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lunedì 14 marzo 2016

Berlusconi, D'Alema e Bassolino come il 47: morti che parlano

NONOSTANTE LA LORO ETA' E IL LORO PASSATO SI PROPONGONO ANCORA COME ALTERNATIVE

Nella Cabala napoletana il numero 47 rappresenta ''il morto che parla''. Nella politica italiana, in questi giorni se ne stanno mettendo in evidenzia ben tre: Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino.

martedì 9 febbraio 2016

Il peso dei cinesi nelle primarie Pd anche a Milano

AD AGGIUDICARSELE E' GIUSEPPE SALA, MANAGER, GIA' COMMISSARIO EXPO. NON MANCANO LE SOLITE POLEMICHE PER LA COSPICUA PRESENZA DI CINESI IN CODA AI SEGGI

Chi lo dice che il Partito democratico non sia di sinistra? Anzi, perfino comunista? Lo dimostra la cospicua presenza di cinesi ogni qualvolta, o quasi, si disputano le Primarie. E così anche a Milano è andata così.

martedì 21 aprile 2015

L'ipocrisia del centrosinistra sulla tragedia dei migranti: ha dimenticato scandalo Coop rosse e caso durante Governo Prodi

DOPO L'ENNESIMA TRAGEDIA DEL MARE CONSUMATASI DOMENICA SCORSA, A SINISTRA SONO RITORNATI I SOLITI DISCORSI SULL'ACCOGLIENZA

Domenica si è consumata l'ennesima tragedia nel Mediterraneo, già definita la più grande della storia. Gli immigrati morti sembrano essere addirittura novecento. E la politica ha ripreso il solito dibattito Accoglienza Vs Respingimenti. Entrambe le parti dal sapore demagogico. Basta avere un po’ di buon senso per capire che l'unica strada da percorrere è quella politica, impegnandoci affinché Paesi che abbiamo portato al caos con sciagurate operazioni militari, ossia Iraq e Libia, ritornino ad avere un solido sistema politico. Più in generale, fin quando nel Continente africano ci saranno guerre, carestia e malattie, questi disperati continueranno ad arrivare. La soluzione migliore in via temporanea, visto che le soluzioni permanenti a questi problemi richiedono anni, sarebbe allestire campi di accoglienza sulle stesse coste dove essi partono, anche con presidi militari. Per poi smistare gradualmente queste persone nei vari Paesi europei, onde evitare implosioni degli stessi per il sovranumero.

martedì 23 settembre 2014

A BOLOGNA SI CHIEDERA’ AI BARBONI DI PAGARE UN EURO A NOTTE IN DORMITORIO

UNA DECISIONE CHE VIENE DEFINITA “SIMBOLICA E EDUCATIVA” DALLA GIUNTA DI CENTROSINISTRA

Una Bologna così, cinica e disinteressata, Luca Carboni l’aveva già descritta 22 anni fa, nel brano “La mia città”. E chissà pure cosa ne penserebbe Lucio Dalla se fosse ancora vivo, lui che ha decantato la vita da strada nel brano stupendo “Piazza Grande”. La Giunta di centrosinistra, guidata dal Sindaco in quota Pd Virginio Merola (di origini casertane, per il quale la Corte dei Conti ha chiesto quest’anno il processo, a causa di un contratto da capo di gabinetto ad una persona che non è in possesso di laurea necessaria per ricoprire quel ruolo; per un presunto danno erariale di circa 45 000 euro) ha pensato a un altro modo per rimpinguare le casse del Comune. Rifacendosi proprio su quelle persone che un tempo la sinistra decantava di difendere: i poveri e gli emarginati. Nella fattispecie, i barboni (o senzatetto), oggi rinominati clochard in nome di quella ridicola tendenza a usare termini stranieri per rendere meno amara la realtà che vanno a raffigurare.

giovedì 21 novembre 2013

VERGOGNA IN BASILICATA: VINCE ANCORA IL CENTRO-SINISTRA CHE SI E’ MANGIATO LA REGIONE PER VENT’ANNI

MARCELLO PITTELLA DEL PD E’ IL NUOVO GOVERNATORE CON IL 59% DEI VOTI. MA A VINCERE DAVVERO E’ STATO L’ASTENSIONISMO. IL CONSIGLIO REGIONALE DI CENTRO-SINISTRA E’ STATO SCIOLTO LO SCORSO APRILE PER L’ARRESTO DI DUE ASSESSORI. COME NON BASTASSE, NESSUNA DONNA ELETTA NEL CONSIGLIO

In Basilicata il tempo non sembra passare mai. E non solo per i suoi tanti borghi caratteristici rimasti quasi immutati nel tempo - anche perché in tanti che li abitavano sono stati costretti a lasciare la propria terra d’origine - ma anche perché lì può succedere di tutto eppure i lucani restano passivi; come fossero inermi, pur avendo il sacrosanto diritto di voto e dunque di cambiare le proprie sorti. Cosa importa se tanti fondi pubblici siano stati sperperati, se su tanti concorsi pubblici aleggia il (solito) sospetto che fossero truccati, se il territorio sia stato stuprato per estrarre gas e petrolio, se il territorio versa in un grave dissesto idrogeologico (poco più di un mese fa molti centri abitati sono finiti sott’acqua, con tanto di frane e strade interrotte, senza neppure ricevere fondi da Roma per riprendersi), se nella Regione vengano trattati e magari sotterrai rifiuti tossici e nucleari (proprio pochi giorni fa è ricorso il decennale del caso Scanzano). In Basilicata vincono sempre gli stessi. Chi tenta di portare il cambiamento viene posto ai margini, spazzato via da un voto sempre uguale e conservativo da oltre 40 anni. Fino a inizio anni ’90 ha dominato la Dc, poi nel ventennio successivo il centro-sinistra; neppure stoppato da un recente scandalo.

martedì 11 giugno 2013

29 ANNI FA MORIVA ENRICO BERLINGUER, E CON LUI LA SINISTRA ITALIANA

MORI’ A PADOVA DOPO UN MALORE DURANTE UN COMIZIO

«La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico». Questo monito Enrico Berlinguer lo lanciava durante un’intervista a LaRepubblica del 28 luglio 1981. Sono passati quasi 22 anni e le sue parole sono ancora tristemente attuali. Il Segretario del PCI aveva già allora intuito che la politica era ormai diventata per molti un affare, un sistema corrotto e sporco, che uscì allo scoperto solo dieci anni dopo. E da allora non ha mai smesso di essere tale; anzi, nella Seconda Repubblica, Tangentopoli è diventata ancora più becera e squallida.
Ventinove anni fa Enrico Berlinguer moriva dopo un malore risentito durante un (come sempre) appassionato comizio a Padova, che volle comunque concludere. Con lui è morta tutta la sinistra italiana, che negli anni successivi ha patito la mancanza di unità e di una leadership forte.

mercoledì 28 marzo 2012

I FLOP DI TANTI PRESENTATORI ORFANI DI BERLUSCONI


MOLTI DI LORO, I CUI PROGRAMMI ANDAVANO A GONFIE VELE IRONIZZANDO SUL CAVALIERE, STANNO REGISTRANDO SHARE MOLTO BASSI

Benigni lo aveva detto: “Silvio non fare scherzi, cosa facciamo senza di te?!”. Certo, lui ironizzava, ma fino ad un certo punto. Sapeva bene che senza Berlusconi tanti comici e giornalisti non avrebbero più avuto di cosa scrivere, avendo basato le proprie fortune degli ultimi dieci anni sull’anti-berlusconismo. Se Benigni è comunque un grande comico e un grande mattatore, e dunque riesce sempre a cavarsela brillantemente, altri stanno facendo registrare flop negli audience dei propri programmi, in alcuni casi perfino dimezzati. Vediamo la lunga lista.