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martedì 17 marzo 2015

Da Renato Curcio a Francesco Caruso: quando terroristi e anarchici diventano Docenti universitari

Caruso, ultimo caso, terrà lezioni all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, dove insegnerà “Sociologia dell’ambiente e del territorio”

Non posso dirVi cosa provo nel vedere invece tanti ex terroristi assunti dallo Stato a fare i Professori universitari, dipendenti comunali, dipendenti musei e addirittura alla RAI

Queste parole amare le scriveva Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando ucciso dalle Br nel 1986, in una lettera per il 33esimo anniversario della strage di Bologna. Non conoscendo gli altri casi, che restano comunque paradossali visto che chi ha combattuto contro lo Stato finisce poi per lavorarci, mi soffermo sui primi: i professori universitari. Del resto, il monopolio della sinistra nelle Università seminato a partire dal ’68, ha permesso anche questo. E così ci ritroviamo dietro una cattedra ex terroristi e anarchici a dare lezioni al prossimo, come se stessero in un centro sociale qualsiasi. Magari anche a quanti non la pensano come loro ma per obblighi universitari devono sorbirsi le loro lezioni. Ultimo caso quello di Francesco Caruso, diventato noto ai più durante i fattacci del G8 di Genova ed eletto anche deputato nelle fila di Rifondazione comunista. Ma ci sono anche altri.

giovedì 17 luglio 2014

L’ERASMUS PIACE SEMPRE PIU’ AGLI STUDENTI, MA L’ITALIA SI PIAZZA SOLO QUINTA TRA LE METE SCELTE

L’OFFERTA DA ALCUNI ANNI SI STA ANCHE AMPLIANDO. ANCHE SE NEL NOSTRO PAESE NON MANCANO TAGLI E PROBLEMI

Secondo le ultime statistiche, presentate dalla Commissione europea, 270 mila studenti hanno beneficiato dei contributi Ue per studiare e formarsi all’estero nel 2012-2013. L’identikit di chi fa la scelta di studiare all’estero corrisponde a uno studente di circa ventidue anni, donna (61%), con una laurea di primo livello. L’Erasmus, da 7 anni a questa parte, si è caratterizzato per le sempre maggiori novità formative rivolte ai ragazzi. Ma l’Italia mostra qualche lacuna.

mercoledì 26 febbraio 2014

GLI ITALIANI CREDONO SEMPRE MENO NELL’UNIVERSITA’: 78 MILA IMMATRICOLATI IN MENO NEGLI ULTIMI 10 ANNI

Erano oltre 338 mila nel 2003/2004, sono poco più di 260 mila nel 2013/2014. E PENSARE CHE L’ITALIA HA L’OBIETTIVO DI AVERE IL 40% DI LAUREATI ENTRO IL 2020

I giovani italiani credono sempre meno nell’Università, fino a una ventina di anni fa considerata corsia preferenziale per un lavoro di tutto rispetto. La tanto ambita famigerata “scrivania” per intenderci. E invece negli anni il valore della Laurea si è sempre più assottigliato, al punto che in diverse occasioni avercela costituisce perfino uno svantaggio agli occhi di chi seleziona, che vede il candidato laureato più ambizioso e pretenzioso. Sebbene anch’egli il più delle volte si accontenti di poche centinaia di euro al mese. Poi ci si mette la crisi economica delle famiglie, che vede costretti, chi invece vorrebbe iscriversi, a rinunciarci. La somma di tutti questi fattori ha dato vita a un dato negativo; un’autentica debacle per l’Università italiana.

mercoledì 20 febbraio 2013

LA VERGOGNOSA PARENTOPOLI NELLE UNIVERSITA’ ITALIANE


IN MOLTI ATENEI ESISTONO VERE E PROPRIE DINASTIE. DUE RICERCHE CERTIFICANO QUESTO DATO TRISTEMENTE NOTO

L’Università italiana, come tutte le altre istituzioni e società pubbliche, è stata spartita dai potenti locali per piazzarci parenti e amici. Mentre chi non ha santi in Paradiso è costretto ad espatriare per ottenere la tanto meritata e agognata cattedra o un assegno di ricerca. Non meravigliamoci poi se non ci sono fondi a disposizione e se ci sono esuberi. Talvolta vengono create delle materie “ad hoc” per generare nuove cattedre da attribuire al raccomandato di turno. Le quali, il più delle volte, finiscono per avere meno di dieci studenti all’anno.
Questa che è una triste realtà nota, è stata certificata da due ricerche del 2010 e del 2012, elaborate da un ricercatore e da un tesista che hanno incrociato i dati statistici relativi ai cognomi presenti. Il margine di errore relativo all’omonimia dei cognomi viene colmato dal fatto che altri raccomandati non portano lo stesso cognome dei raccomandatari.

lunedì 4 febbraio 2013

IL CROLLO DELL’UNIVERSITA’ ITALIANA


NEGLI ULTIMI DIECI ANNI QUASI 1 STUDENTE SU 5 IN MENO, E NEGLI ULTIMI SEI I DOCENTI SONO DIMINUITI DEL 22%

Tutti negativi i dati forniti dal Consiglio universitario nazionale attraverso il documento “Dichiarazione per l'università e la ricerca, le emergenze del sistema”. Vuoi per la crisi economica, che ha riportato gli studi universitari ad essere cosa per pochi; vuoi per i continui tagli agli atenei che hanno ridotto i servizi e le borse di studio; vuoi per i difetti cronici del mercato del lavoro italiano (disoccupazione e mancata premiazione del merito) che spingono sempre più studenti a iscriversi all’estero o a non iscriversi affatto; vuoi per le scarse opportunità date ai ricercatori.

giovedì 29 novembre 2012

I GIOVANI CHOOSY E IL NUOVO ’68, PURE MIGLIORE


RISPETTO ALLA RIVOLUZIONE CONTROCULTURALE DI ALLORA, FATTA PREVALENTEMENTE DA FIGLI DI PAPA’, LA RIBELLIONE DI OGGI E’ SOSTENUTA DA RAGAZZI SENZA FUTURO

Questa volta è stato scelto un termine inglese per sbeffeggiare i giovani italiani: choosy, il cui suono british da’ un tocco meno offensivo del precedente bamboccioni coniato qualche anno fa dall’ormai defunto Ministro Padoa Schioppa. Ad usarlo, come noto, il Ministro Elsa Fornero, non nuova a sparate del genere (come d’altronde tutto l’esecutivo in carica), inconsapevole del resto di come se la passano le nuove generazioni italiane, visto che la figlia, trentenne, gode già di una brillante carriera. Così come altri “figli di” di questo Governo: a soli 37 anni è infatti professoressa associata di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell'Università di Torino e responsabile della ricerca alla Hugef; una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana. Alcune sue ricerche sono state finanziate dalla Compagnia di Sanpaolo, fondazione che è la prima azionista della banca Intesa Sanpaolo, di cui sua madre era vicepresidente.
I cosiddetti choosy però non ci stanno e in questi mesi si stanno mobilitando in lungo e largo per l’Italia, così come i loro coetanei europei, per manifestare “in piazza” il proprio disagio. Molto più drammatico di quello che spinse i giovani nella famosa controrivoluzione culturale del ’68.

venerdì 31 agosto 2012

ALLA SAPIENZA LEZIONI SOTTO LE TENDE, L’EMBLEMA DELL’UNIVERSITA’ ITALIANA


CARENZA DI AULE SOPPERITA CON UNA STRUTTURA TEMPORANEA SUL PRATONE. STUDENTI INDIGNATI

No, a Roma non è tornato Gheddafi a dare lezioni sull’Islam e ad essere accolto con tutti gli onori da Berlusconi. Come sappiamo il Raìs è passato a miglior (o peggior) vita. Ma purtroppo si tratta di un’assurda iniziativa per risolvere la carenza di aule da parte della più importante ed affollata Università italiana: La Sapienza di Roma. Sul vasto prato antistante la Facoltà di Giurisprudenza sono stati montati enormi tendoni, che ospiteranno le lezioni e gli esami di Diritto privato e Procedura civile.

lunedì 6 agosto 2012

L’UNIVERSITA’ E’ TORNATA AD ESSERE ACCESSIBILE PER POCHI


OLTRE ALLA CRISI CHE COSTRINGE IN TANTI A RINUNCIARCI, CI SI METTE ANCHE LA SPENDING REVIEW CHE HA INTRODOTTO NUOVE TASSE

La crisi degli ultimi anni ha quasi azzerato tutti i progressi economici fatti in Italia nel giro di 40 anni (anni ’50-’90), riportandoci ai tempi dell’immediato dopoguerra. Molte cose stanno tornando ad essere un lusso per pochi, come la carne o l’automobile. E anche l’Università. Se fino a qualche anno fa solo i più poveri, sebbene volenterosi, difficilmente vi accedevano, ora anche la classe media rischia di non poter proseguire più gli studi oltre il diploma. Con la Spending review in esame in Parlamento, si aggiungono nuove tasse a quelle già esistenti. Soprattutto perché esso scagionerebbe le università che infliggono rette 'fuorilegge', dando via libera a ulteriori rincari.