PERSONA PERBENE, MITE E STIMATA, CHE HA RACCOLTO CONSENSI
ANCHE TRA I CENTRISTI, LA SINSITRA PD E SEL. MA NON MANCANO ASPETTI CRITICI
Poteva andarci peggio. Questa è la prima cosa che ho pensato
quando Sergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica. Poteva
toccarci il poltronista, impopolare e ricco pensionato Amato, o un tecnico, di
quelli tutti numeri che piacciono tanto all’Europa. Oppure, e magari fosse stato
così, un ex Pm come Imposimato o meglio ancora Raffaele Cantone. Ma si sa,
l’elezione del Capo dello Stato è anche, e soprattutto, un’occasione per
tessere nuove alleanze, ripristinarne di vecchie, consolidare le attuali. E la
trovata di Matteo Renzi è stata geniale: ha candidato un vecchio democristiano
di sinistra, di quelli, per intenderci, legato alla Dc buona e sana (o forse
sarebbe meglio dire meno peggio) legata alla corrente di Aldo Moro;
aggraziandosi così la sinistra del suo Partito, i moderati di Area popolare,
Sel (si dice che lo stesso Vendola, qualche settimana fa, avrebbe pensato a
Mattarella) e qualche grillino in uscita. Ed è anche uno scacco matto a
Berlusconi, visto che gli è indigesto essendosi messo di traverso in un paio di
occasioni. E’ stato eletto con ben 665 voti, il che vuol dire anche con pezzi
di Forza Italia. Costretto a dire sì anche Alfano, pena la fine del suo
mandato, spaccando però il suo partitino, con qualche uscita eccellente (vedi
Sacconi). Insomma, con Mattarella l’ex Sindaco di Firenze ha unito il
centrosinistra e spaccato il centrodestra. Certo, non mancano paradossi
istituzionali e qualche ombra anche sulla sua figura e su quella di qualche suo
familiare.