DOVREBBERO SVOLGERSI IL PROSSIMO MESE DI MAGGIO
E alla fine: tanto tuonò che piovve. Ignazio Marino si è
dimesso da Sindaco di Roma. Un atto responsabile ma anche divenuto necessario,
visto che aveva tutti contro. Partito democratico in primis.
Il chirurgo, ex Radicale, non ha rubato, non è un corrotto o
un corruttore. Almeno fino a prova contraria. Tuttavia, ha commesso troppe
gaffe, anche banali. Tra una Panda parcheggiata più volte in una Ztl, troppi
viaggi all'estero, qualche uscita fuori luogo, troppe cene, scarso carisma e assenza
di autoritarismo. Per una città dove lobby e poteri forti imperversano, e avere
il pugno di ferro è condizione necessaria. Marino aveva avviato una discreta
'pulizia' nel Campidoglio e un maggiore controllo dei bilanci. Tutt'al
contrario di quanto fatto dal predecessore Gianni Alemanno.
Ora la Capitale sarà commissariata, in attesa delle prossime
elezioni che dovrebbero tenersi a maggio assieme alle amministrative già in
programma in molte città. Diverse delle quali anche importanti. Tanto che le
prossime comunali sono già identificate come un test probante a livello
nazionale. Vediamo la situazione città per città.