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martedì 10 novembre 2015

A Bologna è nata la Destra 3.0, genuflessa a Salvini

PRESENTI ANCHE BERLUSCONI E LA MELONI. PIAZZA GREMITA, VIOLENTA MANIFESTAZIONE DEI CENTRI SOCIALI

Una destra italiana così unita in piazza non si vedeva dal 2007, quando scese in Piazza del Popolo a Roma per protestare contro l'allora Governo Prodi. Strappando così alla sinistra una piazza utilizzata da sempre per le grandi manifestazioni (cosa che ha fatto poi nel 2013 anche il Movimento cinque stelle).

mercoledì 21 ottobre 2015

Ennesimo salto del Quagliariello per lui e Bondi: storia di due voltagabbana doc

IL PRIMO SI ALLONTANA DAL GOVERNO RENZI USCENDO DA NCD, IL SECONDO INVECE SI AVVICINA. HANNO CAMBIATO SPESSO OPINIONE POLITICA

Nella lingua italiana per 'salto della quaglia' si intende sia un gioco molto popolare a Roma, sia un metodo contraccettivo, sia un modo per indicare il cambiare partito politico senza farsi troppe preoccupazioni. In questa sede mi occuperò di questo terzo significato, molto in auge nella politica italiana soprattutto con l'avvento della Seconda Repubblica, grazie alla quale sono aumentati esponenzialmente i voltagabbana ad ogni legislatura.
Anni fa ho dedicato un post ai tanti radicali che negli anni hanno cambiato radicalmente idea, passando da posizioni laiche, se non perfino anticlericali, a posizioni democristiane. Avevo anche stilato una Top sei, posizionando al primo posto Gaetano Quagliariello. Bene, il nostro non si smentisce mai e in questi giorni ha cambiato ancora una volta idea. Così come un altro voltagabbana doc della politica italiana: Sandro Bondi.

lunedì 5 ottobre 2015

Per recuperare voti Alfano rispolvera Ponte sullo stretto: i 3 motivi per cui non è realizzabile

L'OPERA E' STATA PER ANNI UN CAVALLO DI BATTAGLIA DI BERLUSCONI, SEMPRE NAUFRAGATO

In Sicilia ci sono andato due volte, in auto e in treno, e in effetti devo ammettere che realizzare un ponte che colleghi l'isola alla Calabria sarebbe utilissimo. Di fatti il tempo che si perde nell'attraversare lo stretto è di circa un'ora e mezza, calcolando l'attesa di salpare sulla nave, l'attraversamento dello stretto e il tempo che si impiega per scendere. Pensiamo al tempo perso da quanti lo attraversano sovente per motivi lavorativi.
Un'opera che però si presenta irrealizzabile per almeno tre aspetti: economici, ambientali e giudiziari. Ma il Ministro degli interni Angelino Alfano l'ha rimessa in mezzo nel dibattito politico, facendone un proprio cavallo di battaglia, nella speranza di metterci il cappello e recuperare un po’ di voti soprattutto nella sua Sicilia. Il Governo però frena, mentre Salvini, pur ammettendo la propria scetticità, propone di lasciare la parola sul tema a calabresi e siciliani mediante Referendum.

lunedì 28 settembre 2015

La figliol prodiga Nunzia De Girolamo torna in Forza Italia: ecco il vitello grasso che le spetta

LASCIA NCD CON CUI ERA IN POLEMICA DA TEMPO

La rottura con il Nuovo centrodestra, che essa peraltro ha co-fondato, era nell'aria da tempo. Nunzia De Girolamo lascia il partitino stampella di Renzi e mai decollato di Angelino Alfano e torna nel partito che l'ha lanciata. Uno strappo annunciato, ventilato, a lungo rimandato. Ma alla fine, Nunzia, ha sbattuto la porta: troppe frizioni col suo partito, troppo indigesta l'ormai vecchia "detronizzazione" da capogruppo alla Camera e, soprattutto, davvero indigeribile l'appoggio acritico al governo Renzi.
Queste le ragioni per cui la De Girolamo ha deciso di passare all'opposizione. "Resto coerente con i miei valori" ha commentato. Lascia un partito che è venuto meno ai presupposti per cui era nato: essere il partito volano del centrodestra, spezzando l'egemonia berlusconiana. E invece, oltre ad acquisire i transfughi di Forza Italia, tra cui condannati e indagati, ha ininterrottamente appoggiato i governi di centrosinistra. Dando così la sensazione di essere attaccato alle poltrone, più che avere a cuore le sorti dell'Italia. Di qui la scarsa presa sull'elettorato e un destino che sembra già segnato.
Ma la principessa di Benevento ritrova una Forza Italia lontana dai vecchi fasti, che ha perso molti pezzi da 90 e il traino del vecchio leader padre padrone. Una Forza Italia pronta a uccidere – per usare una metafora evangelica - un vitello grasso per il ritorno della figliol prodiga.

lunedì 2 febbraio 2015

MATTARELLA ELETTO PRESIDENTE, TRA PARADOSSI ISTITUZIONALI E QUALCHE OMBRA FAMILIARE

PERSONA PERBENE, MITE E STIMATA, CHE HA RACCOLTO CONSENSI ANCHE TRA I CENTRISTI, LA SINSITRA PD E SEL. MA NON MANCANO ASPETTI CRITICI

Poteva andarci peggio. Questa è la prima cosa che ho pensato quando Sergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica. Poteva toccarci il poltronista, impopolare e ricco pensionato Amato, o un tecnico, di quelli tutti numeri che piacciono tanto all’Europa. Oppure, e magari fosse stato così, un ex Pm come Imposimato o meglio ancora Raffaele Cantone. Ma si sa, l’elezione del Capo dello Stato è anche, e soprattutto, un’occasione per tessere nuove alleanze, ripristinarne di vecchie, consolidare le attuali. E la trovata di Matteo Renzi è stata geniale: ha candidato un vecchio democristiano di sinistra, di quelli, per intenderci, legato alla Dc buona e sana (o forse sarebbe meglio dire meno peggio) legata alla corrente di Aldo Moro; aggraziandosi così la sinistra del suo Partito, i moderati di Area popolare, Sel (si dice che lo stesso Vendola, qualche settimana fa, avrebbe pensato a Mattarella) e qualche grillino in uscita. Ed è anche uno scacco matto a Berlusconi, visto che gli è indigesto essendosi messo di traverso in un paio di occasioni. E’ stato eletto con ben 665 voti, il che vuol dire anche con pezzi di Forza Italia. Costretto a dire sì anche Alfano, pena la fine del suo mandato, spaccando però il suo partitino, con qualche uscita eccellente (vedi Sacconi). Insomma, con Mattarella l’ex Sindaco di Firenze ha unito il centrosinistra e spaccato il centrodestra. Certo, non mancano paradossi istituzionali e qualche ombra anche sulla sua figura e su quella di qualche suo familiare.

lunedì 29 settembre 2014

EUROPARLAMENTARI ITALIANI TRA I PIU’ ASSENTEISTI, ALCUNI HANNO VOTATO SOLO 13 VOLTE SU 82

DA DESTRA A SINISTRA, COMPRESO IL M5Sm SONO POCHI GLI EURODEPUTATI CHE HANNO PARTECIPATO A TUTTE LE SEDUTE

Nel famigerato discorso contro il socialista Schulz pronunciato a Strasburgo nel 2003, l’allora Premier Silvio Berlusconi chiamò anche gli eurodeputati «turisti della democrazia». Un’etichettatura in fondo tutt’altro che sbagliata, se si considera il numero di presenze che gli europarlamentari hanno fatto registrare nelle prime due sessioni dell’Europarlamento, nelle quali si sono svolte 82 votazioni. Tutti i partiti hanno le proprie pecore nere e sono pochi coloro che non si sono mai assentati. Vediamo i numeri della vergogna.