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lunedì 14 marzo 2016

Berlusconi, D'Alema e Bassolino come il 47: morti che parlano

NONOSTANTE LA LORO ETA' E IL LORO PASSATO SI PROPONGONO ANCORA COME ALTERNATIVE

Nella Cabala napoletana il numero 47 rappresenta ''il morto che parla''. Nella politica italiana, in questi giorni se ne stanno mettendo in evidenzia ben tre: Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino.

martedì 9 febbraio 2016

Il peso dei cinesi nelle primarie Pd anche a Milano

AD AGGIUDICARSELE E' GIUSEPPE SALA, MANAGER, GIA' COMMISSARIO EXPO. NON MANCANO LE SOLITE POLEMICHE PER LA COSPICUA PRESENZA DI CINESI IN CODA AI SEGGI

Chi lo dice che il Partito democratico non sia di sinistra? Anzi, perfino comunista? Lo dimostra la cospicua presenza di cinesi ogni qualvolta, o quasi, si disputano le Primarie. E così anche a Milano è andata così.

lunedì 4 maggio 2015

Caldoro sostenuto da Jurassic Park: tutti i vecchi della Prima Repubblica che lo appoggeranno alle regionali

NOMI CHE RITORNANO E CHE CREDEVAMO ORMAI SEPOLTI

Il centrodestra, si sa, non se la sta passando proprio bene. Tra spaccature, populismi e Forza Italia non più capace di trainarla come un tempo. Non va certo meglio in Campania, dove la coalizione per uscire dall'empasse ha riconfermato Stefano Caldoro, il quale a colpi di tagli ha cercato di risanare la pesante situazione ereditata dai precedenti dieci anni dello scialacquatore Antonio Bassolino. Oltre a qualche immancabile indagato, l'ex del Nuovo Psi e figlio d'arte sarà sostenuto da un esercito di vecchietti della Prima Repubblica. Gente che credevamo ormai morta e sepolta (politicamente, s'intende) e che invece ha ancora una certa influenza. Ecco dunque chi sono. Una lista che farebbe invidia a Spielberg, regista di Jurassic Park.

lunedì 1 dicembre 2014

UN LEGHISTA COME LEADER: LA BRUTTA FINE DELLA DESTRA ITALIANA

MATTEO SALVINI SEMBRA IL LEADER DESIGNATO DI UNA FUTURA COALIZIONE

Il bipolarismo che ha contrassegnato la Seconda Repubblica sembra lontano anni luce. Eppure ha caratterizzato la politica italiana fino a tre anni fa. Da una parte c’era il centrosinistra, con la sua miriade di partiti e partitini uniti solo dall’antiberlusconismo, dall’altro il centrodestra formato da solo quattro partiti uniti, di contro, dal collante Berlusconi. Oggi invece, il primo è formato solo da Partito democratico e forse Sel (col partito di Vendola è sempre difficile prevedere quello che accade), mentre il secondo si è disgregato, perso il leader indiscusso, indiscutibile e aggregante Silvio Berlusconi. Una coalizione che ha molti meno voti rispetto al passato, visto che Renzi (e un po’ Grillo) si è preso parte dei voti di Forza Italia e quasi tutti quelli dell’Udc, Fratelli d’Italia ha un quarto dei voti di Alleanza Nazionale, così come il Nuovo centrodestra che non decolla, mentre la Lega Nord pare al momento chiamarsi fuori da ritorni di fiamma. O quasi. Anzi, proprio il segretario di quest’ultima sembra essere diventato il potenziale nuovo leader della coalizione, dando vita a un doppio paradosso.

giovedì 12 giugno 2014

IL CENTRODESTRA NON ESISTE PIU’, SPAZZATO VIA DALLE AMMINISTRATIVE

HA VINTO SOLO IN 41 COMUNI, POCO PIU’ DEL 10% DEGLI ENTI IN PALIO

Dal risultato delle europee e delle amministrative si evince che il centrodestra italiano non esiste più. Certo, ci sono singole realtà che cercano di sopravvivere: Forza Italia che punta ancora, nonostante tutto, su Silvio Berlusconi; il Nuovo centrodestra, che si propone come la novità ma nei fatti sta accogliendo tutti i transfughi del primo; la Lega Nord, che archiviato il Senatur Bossi sta vivendo una nuova stagione con Matteo Salvini; Fratelli d’Italia, che ha ripristinato il vecchio simbolo di AN ma non scalda i cuori dell’elettorato destrorso; l’Udc ormai viaggia su cifre da prefisso telefonico. Messi insieme supererebbero il 40%, ma una convivenza sarebbe assai problematica e paradossale. Peraltro, l’elettorato ha già bocciato pesantemente questa ipotesi alle ultime amministrative.

martedì 4 febbraio 2014

PIER FERDINANDO CASINI TORNA IN GINOCCHIO DAL CAVALIERE PER NON SPARIRE

DOPO IL FLOP ELETTORALE DEL TERZO POLO LO SCORSO ANNO E IL VARO DI UNA LEGGE ELETTORALE CHE PUNTA AL BIPOLARISMO, ALL’EX PRESIDENTE DELLA CAMERA NON RESTA CHE RITORNARE ALLA CORTE DEL CAVALIERE

“Meglio non fare la fine di Fini” avrà pensato Pier Ferdinando Casini. E allora meglio ritornare laddove è iniziata la sua ascesa politica: nel centrodestra guidato dall’indiscutibile Silvio Berlusconi. Una decina di anni fa il leader dell’Udc, quando era già Presidente della Camera, veniva considerato un personaggio dalle grandi prospettive: futuro leader di un centrodestra moderato ed europeo e papabile Presidente della Repubblica. E invece nel 2006 si allontanò dal Cavaliere, cercando di costruire quel tanto agognato Terzo Polo o Grande centro (come lo sfotteva pure Neri Marcorè in una delle tante sue riuscite imitazioni) mai realizzato nei fatti. Nemmeno sfruttando lo scorso anno un personaggio di spicco quale Mario Monti. La sua Udc ha beccato a malapena un imbarazzante 1,4%, riuscendo comunque, complice il Porcellum, ad avere qualche seggio alla Camera e perfino un Ministero (nella persona di D’Alia) nell’attuale Governo Letta. E così, in vista di una legge elettorale che spinge verso il Bipolarismo, non resta che schierarsi e tornare dieci anni indietro. Un po’ come tutto il centrodestra del resto, come già dimostra il ritorno di Forza Italia e Alleanza Nazionale.

sabato 11 gennaio 2014

LA DESTRA TORNA INDIETRO DI VENT’ANNI: DOPO FORZA ITALIA RINASCE ANCHE ALLEANZA NAZIONALE

FRATELLI D’ITALIA HA AVUTO L’OK DALLA FONDAZIONE DEL PARTITO PER POTER UTILIZZARE IL SUO SIMBOLO. STORACE FURIOSO

Se il film cult anni ’80 “Ritorno al futuro” si fosse girato nel 1994 e nel 2014, anziché nel 1985 e 2015, i suoi protagonisti non avrebbero riscontrato alcun cambiamento. Almeno per quanto riguarda la destra italiana. Infatti, dopo la breve esperienza del Popolo della libertà - un partito nato artificialmente come risposta obbligata alla nascita a sinistra del Partito democratico, con Alleanza Nazionale che si è annessa a Forza Italia – i due partiti che ne facevano parte sono di nuovo in vita. Dopo la rinascita clamorosa di Forza Italia, anche il simbolo di AN torna alla ribalta in occasione delle prossime elezioni europee. A rivolerlo fortemente i membri di Fratelli d’Italia, i quali avevano “arrangiato” portando nel loro simbolo un nodo tricolore anziché la classica fiamma come escamotage.