MATTEO SALVINI SEMBRA IL LEADER DESIGNATO DI UNA FUTURA
COALIZIONE
Il bipolarismo che ha contrassegnato la Seconda Repubblica
sembra lontano anni luce. Eppure ha caratterizzato la politica italiana fino a
tre anni fa. Da una parte c’era il centrosinistra, con la sua miriade di
partiti e partitini uniti solo dall’antiberlusconismo, dall’altro il
centrodestra formato da solo quattro partiti uniti, di contro, dal collante
Berlusconi. Oggi invece, il primo è formato solo da Partito democratico e forse
Sel (col partito di Vendola è sempre difficile prevedere quello che accade),
mentre il secondo si è disgregato, perso il leader indiscusso, indiscutibile e
aggregante Silvio Berlusconi. Una coalizione che ha molti meno voti rispetto al
passato, visto che Renzi (e un po’ Grillo) si è preso parte dei voti di Forza
Italia e quasi tutti quelli dell’Udc, Fratelli d’Italia ha un quarto dei voti
di Alleanza Nazionale, così come il Nuovo centrodestra che non decolla, mentre
la Lega Nord pare al momento chiamarsi fuori da ritorni di fiamma. O quasi.
Anzi, proprio il segretario di quest’ultima sembra essere diventato il potenziale
nuovo leader della coalizione, dando vita a un doppio paradosso.