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lunedì 20 luglio 2015

Quando Salvini voleva la liberalizzazione della cannabis

IL LEADER DELLA LEGA NORD OGGI DICE NO A UNA PROPOSTA BIPARTISAN, MA IN PASSATO SI'. PREFERISCE QUELLA DELLA PROSTITUZIONE

«Fusse che fusse la vorta bbona?!» diceva il grande Nino Manfredi. E già, forse anche le droghe leggere potrebbe essere la volta buona, visto che, un quinto dei parlamentari (quasi tutti di centrosinistra, ma c'è anche qualche esponente del centrodestra), ci riprova con un provvedimento che prevede la possibilità di possedere dosi specifiche e limitate per uso personale (a casa o in pubblico). Vietandone, come per le sigarette, l'uso in aree pubbliche. Il leader della Lega Nord, e ormai di tutto il centrodestra, Matteo Salvini, ha detto di no. Più precisamente: 'meglio prima riaprire le case chiuse. La cannabis fa male, il sesso no'. Eppure diversi anni fa la pensava diversamente, ma anche lo scorso ottobre…

venerdì 10 luglio 2015

Da Berlusconi a Salvini, passando per Prodi, Grillo e Renzi: Celentano a mezzanotte e tre sta già pensando a un altro politico

IL MOLLEGGIATO NEGLI ULTIMI VENT'ANNI HA CAMBIATO PIU' VOLTE OPINIONE POLITICA

Adriano Celentano, uno dei più grandi cantanti italiani. Nel corso dei decenni è riuscito sempre a ritagliarsi un suo spazio, anche quando non gli sono state scritte più canzoni all'altezza del suo talento. Dopo i fasti degli anni '60-'70, nei decenni successivi è stato soprattutto un brillante attore di divertenti commedie comiche, nonché efficace One man show (d'altronde negli anni della contestazione era un seguitissimo predicatore). La sua rinascita artistica la si deve all'album Io non so parlar d'amore, pubblicato nel 1999, che vanta la collaborazione di Mogol, Gianni Bella e Fio Zanotti (ha venduto 2 milioni di copie). Nell'ultimo ventennio Celentano si è anche caratterizzato per le sue prese di posizione politiche, molto oscillanti e mutevoli, che seguono soprattutto le onde del populismo.

martedì 30 giugno 2015

Salvini sempre più ridicolo, difende pure il reato di tortura: la clamorosa dichiarazione

QUALCHE GIORNO FA ha manifestato davanti a Palazzo Chigi insieme al Sap

Il popolo italiano, come fosse un gregge di pecore, ha bisogno di leader carismatici di turno che lo guidi e gli risolva i problemi. Crede quasi ciclicamente all'imbonitore e illusionista di turno, che si tratti di un suggestivo urlatore o uno bravo a sfruttare i nuovi mezzi di persuasione. In principio fu Mussolini, poi dopo un quarantennio arrivarono in ordine Craxi, Bossi, Berlusconi, Grillo, Renzi e Salvini. Quest'ultimo lo vediamo da mattina a sera in qualche trasmissione o in qualche piazza, ora a beccarsi gli applausi, ora a beccarsi fischi e sputi. Punta al populismo come tutti gli altri elencati, con proposte che, una volta al Governo, sarebbero difficilmente realizzabili. Oltretutto, il suo partito al Governo c'è pure stato, ben 9 anni degli ultimi 21. La metà, sostanzialmente. Ogni giorno, o quasi, ne spara una. Qualche giorno fa pure clamorosa, a favore del reato di tortura.

venerdì 24 aprile 2015

L'ipocrisia di Salvini e Meloni su emergenza clandestini: i due provvedimenti approvati quando erano al Governo che hanno aggravato la situazione

I DUE ESPONENTI POLITICI VANNO IN TV TUTTI I GIORNI SPECULANDO SUL FENOMENO, DIMENTICANDO QUANTO FATTO QUANDO ERANO AL GOVERNO

Nei vari Talk show che si alternano in Tv tutti i giorni nonostante siano in crisi di Share (indice ciò che la gente è davvero stufa delle chiacchiere urlate e delle reciproche accuse), ospiti fissi sono Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i quali cavalcano l'onda populista contro l'emergenza immigrazione. Peccato che entrambi fingano di dimenticare che i loro partiti, Lega Nord e Alleanza Nazionale (oggi Fratelli d'Italia), hanno approvato due provvedimenti che hanno aggravato il fenomeno.

venerdì 13 febbraio 2015

UN PO’ CON SALVINI E UN PO’ CON ALFANO: LE ALLEANZE AMBIGUE DI BERLUSCONI PER RISORGERE ALLE REGIONALI

DIFFICILE VEDERE IL CENTRODESTRA UNITO IN UNA SOLA COALIZIONE, DATA LA PRESENZA DI NCD NEL GOVERNO RENZI. ECCO LE ALLEANZE A “MACCHIA DI LEOPARDO”

Se il Patto del Nazareno del mostro Renzusconi è ormai morto, Berlusconi vuole risorgere per l’ennesima volta. Come già fatto nel 2001 dopo la breve esperienza di governo nel ’94, come fece nel 2008 dopo la caduta del Governo Prodi e come ha fatto alle ultime politiche del 2013 quando veniva dato per spacciato. Furbescamente, ha già fatto venire meno il suo appoggio per le riforme in vista delle elezioni, come fatto con Monti prima delle ultime politiche. Ma alla regionali sarà difficile riproporre la vecchia coalizione di centrodestra, visto che Alfano viene criticato tanto dalla Meloni quanto da Salvini. E se la prima non è tanto un problema visto che Fratelli d’Italia conta un po’ ovunque su un misero 3%, il problema si presenta con il secondo, che viene dato in volata dai sondaggi. E allora possibile un doppio tipo di alleanze, al Nord con Salvini e al Sud con Alfano, dove Nuovo centrodestra e Udc raccolgono ancora consensi. Vediamo la mappa delle alleanze.

lunedì 1 dicembre 2014

UN LEGHISTA COME LEADER: LA BRUTTA FINE DELLA DESTRA ITALIANA

MATTEO SALVINI SEMBRA IL LEADER DESIGNATO DI UNA FUTURA COALIZIONE

Il bipolarismo che ha contrassegnato la Seconda Repubblica sembra lontano anni luce. Eppure ha caratterizzato la politica italiana fino a tre anni fa. Da una parte c’era il centrosinistra, con la sua miriade di partiti e partitini uniti solo dall’antiberlusconismo, dall’altro il centrodestra formato da solo quattro partiti uniti, di contro, dal collante Berlusconi. Oggi invece, il primo è formato solo da Partito democratico e forse Sel (col partito di Vendola è sempre difficile prevedere quello che accade), mentre il secondo si è disgregato, perso il leader indiscusso, indiscutibile e aggregante Silvio Berlusconi. Una coalizione che ha molti meno voti rispetto al passato, visto che Renzi (e un po’ Grillo) si è preso parte dei voti di Forza Italia e quasi tutti quelli dell’Udc, Fratelli d’Italia ha un quarto dei voti di Alleanza Nazionale, così come il Nuovo centrodestra che non decolla, mentre la Lega Nord pare al momento chiamarsi fuori da ritorni di fiamma. O quasi. Anzi, proprio il segretario di quest’ultima sembra essere diventato il potenziale nuovo leader della coalizione, dando vita a un doppio paradosso.

martedì 25 novembre 2014

ELEZIONI IN EMILIA E CALABRIA: VINCE L’ASTENSIONISMO, SI AFFLOSCIANO RENZI E GRILLO, AVANZA SALVINI, SPARISCE BERLUSCONI

IL PD SI E’ AGGIUDICATO ENTRAMBE LE REGIONALI, MA HA PERSO MOLTI VOTI. PERDE MOLTO ANCHE IL M5S, MENTRE LA VERA VINCITRICE E’ LA LEGA. IMBARAZZANTE IL RISULTATO DI FORZA ITALIA

Quanta differenza tra Tunisia e Italia. Se nel Paese nordafricano la gente ha fatto lunghe file ai seggi per andare a votare, entusiasta di scegliere il primo Presidente della Repubblica democratica dopo la lunga dittatura di Ben Alì, scacciato dalla Primavera araba del 2011, nel nostro invece alle elezioni Regionali disputatesi in Emilia Romagna e Calabria è andato a votare rispettivamente il 37 e il 44 percento degli aventi diritto al voto. Poco meno e poco più di quattro elettori su dieci, un dato inquietante e disarmante, di un popolo sempre più sfiduciato e disgustato dalla politica. Che ha già perso anche le ultime speranze riposte negli ultimi pifferai arrivati: Renzi e Grillo. Per la cronaca, il centrosinistra si è aggiudicato entrambe le Regioni, ma è una vittoria monca. Imbarazzante poi è la situazione di Forza Italia, che in Calabria ha preso il 12% e in Emilia Roma appena l’8%, meno della metà della Lega Nord. Unico partito a vincere, astensionismo a parte, queste elezioni.

martedì 11 novembre 2014

IL FURBO MATTEO SALVINI IN CERCA DI CONTESTAZIONE, E I POLLI CI CASCANO SEMPRE

IL SEGRETARIO DELLA LEGA NORD CONTESTATO VIOLENTEMENTE DAI CENTRI SOCIALI SABATO SCORSO A BOLOGNA IN VISITA A UN CAMPO ROM. IN PASSATO CONTESTATO AL SUD

Ci sono i ricercatori d’oro e i ricercatori di…contestazioni, proprio come Matteo Salvini, Segretario da un anno della Lega Nord. Il quale ha avuto il merito di aver riportato il Carroccio a cifre elettorali rilevanti dopo l’abisso in cui era sprofondato sotto la sciagurata gestione della Bossi family. Salvini ha riproposto le argomentazioni leghiste delle origini: Roma ladrona, secessionismo, anti-immigrazione, riposte o minimizzate quando la Lega è stata alleata con gli altri partiti dei centro-destra. Ma oltre a ciò, Salvini ha messo in piedi altre strategie, come la lotta all’Euro con tanto di alleanza con la Le Pen, una maggiore “nazionalizzazione” del partito e, appunto, la ricerca di contestatori per poter così apparire una povera vittima. E c’è sempre chi ci casca. Ultimo caso, anche clamoroso, sabato scorso a Bologna.

lunedì 29 settembre 2014

EUROPARLAMENTARI ITALIANI TRA I PIU’ ASSENTEISTI, ALCUNI HANNO VOTATO SOLO 13 VOLTE SU 82

DA DESTRA A SINISTRA, COMPRESO IL M5Sm SONO POCHI GLI EURODEPUTATI CHE HANNO PARTECIPATO A TUTTE LE SEDUTE

Nel famigerato discorso contro il socialista Schulz pronunciato a Strasburgo nel 2003, l’allora Premier Silvio Berlusconi chiamò anche gli eurodeputati «turisti della democrazia». Un’etichettatura in fondo tutt’altro che sbagliata, se si considera il numero di presenze che gli europarlamentari hanno fatto registrare nelle prime due sessioni dell’Europarlamento, nelle quali si sono svolte 82 votazioni. Tutti i partiti hanno le proprie pecore nere e sono pochi coloro che non si sono mai assentati. Vediamo i numeri della vergogna.

giovedì 20 marzo 2014

ALLEANZA CON LE PEN E UNA SEDE A ROMA: LA LEGA DEL FUTURO SI SCOPRE NAZIONALISTA

AD ANNUNCIARLO IL SEGRETARIO MATTEO SALVINI, IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE. INOLTRE SARANNO PRESENTI LISTE ANCHE AL SUD

In vista delle prossime elezioni europee, la Lega Nord 2.0 guidata da Matteo Salvini riparte da un’impronta nazionalista, attraverso delle mosse sorprendenti che puntano a ridare quota a un partito che rispetto alle elezioni europee del 2009 ha visto ridurre a un terzo la propria forza elettorale. Guarda così alla Nazionalista Le Pen, al Sud, a Grillo e perfino a quella Roma da un quarto di secolo bollata come “ladrona”.

venerdì 13 luglio 2012

LA LEGA TORNA ALLE ORIGINI, MA QUANTO DURERA'?

I DISCORSI DI MARONI APPAIONO FORZATI E RIPETITIVI, QUASI IMBARAZZATI. E INTANTO IL CAVALIERE PARLA DI UN’ENNESIMA RICANDIDATURA

La Lega Nord torna alle origini, nel tentativo di rifarsi una nuova verginità dopo lo scandalo della Bossi family, la quale aveva trasformato le casse del partito in un Bancomat personale. Il Carroccio parla nuovamente di Roma ladrona, Padania, pericolo extracomunitari e quant’altro; riflettendo anche su una possibile mancata candidatura alle prossime elezioni politiche, dedicandosi esclusivamente alle attività locali.

sabato 19 novembre 2011

TRA NUOVO ECO-PASS E PROVVEDIMENTI CONTRO I ROM, PISAPIA SEGUE LE ORMEDELLA MORATTI


IL SINDACO DI MILANO NON HA DATO, ALMENO IN QUESTI PRIMI MESI, UNA PARVENZA DI ROTTURA CON CHI LO HA PRECEDUTO

Nel corso delle elezioni amministrative meneghine, contro Giuliano Pisapia Pdl e Lega hanno detto di tutto e di più. Perfino rispolverando una presunta condanna mai arrivata risalente a quasi trent’anni fa. Un attacco alla persona che in realtà lo ha giovato non poco, facendogli ottenere i voti anche da una parte dell’elettorato moderato e cattolico molto radicato in quel di Milano. Eppure, da questi primi mesi di carica, pare che non se li sia molto meritati; continuando perfino sulla scia di chi l’ha preceduto. La Giunta Pisapia ha di fatti rispolverato l’eco-pass voluto dalla Moratti e da loro tanto criticato, e anziché costruire moschee, sta pensando perfino di ergere un muro contro i rom.