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lunedì 14 aprile 2014

ANCHE BONAIUTI LASCIA BERLUSCONI: SI ALLUNGA LA LISTA DEGLI IRRICONOSCENTI COL CAVALIERE

PASSERA’ AL NUOVO CENTRODESTRA, COME GIA’ FATTO DA QUAGLIARIELLO, CICCHITTO, SCHIFANI, FORMIGONI E ALFANO

Un vecchio detto dice: quando la nave sta affondando, i topi sono i primi ad abbandonarla. Ma a parte Schettino, potrebbero essere annoverati altri casi di persone che, come i ratti, si defilano quando le cose iniziano ad andare male. In politica poi ciò accade sovente, nel tentativo di restare disperatamente a galla. Lo sa bene Silvio Berlusconi, negli ultimi mesi alle prese con condanne imbarazzanti, alle quali non è riuscito a sottrarsi nonostante le varie leggi “ad personam” che i suoi governi hanno cercato di promulgare. Certo, i sondaggi lo danno ancora intorno al 20% e lui ha già dimostrato più volte di risorgere. Ma alcuni suoi storici collaboratori e lacchè lo ritengono finito; o quanto meno, sono riluttanti nel rinunciare a poltrone da Ministro, e così non accettano la politica isolazionista di Forza Italia e cercano di trovare posto in altri partiti propensi alle “larghe intese”. E Ed ecco che, dopo Quagliariello, Schifani, Cicchitto e Formigoni, anche Paolo Bonaiuti lascia Forza Italia per approdare al Nuovo centrodestra. E chissà cosa sta pensando Silvio Berlusconi, che vent’anni fa li colse dalla tempesta di Mani pulite e gli diede una seconda chance, durata appunto ben due decenni.

giovedì 21 novembre 2013

VERGOGNA IN BASILICATA: VINCE ANCORA IL CENTRO-SINISTRA CHE SI E’ MANGIATO LA REGIONE PER VENT’ANNI

MARCELLO PITTELLA DEL PD E’ IL NUOVO GOVERNATORE CON IL 59% DEI VOTI. MA A VINCERE DAVVERO E’ STATO L’ASTENSIONISMO. IL CONSIGLIO REGIONALE DI CENTRO-SINISTRA E’ STATO SCIOLTO LO SCORSO APRILE PER L’ARRESTO DI DUE ASSESSORI. COME NON BASTASSE, NESSUNA DONNA ELETTA NEL CONSIGLIO

In Basilicata il tempo non sembra passare mai. E non solo per i suoi tanti borghi caratteristici rimasti quasi immutati nel tempo - anche perché in tanti che li abitavano sono stati costretti a lasciare la propria terra d’origine - ma anche perché lì può succedere di tutto eppure i lucani restano passivi; come fossero inermi, pur avendo il sacrosanto diritto di voto e dunque di cambiare le proprie sorti. Cosa importa se tanti fondi pubblici siano stati sperperati, se su tanti concorsi pubblici aleggia il (solito) sospetto che fossero truccati, se il territorio sia stato stuprato per estrarre gas e petrolio, se il territorio versa in un grave dissesto idrogeologico (poco più di un mese fa molti centri abitati sono finiti sott’acqua, con tanto di frane e strade interrotte, senza neppure ricevere fondi da Roma per riprendersi), se nella Regione vengano trattati e magari sotterrai rifiuti tossici e nucleari (proprio pochi giorni fa è ricorso il decennale del caso Scanzano). In Basilicata vincono sempre gli stessi. Chi tenta di portare il cambiamento viene posto ai margini, spazzato via da un voto sempre uguale e conservativo da oltre 40 anni. Fino a inizio anni ’90 ha dominato la Dc, poi nel ventennio successivo il centro-sinistra; neppure stoppato da un recente scandalo.

martedì 11 giugno 2013

29 ANNI FA MORIVA ENRICO BERLINGUER, E CON LUI LA SINISTRA ITALIANA

MORI’ A PADOVA DOPO UN MALORE DURANTE UN COMIZIO

«La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico». Questo monito Enrico Berlinguer lo lanciava durante un’intervista a LaRepubblica del 28 luglio 1981. Sono passati quasi 22 anni e le sue parole sono ancora tristemente attuali. Il Segretario del PCI aveva già allora intuito che la politica era ormai diventata per molti un affare, un sistema corrotto e sporco, che uscì allo scoperto solo dieci anni dopo. E da allora non ha mai smesso di essere tale; anzi, nella Seconda Repubblica, Tangentopoli è diventata ancora più becera e squallida.
Ventinove anni fa Enrico Berlinguer moriva dopo un malore risentito durante un (come sempre) appassionato comizio a Padova, che volle comunque concludere. Con lui è morta tutta la sinistra italiana, che negli anni successivi ha patito la mancanza di unità e di una leadership forte.

venerdì 27 aprile 2012

LE AMMINISTRATIVE 2012 HANNO GIA’ UN VINCITORE: IL VOLTAGABBANA UDC ALLEATO UN PO’ CON TUTTI


IN TUTTE LE REALTA’ DOVE SI VOTA, IL PARTITO DI CASINI SI TROVA NELLE COALIZIONI CHE HANNO MAGGIORE POSSIBILITA’ DI VINCERE, TANTO DI DESTRA QUANTO DI SINISTRA

Non c’è nulla da fare. Sono democristiani e l’opportunismo ce l’hanno nel DNA. Se a livello nazionale Pierferdinando Casini prova a fare il De Gasperi dei tempi nostri, dialogando un po’ con tutti – tranne con Lega e Di Pietro che lo disprezzano – a livello locale l’Udc si allea un po’ a destra e un po’ a sinistra. E non certo a casaccio: guarda caso nelle coalizioni che hanno più opportunità di vincere. Vediamo la triste panoramica delle alleanze, che potremmo ribattezzare “La ballata del democristiano”.

mercoledì 9 maggio 2007

29 ANNI FA MORIVA ALDO MORO

Il 9 maggio 1979, veniva ucciso, dopo 55 giorni di prigionia, dal gruppo terroristico di estrema sinistra, le Brigate Rosse, il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.
E' pacifico, da parte degli storici e politologi, ritenere che l'intenzione, da parte dei terroristi rossi di uccidere Moro, scaturisse dal fatto che egli era il più importante sostenitore del "Compromesso storico", che avrebbe portato, grazie al voto di fiducia in Parlamento, proprio il giorno dopo il suo sequestro, alla nascita per la prima volta in Italia, di un Governo composto dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Comunista italiano, allora ben rappresentato da Enrico Berlinguer (il PCI arrivò in quegli anni anche al 33%).