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martedì 15 dicembre 2015

La Casta francese fa quadrato per fermare Le Pen: qualcosa che conosciamo bene anche in Italia

NESSUNO DEI SEI CANDIDATI DEL FRONT NATIONAL BATTE QUELLI REPUBBLICANI, CAUSA SUPPORTO DEI SOCIALISTI

In Francia Repubblicani e Socialisti gridano alla vittoria della democrazia. Dei valori della libertà e dell'uguaglianza. Ma forse, più semplicemente, si deve parlare di un arroccamento della Casta per difendersi dalle istanze di cambiamento.

martedì 8 dicembre 2015

Francia, il Front National si conferma partito delle periferie: il risultato imbarazzante di Parigi

IL PARTITO DI MARINE LE PEN ANDRA' AI BALLOTTAGGI IN 6 REGIONI SU 13, ATTESTANDOSI COME PRIMO PARTITO AL 28%

Le regionali in Francia sono andate come in tanti hanno previsto: a vincere è stato il Front National di Marine Le Pen. Leader sbarazzatasi del padre imbarazzante, che ancora lancia slogan antisemiti e neofascisti, ma che ha trovato nella nipote Marion una nuova alleata. Il partito di estrema destra (che però cerca di non apparire più così) si è attestato quasi al 28%, mentre Les Republicains dell'ex Presidente Nicolas Sarkozy è arrivato al 26,89. Terzo il Partito socialista, al 23,33 per cento.

mercoledì 25 marzo 2015

I francesi stanno quasi peggio di noi: tra la populista Le Pen e il fallimentare Hollande, resuscitano perfino Sarkozy

Alle elezioni dipartimentali, il centrodestra da lui guidato è arrivato al 29%. Sconfitto da Hollande nel 2012, torna così in corsa per il 2017. Ma su di lui pendono le ombre riguardanti le intercettazioni e i finanziamenti di Gheddafi

Per dirla alla Cristicchi: Sarko…no, Sarko…zy! In una Francia che sta messa solo leggermente meglio di noi dal punto di vista economico (ma molto meglio su tutto il resto), torna in auge perfino Nicolas Sarkozy, leader della destra neogaullista Ump, già Presidente della Repubblica dal 2007 al 2012, poi sconfitto dal socialista Francois Hollande nel 2012. Già Ministro degli interni durante il secondo mandato di Chirac (che non lo ha mai stimato), il suo Governo si dimostrò innovatore su diversi punti, ma la recessione economica prima e alcuni sospetti poi, avevano logorato la sua figura. Eppure, il contesto politico francese gli sta ridando fiato. In primis, il suo partito che da tre anni non riesce a trovargli un leader alternativo; secondo, un Premier in caduta libera in termini di gradimento anche per le sue vicende personali; in ultimo, una Le Pen che piace sempre più agli insofferenti e agli emarginati, ma al contempo spaventa i moderati. E così alle elezioni dipartimentali la sua coalizione di centrodestra, formata da Ump e Udi, si è attestata oltre il 29%. I socialisti perdono ben 500 dipartimenti, mentre in uno su due il Front National va al ballottaggio.

martedì 13 gennaio 2015

DOMENICA A PARIGI IL CORTEO DELL’IPOCRISIA: 40 LEADER PER 200 METRI CONTRO IL TERRORISMO CHE ESSI STESSI FOMENTANO

LA MARCIA IN SOLIDARIETA’ PER QUANTO SUCCESSO A CHARLIE HEBDO. MA QUASI TUTTI HANNO SCHELETRI NELL’ARMADIO

La Francia cerca ancora di riprendersi da quanto accaduto nei giorni scorsi al giornale satirico Charlie Hebdo. Commenti solidali, critici o complottisti si sono sprecati in questi giorni, con alcuni politici italiani che si sono riscoperti difensori della satira dimenticando di averla duramente attaccata in casa propria. Noi italiani, oltre alla satira, siamo allergici proprio all’informazione; non a caso il nostro Paese risulta al 46mo per quanto concerne la libertà di stampa. Ma l’ipocrisia e la retorica si è sprecata pure in campo internazionale, con la clamorosa marcia di domenica pomeriggio che ha visto una quarantina di leader politici mondiali sfilare in marcia per circa duecento metri partendo da Place de la Repubblique. C’erano tutti, o quasi. Ognuno con i propri scheletri nell’armadio. Giunti in un autobus dai vetri scuri, perchè, essendo molto democratici e amati dal popolo, è meglio non farsi vedere.

giovedì 20 novembre 2014

IL GOVERNO BERLUSCONI FU VITTIMA DI UN GOLPE INTERNAZIONALE, ORMAI E’ UFFICIALE

TROPPI GLI INDIZI CHE PORTANO A QUESTA VERITA’ CONSUMATASI NEL NOVEMBRE 2011. L’UE VOLEVA UN TECNICO CHE GUIDASSE L’ITALIA

Italia al centro di un intrigo internazionale, di quelli che credevamo esserci lasciati alle spalle con gli “anni di piombo”; quando gli Usa volevano la morte di Moro per evitare un governo Dc-Pci o i servizi segreti europei aiutavano i nostrani e i terroristi di matrice nera negli attentati rimasti impuniti. Certo, il Golpe verificatosi a fine 2011 per fortuna non ha fatto morti, se non la sola e non certo di poco conto Democrazia italiana, visto che da allora praticamente non abbiamo più scelto chi ci governasse. A stabilirlo invece l’Unione europea e la Borsa a colpi di spread, diventato oggi il tritolo utilizzato una volta; coadiuvati da un Presidente della Repubblica acquiescente come del resto è sempre stato nella sua storia politica. Non a caso pure confermato dalla Casta un anno e mezzo fa, nonostante i già sette lunghi anni di presidenza e i quasi 90 anni di età. Perché “ce lo chiede l’Europa”. Ormai le testimonianze che certificano quanto subito dalla politica sono tante, troppe. E i sorrisini indimenticabili e stizzanti del duo Merkel-Sarkozy erano solo un preludio al tutto. Poi si mise anche la convenienza nel dimettersi per lo stesso Berlusconi, certo, visto che i suoi titoli Mediaset avevano perso tanto e Bossi parlò di vertici del Biscione giunti a Roma per spingerlo in tal senso.

domenica 16 febbraio 2014

I FRANCESI E IL LORO RIDICOLO NAZIONALISMO: A FARLI GRANDI SONO STATI GLI STRANIERI

A PARLARNE UN LIBRO USCITO DI RECENTE: DICTIONNAIRE DES ÉTRANGERS QUI ONT FAIT LA FRANCE. LA LISTA COMPRENDE LE PIU’ DISPARATE CATEGORIE PROFESSIONALI

Oltre che per la splendida Parigi, i loro squisiti e colorati dolci e il loro accento gentile e invidiabile, i francesi sono famosi anche per il loro proverbiale orgoglio nazionale. Il che, per carità, è cosa pure invidiabile. E forse, in virtù di ciò, se la prenderebbero pure se gli ricordassimo che tanti dei loro personaggi più famosi hanno origini straniere. Alcuni sono nati lì da genitori stranieri, altri hanno acquisito la cittadinanza dopo; o ancora, non hanno né l’una né l’altra caratteristica, ma hanno dato il meglio di sé proprio sul territorio transalpino. Lo scorso ottobre è uscito un libro, Dictionnaire des étrangers qui ont fait la France, che raccoglie le tante storie di questi personaggi. Vediamone diversi di seguito.

martedì 8 maggio 2012

LA FRANCIA TORNA A SINISTRA DOPO 17 ANNI, GRECIA NEL CAOS


HOLLANDE BATTE SARKOZY SFIORANDO IL 52% DEI CONSENSI. NEL PAESE ELLENICO INVECE REGNA LA FRAMMENTAZIONE POLITICA IN CHIAVE EUROSCETTICA E SI FATICA A TROVARE UNA MAGGIORANZA CHE GOVERNI

Come previsto, il socialista François Hollande ha battuto al ballottaggio Nikolas Sarkozy con il 51,63% delle preferenze. I socialisti non approdavano all’Eliseo dal 1995, ultimo anno di mandato di François Mitterrand, succeduto da Chirac (2 mandati) e appunto Sarko (un mandato).
Avendo ottenuto il 28,6% dei voti al primo turno, il neo eletto Capo dello Stato ha beneficiato dei voti dell’elettorato di altri candidati, come l’11,1% dell’altro candidato di sinistra Jean-Luc Melenchon, il 2,2% dell’ambientalista Eva Joly e il 9% del centrista Francois Bayrou.
Diversa la situazione in Grecia, uscita dalle urne con una situazione politica a dir poco frammentata, che vede l’ascesa dei partiti estremisti e rispecchia un anti-europeismo dilagante.

domenica 29 aprile 2012

IL SUCCESSO DELLA LE PEN E I SOGNI DI GLORIA DI STORACE


IL LEADER DE LA DESTRA SOGNA UN EXPLOIT COME QUELLO DELLA LEADER FRANCESE. PECCATO PERO’ CHE I SONDAGGI GLI ATTRIBUISCANO UNO ZERO IN MENO

Marine Le Pen con il suo Fronte nazionale è stata senza dubbio la vincitrice morale delle elezioni presidenziali francesi. Un francese su cinque l’ha scelta, specie gli indigenti stanchi di una sinistra post-Mitterand ancora sbiadita e una destra moderata rappresentata da un politicante di berlusconiana memoria quale Sarkozy. Un voto che sa tanto anche di euroscetticismo.
Anche l’Italia ha la sua, o meglio dire il suo Le Pen: Francesco Storace; il cui partito, all’indomani dell’exploit del Fronte nazionale, ha impestato Roma di manifesti elettorali.