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martedì 22 dicembre 2015

Elezioni in Spagna, contrariamente a quanto dicono i principali media Podemos non ha sfondato

IL PARTITO POPOLARE HA OTTENUTO IL 28% DEI VOTI, MENTRE I SOCIALISTI IL 22. MA I MEDIA HANNO CONTEGGIATO MALE I VOTI DI PODEMOS

Anche la Spagna conferma il refrain già visto ultimamente in quasi tutti i Paesi europei. Ossia, i partiti tradizionali che perdono continuamente consensi e i movimenti che avanzano. Sebbene, questi ultimi, non nel modo glorioso in cui ce lo hanno descritto i principali media e mostrando pure qualche contraddizione.

venerdì 23 ottobre 2015

Podemos, la festa è appena cominciata ma è già finita: i numeri su cui si attesta oggi

IL PROSSIMO 20 DICEMBRE IN SPAGNA SI TERRANNO LE ELEZIONI POLITICHE E IL PARTITO VIENE DATO MOLTO INDIETRO RISPETTO AGLI ALTRI

Negli ultimi due anni la Spagna ha registrato una notevole crescita economica, con un miglioramento generale degli indicatori. Grazie alla cura rigida del conservatore Mariano Rajoy, occhialuto, barba incolta, serioso. Lontano dallo stereotipo tipico dei leader politici populisti e pittoreschi che proliferano in Europa da qualche tempo. Certo, l'austerity sta facendo allargare anche le sacche di povertà. Le organizzazioni caritatevoli, laiche e religione spagnole, non bastano a tamponare un fenomeno in crescita, soprattutto nelle grandi città e nelle regioni del centro sud della penisola. Colpa di quei piani lacrime e sangue imposti a Madrid dalla troika hanno anche scagliato la società indietro di decenni: disoccupazione alle stelle, decurtazioni salariali, protezioni sociali e sanità tagliate con l’accetta, un’ondata di sfratti. Ma si sa, l'importante è avere i complimenti da Bruxelles.
In questa Corrida sociale Podemos non sta crescendo di certo in popolarità. Anzi. Le ultime amministrative e i sondaggi in vista delle prossime elezioni politiche del venti dicembre danno il movimento su numeri imbarazzanti. Almeno rispetto agli esordi.

giovedì 3 settembre 2015

L'Italia torna il 'Belpaese': tre milioni di turisti in più, cause e mete più scelte

LE METE BALNEARI HANNO REGISTRATO UN +20%

Malgrado l'ormai atavica recessione economica e un costante flusso migratorio sulle coste meridionali che poteva scoraggiare in tanti dinanzi a numerose scene di sbarchi disperati, il turismo in Italia ha fatto registrare un rilevante aumento. Complice anche il bel tempo, che ha regalato un luglio e agosto di quasi totale sole e caldo (mentre lo scorso anno l'estate si è affacciata solo dopo i primi di agosto). E dato che il meteo sarà clemente anche a settembre, si prevedono altre prenotazioni. I numeri della stagione estiva dell’anno 2015 sono più che confortanti. Un’indagine di Cna Balneatori dice che le presenze sulle spiagge sono aumentate del venti per cento. Mentre Federalberghi ci informa che oltre 30 milioni di italiani sono andati in vacanza con un balzo di quasi nove punti percentuali rispetto alla passata stagione. Grasso che cola se si pensa che solo due anni fa i vacanzieri erano stati 26,8 milioni. In totale, si è registrato un aumento di tremilioni di turisti rispetto allo scorso anno.

martedì 26 maggio 2015

Elezioni in Spagna e Polonia, l'Unione europea porge l'altra guancia: schiaffi da sinistra e destra

NEL PAESE IBERICO BRUTTA SCONFITTA PER IL PARTITO POPOLARE AL GOVERNO E PER I SOCIALISTI, MENTRE IN POLONIA VINCE LA DESTRA CONSERVATRICE EUROSCETTICA

Domenica scorsa l'Unione europea ha messo in pratica un invito di Gesù: porgi l'altra guancia. Sebbene lo abbia fatto suo malgrado e indirettamente. Da Spagna e Polonia sono arrivati due risultati elettorali ad ulteriore conferma dell'euroscetticismo ormai dilagante nel vecchio continente. Due autentici schiaffi ricevuti da destra e sinistra. Nel Paese iberico alle amministrative ha trionfato il Movimento Podemos, che ho già descritto come un mix tra Grillo e Tsipras; con i partiti tradizionalisti popolari e socialisti al minimo storico. Mentre nel Paese d'origine di Karol Wojtyla a trionfare alle presidenziali è stata la destra reazionaria, nazionalista ed “euroscettica di Andrzej Duda, 43enne, che ha raccolto un grande consenso tra gli 'ultimi'.

lunedì 16 marzo 2015

Neymar inguaia il Barcellona: la società rischia esclusione da campionato, multe e arresti

Barcellona, società da sempre al top che si caratterizza per la mitica e fiorente "cantera". Sebbene non disdegni acquisti stratosferici quando serve, basti considerare che l'attuale tridente è composto da tre stelle non spagnole ma sudamericane: Messi, Suarez e Neymar. Eppure, proprio il controverso acquisto di quest'ultimo brasiliano, potrebbe provocare molti guai. A rivelarlo è il quotidiano "Mundo Deportivo", che ha riportato le richieste del Procuratore Perals che sta seguendo il caso. Richieste pesantissime.

martedì 17 febbraio 2015

LA SPAGNA CHE NON TI ASPETTI: TORTURATE 6600 PERSONE IN 10 ANNI

A DENUNCIARLO organizzazioni politiche e sociali della sinistra basca, ALTRE HANNO TACIUTO PER NON ESSERE ACCUSATE DI TERRORISMO. MA I BASCHI RAPPRESENTANO SOLO 1 CASO SU DIECI, IL FENOMENO E’ GENERALIZZATO

L’ETA ordina ai suoi militanti arrestati di denunciare di aver subito tortura, quindi chi denuncia è dell’ETA” è stato per lungo tempo il messaggio mandato alla società spagnola da istituzioni, politici e media. Già perché la democratica Spagna non è retrò solo per la presenza della Monarchia – anche se ormai solo simbolica – ma anche perché certi metodi non sono morti assieme al dittatore Francisco Franco. Per decenni le organizzazioni politiche e sociali della sinistra basca lo hanno denunciato. E così anche decine di avvocati (finiti spesso in manette), attivisti per i diritti umani, parenti delle vittime, le vittime stesse. Ma le loro denunce sono rimaste lettera morta nove volte su dieci: i tribunali le hanno archiviate o respinte, i media hanno eretto un efficace muro di gomma e i leader politici hanno trasformato gli abusi dei corpi di sicurezza in segnale inequivocabile di appartenenza all'Eta di chi li denunciava. Negli ultimi dieci anni, dal 2004 al 2014, sono stati in tutto lo Stato ben 6621 i casi di tortura e maltrattamento raccolti e documentati dal Coordinamento per la Prevenzione della Tortura. Non si tratta certo di “casi isolati” ma di una pratica sistematica per i tutori dell’ordine, soprattutto in alcuni territori dello Stato. Adesso qualcosa sembra finalmente muoversi.

martedì 2 dicembre 2014

IN SPAGNA GLI INDIGNADOS SONO IL PRIMO PARTITO CON PODEMOS, UN PO’ GRILLO E UN PO’ TSIPRAS

I SONDAGGI LO DANNO AL PRIMO POSTO E BASA LE SUE FORTUNE SULLA RETE PUR MANTENENDO TONI PACATI ED EUROPEISTI

Dalla Spagna arriva una nuova speranza per la sinistra europea a dieci anni di distanza dal “sogno Zapatero”? Quest’ultimo, Premier spagnolo del Partito socialista, specie nella sua prima esperienza di Governo, fu visto da molti partiti europei di sinistra come il nuovo modello da seguire; riformista, moderno, concreto. In effetti il Paese iberico fece registrare, tra il 2004 e il 2007, una crescita economica importante nonché una vistosa emancipazione sul campo dei diritti civili. Anche in politica estera la Spagna aveva ritrovato un certo spessore, dopo gli anni da zerbino filoamericano vissuti con Aznar (si pensi all’immediato ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq, spinto anche dall’attentato alla metropolitana nel marzo 2003). Poi, complice la recessione giunta nel vecchio Continente dall’America nel 2008, la sua spinta riformista si affievolì sempre più, perdendo gradualmente il consenso popolare fino al ritorno dei Popolari al governo nel 2011. Ora, a distanza di dieci anni, sempre dalla Spagna arriva un nuovo possibile modello per la smarrita sinistra europea; che si pone a metà strada tra Tsipras e Grillo. Trattasi di Podemos, la nuova formazione nata dalle piazze degli Indignados, oggi dato come primo partito nei sondaggi spagnoli.

giovedì 13 novembre 2014

I TANTI MURI CHE ANCORA DIVIDONO IL MONDO

A 25 ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO, ANCORA TANTI SONO QUELLI ESISTENTI

Un quarto di secolo fa veniva abbattuto il Muro di Berlino. Il Mondo si illuse che, sotto le sue macerie, ci finissero per sempre anche le differenze economiche, le ingiustizie sociali, le guerre, le dittature, le ideologie. E invece non è stato così, salvo per queste ultime, lasciando un vuoto che non è stato colmato da nuovi valori e ideali. Le cose sono dunque solo peggiorate. L’uomo ha perso una grande occasione. Mentre Berlino si riuniva, il Mondo si sgretolava. Proprio come quel muro disumano. E purtroppo ne esistono ancora tanti. Vediamoli di seguito

venerdì 25 luglio 2014

ETA: STORICO ADDIO ALLE ARMI, MA IL GOVERNO E’ SCETTICO

IL PROCLAMA IN UN COMUNICATO, DOVE IL GRUPPO SEPARATISTA ANNUNCIA IL PASSAGGIO AL CONFRONTO DEMOCRATICO

La Euskadi Ta Askatasuna - in spagnolo País Vasco y Libertad, letteralmente "paese basco e libertà" - meglio nota con l'acronimo di ETA, è un'organizzazione armata terroristica basco-nazionalista separatista d'ispirazione marxista-leninista, attiva dal 1958, responsabile dell'uccisione di oltre 800 persone. Il suo obiettivo è l’indipendenza dell'attuale comunità autonoma spagnola di Euskadi, per un totale di sette province, definita comunità basca. Dopo un primo comunicato di cessazione della lotta armata nel 2011, il gruppo separatista ha annunciato in questi giorni lo smantellamento delle sedi logistiche legate alla stagione della lotta armata. Ma il governo basco e il grosso dei partiti locali di maggior peso commentano il “proclama” di queste ore con cautela e scetticismo…

martedì 3 giugno 2014

LA MORTE MISTERIOSA DEL FRATELLO, 1500 AMANTI, CACCIA NONOSTANTE PRESIDENZA WWF: JUAN CARLOS, RE DEGLI SCANDALI

IL RE DI SPAGNA HA ABDICATO IN FAVORE DEL FIGLIO FELIPE, UFFICIALMENTE PER MOTIVI DI SALUTE. NEL SUO PASSATO, ANCHE RECENTE, NON MANCANO OMBRE

Ebbene sì, siamo nel 2014 e nel mondo esistono ancora le Monarchie. Certo, ormai hanno quasi ovunque un ruolo formale, ma preservano comunque lussi e privilegi ormai anacronistici e fuori luogo (visti i tempi economici che corrono). Non fa eccezione la Spagna, che si ritrova ancora la dinastia dei Borbone, cacciata per un quarantennio dalla dittatura di Francisco Franco. Ebbene, ieri, mentre da noi si festeggiava la Repubblica, tra un selfie di Renzi e il solito discorso impregnato di retorica da parte di Napolitano, nel Paese iberico Juan Carlos di Borbone - Re di Spagna dal 22 novembre 1975 proprio con la caduta di Franco - ha abdicato in favore del figlio primogenito Felipe. Secondo le agenzie di stampa spagnole, l'intenzione sarebbe legata a motivi di salute. Un Re spesso al centro di scandali e imbarazzi, con l’ultimo che ha riguardato la figlia. Forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso…e il trono.

sabato 17 novembre 2012

LA CATOLOGNA VERSO L’INDIPENDENZA DALLA SPAGNA?


SE ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI VINCESSE ARTUR MAS, BARCELLONA E LIMITROFI POTREBBERO STACCARSI DAL RESTO DEL PAESE. MA CI SONO VARI OSTACOLI

Le crisi economiche, si sa, acuiscono gli estremismi e i movimenti separatisti. Basta guardare la Lega in Italia, che è tornata ai discorsi secessionisti di vent’anni fa. Anche la Spagna ha la sua Padania, i Paesi Baschi, ai quali potrebbe aggiungersi la Catalogna. Per intenderci, il territorio in cui ricade la città di Barcellona, seconda per importanza solo alla capitale Madrid. Cruciali in tal senso sono le prossime elezioni regionali del 25 novembre.