipr Marketing-Il Sole24Ore, IL 65% DEI PRIMI CITTADINI HA FATTO REGISTRARE UN CALO DEI CONSENSI. ANCORA PEGGIO I GOVERNATORI, CON IL 76%. VA MALE ANCHE PER RENZI E PIZZAROTTI.

Tasse in crescita, sicurezza e adempimenti complicati: sono sempre meno i cittadini intenzionati a confermare il voto a chi li amministra a livello locale. Sindaci e Governatori pagano dazio per i continui tagli ai fondi decisi da Roma, e dagli scialacquamenti di chi ha amministrato prima di loro. Certo, ci sono anche tanti casi di incapacità e di promesse esagerate in campagna elettorale, poi come al solito non mantenute. Fatto sta che in un sondaggio di Ipr Marketing e Sole24Ore, il 65% dei Sindaci fa registrare un calo dei consensi rispetto ai voti presi alle elezioni. Cifra che sale in modo imbarazzante per i Governatori: il 76%. Il crollo riguarda principalmente amministratori di centrosinistra, anche se non manca qualche eccezione positiva tra loro.

sabato 30 marzo 2013

VENDOLA E EMILIANO SI OPPONGONO ALLA TAV IN VAL DI SUSA, MA LA VOGLIONO IN CASA PROPRIA


SI SONO FATTI PROMOTORI DELLA TAV NAPOLI-BARI, CHE E’ PURE PIU’ INVASIVA DELLA TORINO-LIONE CHE LORO OSTEGGIANO

Dalla doppia morale alla doppia velocità. Alcuni esponenti della sinistra italiana si oppongono alla Tav Torino-Lione - partecipando anche alle manifestazioni, forse più per arruffianarsi i grillini - ma poi sono favorevoli affinchè si realizzi in casa propria. Il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, e il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, si sono fatti perfino promotori del «Comitato Sì Tav Napoli-Bari». Cosa cambia rispetto a quella che sarebbe realizzata in Val di Susa? La Tav che sarebbe realizzata lì, si dice, è inutile perché ormai le merci non viaggiano più in treno, un po’ per la crisi un po’ perché si predilige il traffico su gomma. Eppure, non ci sembra che il sud stia molto meglio per quanto concerne il commercio. Tutt’altro. Inoltre la Napoli-Bari sarebbe perfino più invasiva.